Liberazione di Viareggio, martedì 16 presidio per il 70° anniversario

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VIAREGGIO – Martedì 16 ore 16.00 – 18.30 presidio per ricordare e valorizzare  il ruolo che svolsero antifascisti e comunisti nella lotta al fascismo e nella Resistenza. L’appuntamento è a Largo Risorgimento, al monumento della Pace. “Inoltre si legge nel volantino – vogliamo sostenere la lotta del popolo palestinese che dal 1948 resiste all’imperialismo, al colonialismo e all’oppressione da parte dell’occupante sionista.

La Resistenza (1943-45) non avrebbe avuto lo sviluppo che ebbe (per estensione ed il ruolo di direzione svolto dalla classe operaia tramite il Pci) se non fosse stata anticipata dalla resistenza organizzata del Partito comunista durante il ventennio fascista (1922-43).  Il Partito comunista, come partito legale fino allo scioglimento decretato dal governo nel ’26 e poi come partito illegale, lavorò per unire e formare l’avanguardia della classe operaia e per mobilitare le masse popolari contro il fascismo.

La misura della repressione che colpì il Partito comunista è anche la misura della sua presenza e della sua attività. Il 90% dei condannati dal Tribunale speciale erano comunisti. Del restante 10% facevano parte antifascisti, socialisti, giellisti, anarchici, repubblicani … Le stesse Brigate “Garibaldi” (del Pci) erano composte da 153.000 partigiani su un complesso di 256.000 partigiani combattenti riconosciuti, considerando che i comunisti o simpatizzanti erano presenti in molte Brigate diverse dalle Brigate “Garibaldi”.

Celebriamo il 70° anniversario della Liberazione di Viareggio per rendere omaggio a quanti/e combatterono quella lotta e per ricordare quanti/e in quella lotta hanno dato la loro vita per costruire la nostra: sono i nostri nonni, sono i nostri genitori, sono la nostra storia – si legge nel volantino -, celebriamo questo 70° anniversario per imparare di più e rafforzare in noi quanto abbiamo imparato da quella straordinaria lotta, perché i suoi insegnamenti ci siano utili per la lotta che conduciamo e per quella che condurremo”.

Durante il ventennio, anche a Viareggio, gli antifascisti subirono ogni sorta di aggressione e devastazione: dall’assassinio di Nieri e Paolini (16 maggio ’21) agli assalti alla Camera del lavoro, al Club dei Calafati, alla sede della Croce verde: luoghi d’incontro degli antifascisti.

Anche il “Soccorso Rosso”, centro di attività antifascista, organizzato localmente dall’avv. Luigi Salvatori, fu individuato e colpito. Salvatori fu perseguitato dallo squadrismo fascista perché direttore del settimanale “Battaglia comunista” stampato a Viareggio e che dovette cessare la pubblicazione. Il 31 ottobre ’26, Salvatori fu aggredito nella sua abitazione e ricoverato in ospedale per commozione celebrale. Venne arrestato e condannato dal Tribunale speciale fascista e confinato con Lelio Gorini, Scandiano Martini, Roberto Goldoni e Giorgio Santocchi. Altri perseguitati e condannati, furono: Pilade Borgianni, Scipione Ceragioli, Giulio Berti, Lamberto Manfredini, Guglielmo Gianni, Antonio Giorgetti.

Nel corso del ventennio si formarono altri giovani, militanti e simpatizzanti del Partito comunista, che svolsero attività contro il regime: Henni Gemignani, Riccardo Ordavo, Adolfo Giusti, Sergio Breschi, Leonardo Di Giorgio, Vezio De Ambris, Giuseppe Antonini, Francesco Malfatti, Mario Casagrande, Gaetano De Stefanis, Ciro Bertini, Giovanni Ciuffreda, Tristano Zecanowski, Manfredo Bertini. La guida di questo gruppo era Mario Raggiunti.

Dopo la caduta del fascismo, 25 luglio ’43, anche in Versilia iniziò la Resistenza. Si costituiscono le Formazioni partigiane in Versilia e sulla Linea Gotica (Massa e Carrara), formate da questi giovani che saranno l’essenza vitale della Resistenza e della lotta di Liberazione. Alcuni cadranno in combattimento e nell’attività: Ciro Bertini “Chittò”, Manfredo Bertini “Maber”, Tristano Zecanowski “Ciacco”, Marcello Garosi “Tito”, Giancarlo Taddei “Beppe”, Amos Paoli, Domenico Dell’Aquila, Luigi Mulargia, Gino Lombardi “Joe il Rosso”.

Il 18 settembre, a Liberazione avvenuta, si costituì il C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) provvisorio, composto nella quasi totalità da comunisti, non essendovi la possibilità della rappresentanza di altri partiti politici, poiché nessuno di loro aveva operato nella clandestinità. Affinché Il CLN avesse carattere unitario, i comunisti dovettero figurare rappresentanti dei vari partiti (Leonardo Di Giorgio, comunista, presidente del CLN, per il Partito d’Azione; Antonio Giorgetti, comunista, per il Partito comunista; Mansueto Marcucci, comunista, per la Democrazia cristiana; Giuseppe Vannucci, comunista, per il Partito repubblicano; Giovanni Devoto, comunista, per il Partito democratico del lavoro; Danubio Bertuccelli, comunista, per il Partito comunista; Oberdan Bertuccelli, socialista, segretario del CLN, per il Partito socialista).

Poi nel C.L.N. si avvicendarono Angelo e Antonio Giorgetti, Mario Raggiunti, Ferdinando Tofanelli, Giovambattista Guardone, Adolfo Giusti, Alessandro “Sandrino” Petri, Lamberto Manfredini, Giuseppe Lombardi, Leonardo Di Giorgio, Roberto Goldoni, Anelito e Sergio Breschi. Adolfo Giusti, Giuseppe Antonini, Manfredo Bertini e Sergio Breschi, costituirono il Comitato Militare del CLN.

 

 

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