L’ordinanza dello stop ai tuffi c’è, ma manca la cartellonistica e in tanti fanno il bagno

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VIAREGGIO – L’ordinanza del divieto di balneazione c’è, firmata ieri pomeriggio dal sindaco Leonardo Betti dopo il twitter di Arpat che allertava che le acque dalla Fossa dell’Abate al Molo di Viareggio erano inquinate, e tutti gli stabilimenti balneari l’hanno afffissa in direzione. Ma, ci dicono tutti i titolari dei bagni, la cartellonistica dagli uffici appositi, da installare a riva e visibile a chi è sulla spiaggia, la stanno ancora aspettando.

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Sono i bagnini a dover fare le veci, avvisando i bagnanti del pericolo. Ma, c’è chi, mettendo a rischio la propria salute, se ne infischia e non rinuncia a un tuffo: anziani come bambini, e soprattutto adolescenti arrivati a orde con il treno.

“All’apposizione dei cartelli di divieto sul litorale interessato sta provvedendo, come da ordinanza del sindaco, il cantiere del comune di Viareggio – fanno sapere dalla Capitaneria di Porto.  “Ieri sera, intorno alle 18 – aggiugono dalla Guardia Costiera di Viareggio –  non appena notificataci ufficialmente l’ordinanza del sindaco, abbiamo provveduto a trasmetterla agli stabilimenti balneari, alle loro associazioni, alle cooperative di pesca, ai cantieri navali ed agli approdi turistici, per l’affissione della stessa nei punti opportuni all’interno delle aree in concessione e la massima diffusione a livello locale”.

Cosa ben diversa a Lido di Camaiore, dove l’ordinanza per il divieto temporaneo di balneazione, emessa ieri 5 agosto 2014, interessa un tratto di 300 metri circa a partire dall’argine sud della Fossa dell’Abate, in direzione Massa, e la cartellonistica è stata apposta tempestivamente, secondo gli obblighi di legge. Gli stabilimenti balneari interessati sono sei (Abetone, Amore, Cavalluccio Marino, Italiano, Mané e Paradiso) a cui si aggiunge la spiaggia libera attrezzata.

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