Lettera aperta all’avvocato Ciardelli: “I caschi non si trovano in terra come i funghi”

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VIAREGGIO – Una lettera aperta, quella pubblicata su Facebook, nel gruppo “Forza Manu”, a firma di una mamma, Sabrina Brocchini, e indirizzata al legale del 17enne che ha confessato negli uffici del Commissariato di Polizia di Viareggio di essere lui l’autore del pestaggio a colpi di casco nella notte di Halloween dove Manuele Iacconi è rimasto ferito alla testa ( leggi anche:Pestaggio in Darsena: “Sono stato io”, un 17enne confessa ) che riportiamo integralmente:

” Egregio Avv.Ciardelli,
apprendo dai giornali locali che ha assunto la difesa del minorenne che si è accusato dell’aggressione a Manuele Iacconi avvenuta la scorsa notte di Halloween in Via Coppino a Viareggio.
Inizio col presentarmi, sono una giovane mamma di una bimba di due anni, residente a Viareggio e, nemmeno a dirlo, amica del Sig. Iacconi.
Volevo anche aggiornarLa sullo stato di salute del sopra citato Manuele, nel caso in cui preso dai suoi impegni di affermato legale non avesse avuto il tempo di informarsi. Manuele è in stato di come nel reparto di neurochirurgia a Livorno dalla notte dell’aggressione, ha subito due interventi per controllare la pressione intracranica e per la ricostruzione di zigomo e mandibola. I dottori però non si sbilanciano circa la sua ripresa fisica, e mentale, sottolineo. Detto questo sono a chiederLe una riflessione umana sulla Sua scelta di difendere il Suo assistito.
Mi permetta di raccontarLe la mia reazione nel leggere quanto il giornale raccontava sulla confessione del ragazzo, che più meno si potrebbe riassumere in un sorrisetto ironico a mezza bocca. Sì perchè in quasi trent’anni di vita non mi è mai capitato di raccogliere un casco abbandonato a terra come fosse un fungo, tanto meno nel momento del bisogno come sembra sia capitato al Suo cliente, ma per carità, può succedere, è stato proprio un ragazzo fortunato! Che poi poverino, a quell’ora da solo tornare a piedi dal Carpe Diem al Varignano, ma non ha una madre costui che, diciassettenne come si ritrova, può andarlo a prendere per evitargli di imbattersi all’improvviso in una colluttazione solo per aver “mimato il gesto di fumare”?
Scommetto che adesso quel sorrisetto sta venendo anche a Lei… glielo cancello subito, guardi, perchè ben poco c’è da ridere se pensiamo a chi con la testa fracassata a colpi di casco sta lottando in un letto di ospedale. Ben poco c’è da ridere all’idea che esistano genitori che si occupano prima di procurare un legale affermato che di obbligare il figlio ad assumersi le proprie responsabilità di fronte alla legge e a chi sa altro sopra di noi. Ben poco c’è da ridere di fronte alla scaltrezza dimostrata dagli altri colpevoli (le darò una sconvolgente notizia, nel “campo dei caschi abbandonati” il Suo cliente non era solo, sa?) che hanno mandato avanti il minorenne di turno, al grido silente del “tanto se non sei maggiorenne mica ti arrestano”…
Ma potrei cadere in congetture ed illazioni che potrebbero scaturire in una querela da parte Sua, non vorrei davvero darLe altre incombenze.
Mi aiuti però, dall’alto della Sua conoscenza, a capire come poter spiegare a mia figlia perchè lo Zio Manu domenica scorsa non le ha portato il regalo di compleanno come promesso. Mi aiuti, proprio adesso che sto cercando di insegnarle le basi e le regole della convivenza civile (e mi creda, è sveglia, dovrò proprio convincerla!), a farle comprendere la ragione per cui chi ha sbagliato non viene punito e anzi a soffrire è proprio chi colpa non ne ha. Perchè questo posso affermarlo e gridarlo a gran voce: Manuele non è assolutamente un tipo aggressivo e la scenetta raccontata dal Suo cliente proprio non gli appartiene.
Certo questa è solo la mia modesta opinione e ammetto che possa essere influenzata dall’affetto che io, la mia famiglia e tutti i suoi amici nutriamo per il Sig. Iacconi, ma certamente, me lo permetta, vale molto più rispetto alla “favola” che ci racconta il Suo assistito. Non pretendo che queste mie righe La convincano a desistere dal Suo incarico, ma se ha come me dei figli rifletta un attimo sul loro futuro e su quanto la Sua scelta potrebbe influenzare la loro definizione di giustizia.
Intanto, nell’attesa di una Sua risposta, io continuerò a far recitare ogni sera una preghiera alla mia piccola per lo Zio Manu e persisterò nell’insegnarle che chi sbaglia deve pagare, qualunque età egli abbia e di chiunque sia figlio, che “i caschi non si trovano per terra” e che se se ne imbraccia uno e si colpisce un uomo a terra inerme a casa mia è “tentato omicidio”, che la violenza deve essere sempre condannata qualunque motivo sia esposto a bandiera, che scrivere una lettera spesso aiuta a sfogare tutta la rabbia, l’ansia e la preoccupazione represse ed è forse più efficace di mille minacce di morte, che la dignità vera si trova nel volto di una madre che passa le sue giornate al capezzale del figlio e non nella protezione di quanti sanno e fanno finta di niente.
Le insegnerò tutto questo e, malgrado tutto, ciò mi permetterà di dormire stanotte… lo stesso può dire Lei?
Distinti saluti.
Una madre”.

8 comments

  1. Giovanni Arrosti 8 novembre, 2014 at 11:28 Rispondi

    Condivido tutto della sua lettera, per quanto può valere la mia solidarietà. L”avvocato fa il suo mestiere e la difesa di chiunque é una garanzia democratica. Mi auguro solo che non sia stato l’avvocato a suggerire una versione tanto assurda quanto inverosimile.
    In questa storia , oltre al dramma del sig. Iacconi , colpisce l ‘indifferenza di chi ha assistito alla scena senza intervenire. Escluso uno. Spettatori non meno disperati e vili di chi ha massacrato il povero Manuele. Tutti potremmo trovarci a subire aggressioni così vigliacche e inaspettate e nessuno può permettersi di indulgere in giustificazioni di alcun genere. Perché, altrimenti , é come continuare a massacrare chi oggi lotta in un letto di ospedale. Da parte mia , continuerò ad insegnare ai miei figli , il rispetto per gli altri, la non-violenza,la lealtá è il senso di responsabilitá. Cercherò soprattutto di essere credibile con l”esempio. È quanto posso fare perché episodi del genere non si ripetano.
    Arrosti Giovanni

  2. Pietro G. 8 novembre, 2014 at 13:22 Rispondi

    Putroppo il compito di un avvocato e’ anche difendere il proprio cliente nonostante si riconosca moralmente la sua colpa e la reale versione dei fatti.
    Ogni processo in linea di massima presenta questa problematica.
    Inutile stare a dar contro all’avvocato Ciardelli, e’ bene focalizzarsi sul fatto e sulla reale situazione della citta senza nascondere la testa sotto la sabbia, pensando ad altre priorita’ quali il Carnevale, a pavimentazione della Passeggiata o l’erba finta in P.zza Mazzini.

  3. gianni 8 novembre, 2014 at 17:36 Rispondi

    non comprendo nei commenti precedenti i tentativi di giustificare l’avv ciardelli; doveva mettere il suo cliente di fronte alle sue responsabilità e non avallare giustificazioni assurde come quella del casco trovato per terra; c’è modo e modo di fare l’avvocato e questo, a parere mio , è tra i modi peggiori

  4. dario 8 novembre, 2014 at 18:05 Rispondi

    Sabrina: bella lettera… hai il mio appoggio!
    Pietro G. : sulla prima parte, non posso darti torto…sulla seconda, o miei dubbi… credo che se la tua priorita’ sia il carnevale, la passeggiata o l’erba finta, forse non ti sei accorto che a viareggio, torre del lago … darsena.. pinete varie…. non si puo’ stare tranquilli.. se i tuoi problemi son quelli non posso dirti altro che “BON PER TE”!!!

  5. coralba checchi 8 novembre, 2014 at 18:20 Rispondi

    Caro avvocato…non mi ricordo già più come si chiama…mi perdoni…ho girato a piedi tutto il giorno per viareggio in zona darsena e le assicuro che non ho visto caschi abbandonati …ha avuto fortuna il suo assistito a trovarne uno…

  6. gianluca morelli 8 novembre, 2014 at 21:32 Rispondi

    purtroppo la bravura di un avvocato si misura proprio in situazioni come questa. Se fa vincere la causa al suo assistito che e’ palesemente colpevole verra’ considerato un grande avvocato.

  7. Elena 9 novembre, 2014 at 17:54 Rispondi

    Caro Manuele, seguo dall’inizio la tua sfortunata vicenda e ho il cuore tristissimo.
    Sono un’insegnante di scuola superiore in pensione da poco e, negli ultimi anni del mio lavoro, la cosa che più mi ha fatto soffrire è stato il vuoto e la rabbia cattiva che leggevo negli occhi di alcuni miei alunni (non molti fortunatamente).
    Non c’erano possibilità di punti d’incontro e, nella mia lunga carriera, non mi era mai successo; ho pensato di non essere più in grado di fare bene il mio lavoro e ne ho sofferto. Poi vedevo la maggioranza dei miei ragazzi che volevano “crescere e essere persone migliori” e ciò mi ha consentito di avere la forza di continuare il mio lavoro. Ho sempre sostenuto e continuo a farlo, che la colpa non è mai completamente dei ragazzi. Riesce difficile crederlo con fatti così gravi e, credimi, riesce difficile anche a me.
    L’analisi di questi comportamenti sarebbe veramente lunga e difficile quindi non lo faccio, ma quello che a mio avviso al momento emerge ed è gravissimo, è “il comportamento omertoso degli amici dell’esecutore dell’aggressione, l’indifferenza delle persone che potevano intervenire in quel momento e il silenzio assordante e offensivo della famiglia del minore”. Purtroppo è anche con questa realtà che siamo costretti nostro malgrado a convivere.
    Il rispetto delle regole e la certezza della pena (esemplare mi auguro) è quello che vorrei per questa vicenda, perché è quello che ti meriti come cittadino e come persona.
    Auguri Manuele e finché ci sono persone amiche come quelle che hai intorno e scrivono lettere così belle, la speranza nella giustizia, quella vera, non morirà.
    Spero di vedere la tua foto sorridente di quando ti dimetteranno dall’ospedale, un saluto a te e alla tua famiglia.

  8. armando 12 novembre, 2014 at 21:56 Rispondi

    Cosa dire ? gli avvocati sono i primi delinquenti perchè sanno chi difendono ma lo fanno lo stesso per i soldi per la fama,che non mi vengano a dire che tutti quegli avvocati che difendono i mafiosi ,camorristi ecc.non sanno chi sono i loro clienti…………ma a chi la raccontano?
    Riguardo a quei vigliacchi bastardi che hanno massacrato il povero Manuele la sera di halloween gli auguro di cuore che un giorno o l’altro subiscano quello che hanno fatto a quel povero ragazzo,dopo voglio vedere quei genitori di questi delinquenti che sanno ma nascondono la verità cosa penseranno quando saranno al capezzale del loro figlio.
    Voglio terminare ringraziando quell’uomo che la sera dell’accaduto ha avuto il coraggio di intervenire in aiuto di Manuele il signor Brijani Gandi uno straniero che si è preso a cuore una situazione anche abbastanza pericolosa mentre gli altri soprattutto italiani se ne sono rimasti a guardare…….

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