L’iceberg partecipate contro il bastimento Viareggio

0

VIAREGGIO – Stefano Piccolomini – Arcipelago partecipate. O meglio, iceberg partecipate che rischia, come nel famoso disastro del 1912, di far affondare il “Titanic Viareggio”. “Questa situazione non risulta più sostenibile non solo nel medio – lungo periodo ma neanche nel breve”. Non lasciano molto scampo le parole del dottor Cimbolini che analizzando, nel rapporto ministeriale, i rapporti tra il comune di Viareggio e le 18 società partecipate, tratteggia questo quadro a tinte fosche. Un’ endemica difficoltà di bilancio dei soggetti partecipati che hanno succhiato liquidità ad un comune immerso in una pesante crisi e con un indebitamento in continua crescita; un sistema che, con operazioni infra societarie continue, aveva la finalità di consentire ulteriori esposizioni finanziarie a strutture già fortemente indebitate senza che, de facto, si verificasse un’effetttiva circolazione di denaro. “Anomalie estremamente rilevanti”, spiega la relazione ministeriale, spulciata, da chi scrive, all’indomani della conferenza stampa del sindaco Leonardo Betti ( “Il vangelo secondo Cimbolini”, durissima relazione del MEF. Betti: “Noi in regola, ci salveremo”)

L’indebitamento complessivo delle società partecipate dal comune di Viareggio, nel triennio 2010 – 2012, passa da 295 milioni di euro a 359 milioni. Calcolando le quote di partecipazione del palazzo di piazza Nieri e Paolini all’interno di queste società, l’indebitamento riferibile al bilancio comunale passa da 149 a 187 milioni di euro. Difficile per comuni virtuosi, insostenibile se si rapporta alla precaria situazione delle casse comunali viareggine.

A questo si somma, come evidenziato anche nell’analisi del consulente incaricato nel 2012, dal commissario prefettizio, di scandagliare il sistema delle partecipate, Pozzoli, uno scarsissimo monitoraggio dei contratti di servizio. In altre parole, nessuno controllava i rapporti che intercorrevano tra ente pubblico e società da esso controllate. Conferma che viene anche dalle altre osservazioni del dottor Pizzoli: impossibile ricevere, in alcuni casi, informazioni sull’andamento delle società e, addirittura, iter per l’approvazione dei bilanci non consono alle leggi in vigore.

Un iceberg che assieme ai 53 milioni di buco previsti dal “comune – comune” ( perdonerete la ridondanza ma è esemplificativa per non rimanere intrappolati nella rete a maglie strette delle società comunali ) rischia, seriamente, di mettere, a breve, la parola fine al viaggio del nostro barcobestia già cosi ammaccato.

Se non ci sarà la profondissima inversione di tendenza che, anche ieri, sindaco e giunta hanno promesso in conferenza stampa. Ai posteri, nemmeno tanto lontani, l’ardua sentenza.

“La relazione del Mef è finalmente arrivata ed ha ulteriormente aggravato il già gravissimo quadro finanziario in cui versa il Comune di Viareggio – commenta il consigliere del Movimento Cittadini di Viareggio e Torre del Lago Massimiliano Baldini -,  anzi mettendo ulteriormente in evidenza aspetti di illegalità diffusa sui quali gli organi competenti non mancheranno di intervenire. Quanto era emerso a seguito del lavoro del Dirigente Finanziario Dott. Santoro è stato certificato dallo stesso Dott. Cimbolini e, come hanno dichiarato entrambi, i conti non sono ancora definitivi perchè nelle partecipate ed in particolare nella Viareggio Patrimonio e nella Viareggio Porto come in altre società ancora non vi è chiarezza sull’entità dei rapporti economici in essere. Una situazione che ormai è esplosa in tutta la sua clamorosa enormità e che gli stessi Revisori dei Conti non potranno che certificare. La Prefettura ha intimato la convocazione del Consiglio Comunale per la discussione sul Rendiconto Consuntivo 2013 nel termine di venti giorni dalla notifica che è avvenuta ieri, pena l’invio di un Commissario e lo scioglimento del Consiglio. Si tratta di una situazione che, per chiunque, sarebbe davvero difficile affrontare tecnicamente ed, ancor di più, perchè la politica, come emerge dai rilievi mossi sul Personale dall’Ispettore del Mef (a proposito di Personale, cosa aspetta l’Assessore Romanini a dimettersi ?), si è dimostrata incapace di andare fino in fondo alle tante magagne di questo Comune. Potremmo mai affidare il risanamento del Comune a questa Giunta che, priva di esperienza e più volte dimostratasi impreparata, ha mostrato limiti evidenti anche sotto il profilo della tenuta politica ? Per quale motivo dovremmo caricarci di una responsabilità così grande se a tenere le redini in mano “della baracca” sono ancora le Romanini, i Giannerini, le Lazzerini, i Fruzza, i De Giorgi ? Chiunque pensi di salire su questa “barca” non sa che può solo affondare caricandosi delle responsabilità giuridiche e patrimoniali di tanti anni di mal governo comunale al quale si aggiungerà la sanzione accessoria dell’ineleggibilità. Buon viaggio!”.

“Insieme al Presidente della Commissione Bilancio, Stefano Genick, ho incontrato oggi pomeriggio le rappresentanze sindacali di CGIL, CISL ed UIL – fa sapere l’assessore al Bilancio – ed i rispettivi sindacati dei pensionati. Pur nella logica di un percorso di risanamento del bilancio del Comune di Viareggio che, anche alla luce delle notizie di ieri, è la prima priorità per questa Amministrazione, siamo arrivati ad una intesa con le rappresentanze sindacali per non pregiudicare il sistema di esenzioni e rimborsi relativi ai tributi ed alle imposte dovute e, nello specifico, relative a TARI, addizionale IRPE, futura TASI e contributo riscaldamento. E’ infatti da sottolineare che questa Amministrazione intende, pur con le ristrettezze di bilancio ben note, salvaguardare le fasce sociali più deboli in una logica di equità sociale: questo principio sarà in tal senso esteso anche a tutti gli altri servizi del Comune per i quali è previsto un sistema di contributi e rette. Tale intesa, che considero molto importante, è propedeutica alla costruzione del Regolamento delle Entrate che sarà deliberato non prima di un accordo con le parti sociali. Ricordo comunque che chi sta proprio in questi giorni pagando la TARI, se risulterà esente secondo le nuove disposizioni, avrà diritto al rimborso di quanto corrisposto.”

“L’Amministrazione Betti ha un compito immane di fronte a sé – commenta Matteo Martini del Pd -: quello non solo già affrontato di evidenziare il debito accumulato con la pessima gestione degli ultimi anni,  ma anche di procedere con i prepensionamenti, ripensare ad una gestione delle società partecipate e della macchina comunale che sia in linea con i rilievi del Ministero e quindi, con le disposizioni normative.  Su questa linea di risanamento, trasparenza, rispetto della legge solo degli irresponsabili e correi potrebbero non appoggiare un Sindaco che sta dando prova di voler risanare le disastrate casse comunali. Da oggi, infatti, non è un consigliere del centro-sinistra, o un esponente del PD, o un avvocato di provincia, ma è l’ispettore ministeriale a dire che fino al 2011 il bilancio si sia sostanzialmente retto su previsioni di entrata “connotate da un alto grado di aleatorietà”; che la gestione dei residui di bilancio – quella che in gran parte ha portato alla “scoperta” del disavanzo di oltre 53 milioni – sia stata più che allegra perché fondata su “vecchi titoli giuridici”, “senza che l’Amministrazione abbia provveduto a valutarne né la concreta attuale validità né tantomeno l’effettiva riscuotibilità delle poste”; che l’Amministrazione “non è stata in grado di chiudere i disavanzi pregressi e di finanziare la parte corrente  in modo sostanzialmente conforme alla legge”; che si sia indebitato il Comune con mutui per effettuare manutenzioni ordinarie violando non un articolo di un regolamento comunale, ma l’articolo 119 della Costituzione. Discorso a parte poi l’approvazione del bilancio consuntivo 2011, con la sciagurata decisione di coprire il disavanzo per 4 milioni di euro con la riduzione di capitale sociale della Viareggio Patrimonio: scelta dissennata, alla quale la relazione dedica ben 4 pagine: l’operazione viene definita “un movimento contabile per chiudere sempre e soltanto a livello di movimenti contabili il disavanzo”, “assolutamente non in linea con quanto previsto dal TUEL e dai principi contabili”, “inammissibile”, tanto da far prefigurare, nell’ultimo capoverso della pagina 47 della relazione, un eventuale possibile dolo da parte degli amministratori, con conseguenze ad oggi inimmaginabili (ma che abbiamo già visto altrove, in altri Comuni d’Italia). Insomma, la relazione del MEF è un vero atto di accusa nei confronti di chi ha amministrato il Comune di Viareggio nel periodo preso in esame e in particolare nei confronti dell’ex Sindaco Luca Lunardini e di chi, come Antonio Cima ed Alessandro Santini, lo sosteneva ricoprendo importanti cariche nella sua Amministrazione. Ed è anche un vero atto riparatorio nei confronti di chi, come il Sindaco o l’Assessore al Bilancio, in questi mesi di fuoco di fila quotidiano ha subito gli strali di quei consiglieri comunali perché non venivano effettuati alcuni pagamenti (come quello del Carnevale ad esempio, o dei servizi resi a terzi) o perché, per arrivare al bilancio consuntivo, ci è voluto qualche settimana in più del dovuto, come era chiaro di fronte ad una situazione così disastrosa. Con l’arrivo della relazione del MEF tutta la polemica dell’opposizione di questi mesi su carnevale, erba sintetica, cestini e altre amenità credo perda ogni significato. Come avevamo già più volte preannunciato, chi dai banchi di Forza Italia tuonava fino a ieri contro una gestione allegra della cosa pubblica, dovrebbe d’ora in poi trovare il modo di riflettere sui danni profondi, gravi e pesanti che ha arrecato alla città e a tutti i viareggini, lasciando loro un debito che varia dai 900 a i 1500 euro cadauno, a secondo che si tenga conto o meno dei debiti delle società partecipate: chiunque nasca d’ora in poi a Viareggio, sia chiaro, avrà sulla sua testa questo debito. Le responsabilità oggi emergono in maniera chiara e presto, come accaduto altrove, diventeranno anche procedimenti giudiziari”.

No comments

*