Leonardo Betti: “Il 1° maggio serva a rinnovare l’impegno per il lavoro”

VIAREGGIO – “Il primo maggio è la festa laica più importante di tutto il calendario, non è un caso che i valori democratici e repubblicani trovino nel tema del lavoro l’elemento connotativo e fondante della nazione come recita il primo articolo della Costituzione. E proprio la Costituzione, troppe volte è stata utilizzata come una foglia di fico e come mero simbolo privo di risvolti pratici e impegno fattivo per celare grandi mancanze in chi ha responsabilità pubbliche”.

Lo scrive in una nota il segretario del Pd Viareggio Leonardo Betti:

“Sarei retorico quindi se, ancora una volta, elencassi gli immancabili buoni propositi sul lavoro. Per questo oggi voglio dedicare il mio pensiero ed offrire il nostro aiuto alla nostra realtà locale che, nel silenzio assordante, anche sul tema del lavoro, necessita di sostegno e di ascolto. Dunque voglio dedicare questo mio intervento del primo maggio, festa dei lavoratori, a tutti quei lavoratori che, purtroppo, si trovano oggi a combattere per il mantenimento del proprio posto di lavoro. In questo triste bilancio, voglio dedicare un cenno, in particolare, ai lavoratori della ex ditta Rubinetterie Ponsi, i cui operai, nostri concittadini e concittadine, hanno diritto di sentire e pretendere una vicinanza delle istituzioni e della politica tutta. Questa ditta, le cui radici affondano nel nostro territorio fin dal 1935, sta vivendo un momento molto delicato e difficile, in sincrono con la crisi mondiale da cui siamo avvinti, oramai da anni. Ebbene, questa realtà viareggina, foriera di successi e di qualità, non può essere dimenticata e, soprattutto, deve essere aiutata perché si trovi una soluzione condivisa a tutela delle famiglie dei lavoratori. A tal fine, una delle prime azioni che intende intraprendere il Partito Democratico sarà quella di incontrare i lavoratori e le lavoratrici di questa azienda, cui dedico il mio pensiero del 1 maggio, perché, sebbene nella drammaticità del momento, non si sentano più tanto soli. Quando la crisi non è solo negli schermi televisivi forse fa più paura, ma è proprio in questi momenti che, alla retorica dei comunicati, deve subentrare la concretezza degli interventi”..