Lutto a Viareggio, si è spento il senatore Giovanni Pieraccini

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VIAREGGIO – Lutto a Viareggio, si è spento Giovanni Pieraccini, senatore e deputato della Repubblica in più legislature, ministro dei lavori pubblici (primo governo Moro, 1963), del bilancio dal 1964 al 1968 e, dopo essere stato presidente del gruppo socialista in Senato per otto anni, ancora alla guida di dicasteri della Marina mercantile nel 1973 e della ricerca scientifica un anno dopo. Viareggino doc, nato il 25 novembre 1918, Pieraccini aveva 99 anni.  Politico e giornalista, è stato direttore della Nazione del Popolo, durante la guerra, del Nuovo Corriere e dell’Avanti, ha amato Viareggio, la cultura e l’arte. Due anni fa, per i suoi 97 anni, a festeggiarlo a Palazzo delle Muse, furono il sindaco Giorgio Del Ghingaro e l’allora assessora Rossella Martina. Il decesso, naturale, è avvenuto questa mattina, nella sua casa a Città Giardino.

«Con dolore apprendiamo della scomparsa del senatore Pieraccini. Giovanni Pieraccini, ministro e parlamentare, era nato a Viareggio nel 1918. Una vita piena quella del senatore, attivissimo e impegnato nella vita della nostra città. Promotore dell’arte, ha creato una vastissima rete di artisti, musicisti, letterati: a lui dobbiamo l’arricchimento della Galleria d’Arte Moderna Viani. Nell’esprimere le più sentite condoglianze alla moglie Vera, questa Amministrazione intende sottolineare il proprio riconoscimento per quanto il Senatore ha fatto per Viareggio, mettendo a disposizione la Galleria D’Arte Moderna dove, nella sala a lui intitolata, verrà allestita la camera ardente – fa sapere il Comune di Viareggio -: “Una perdita immensa per Viareggio, che unita si stringe in un abbraccio”.

“La scomparsa del senatore Giovanni Pieraccini lascia un vuoto profondo nell’ambiente politico-istituzionale non solo di Viareggio ma dell’intera comunità provinciale, tanto è stato un punto di riferimento per numerose giovani leve e per la sensibilità dimostrata nel suo lungo percorso politico all’interno del partito socialista”. Sono le parole del presidente della Provincia Luca Menesini che esprime il suo cordoglio per la perdita di un alto rappresentante delle istituzioni nato e cresciuto nel nostro territorio. “Orfano di padre e studente del liceo classico Carducci di Viareggio in pieno regime fascista, si era però avvicinato al partito socialista all’interno del quale aveva scalato tutti i gradini della scala gerarchica riuscendo ad essere eletto prima deputato della Camera, poi senatore e anche ministro nei primi due Governi Moro. E come non citare il suo impegno nell’attività giornalistica con la testata storica L’Avanti! di cui è stato anche direttore”. Nell’esprimere le sue condoglianze ai familiari, Menesini, infine, ricorda “la dedizione, le capacità e la visione multiforme della vita che Pieraccini ha dimostrato in ambito artistico e culturale a Viareggio dove, conclusa l’esperienza della politica attiva, era riuscito a diventare un illustre e sapiente catalizzatore di eventi di grande richiamo”.

“Il Pd partecipa al lutto per la scomparsa del senatore Giovanni Pieraccini, una persona che ha fatto della politica la sua ragione di vita, ancora sempre attento e interessato alle sorti del Paese e a quelle della sua città, Viareggio – si legge nella nota -:”Antifascista, socialista, ministro del lavoro, senatore della Repubblica, poi ideatore di fondazioni culturali e associazioni, una mente acuta e lucida fino alla fine e un ideale repubblicano mai venuto meno. Era ritornato ‘in pensione’ nella sua città natale e aveva fondato l’associazione “Versilia Unita” non solo per studiare vari aspetti ambientali e culturali dell’intero territorio, come testimoniano alcuni volumi pubblicati, ma per sollecitare la creazione di un comprensorio versiliese,  per convincere, con tanto di studi universitari, le amministrazioni comunali a sfruttare le potenzialità della zona in maniera sinergica. Aveva sogni e progetti per la ‘sua’ Viareggio e amava confrontarsi con i politici soprattutto del Centrosinistra, la sua area di riferimento,  per realizzarli. La pubblicazione di alcuni libri che ripercorrevano la sua lunga vita, specchio di una generazione che  aveva poi costruito l’Italia postbellica, erano per lui motivo di orgoglio, ma non per compiacersi del passato, semmai per guardare al futuro. La Galleria d’arte Moderna e contemporanea di Palazzo delle Muse è sicuramente la sua ‘creatura’ più amata e riuscita, fortemente voluta dal senatore non solo per ospitare la sua donazione, ma per dare alla città un museo degno di questa terra di artisti e amanti dell’arte. Molto rimane dunque del suo pensiero e della sua opera su cui riflettere e da cui partire per chi ancora oggi si interessa della cosa pubblica con spirito democratico, laico e socialista”.

“E’ per molti motivi che dobbiamo sentirci tristi. In primo luogo perché con il senatore Giovanni Pieraccini scompare una figura che possiamo ben definire “storica”. E non solo perché il prossimo anno avrebbe compiuto 100 anni. L’amico di tante ore passate nel suo accogliente salotto a Città Giardino, a confrontarci, a parlare, perfino a discutere con foga, ad assaporare caffè e cioccolata, questo secolo lo ha vissuto intensamente. Lo ha fatto fino alla fine. Come giornalista, saggista, politico ai massimi livelli, esperto di arte e facitore di cultura. Sempre guardando avanti, al futuro, con lo sguardo aperto e fiducioso di un anziano ragazzo pieno di energia e di idee innovative – scrive l’ex assessora Rossella Martina: “Ma di questo secolo egli è anche stato per molti versi artefice. Fin da quando giovane socialista ha combattuto il fascismo.Le sue doti di dedizione, determinazione, intelligenza politica e intellettuale, ne hanno fatto un punto di riferimento per la sua generazione e per quelle a seguire. Durante la Resistenza e nel dopoguerra, quando è iniziata la sua lunga e mirabile carriera nelle istituzioni come ministro e come parlamentare. Oltre alla politica, sempre intesa come servizio allo Stato e mai come privilegio, Giovanni aveva altre due grandi passioni. Quella per l’arte era pari per intensità e ardore o forse addirittura più forte di quella politica. E non è certo un caso che una larga parte della sua collezione sia stata donata a Viareggio, la città dove era nato e dove era tornato da ormai molti anni dopo una vita trascorsa a Roma. Viareggio infatti era la terza passione di Giovanni e proprio alla sua città aveva dedicato le maggiori energie nell’ultima parte della sua esistenza. Un amore non sempre corrisposto quello con Viareggio, un amore che gli ha dato più dispiaceri che gioie e per cui tuttavia non ha mai smesso di lavorare, di pensare, di organizzare, fino all’ultimo giorno del suo laborioso cammino. Con una sofferenza forte di cui faceva partecipi gli amici più intimi, per l’avvertita ingratitudine, il silenzio o addirittura l’insofferenza che spesso le istituzioni locali hanno manifestato nei suoi confronti. Per fortuna c’è sempre stato un grande mondo fuori che gli ha riconosciuto ogni merito, lo ha raccontato, lo ha esaltato. E di questo, chi gli voleva bene, è grato. Ma su tutte le passioni, per Giovanni Pieraccini, ha sempre dominato il primo amore, ovvero Vera, sua moglie, compagna insostituibile, amica, paziente consigliera, con cui ha condiviso il formidabile entusiasmo per la vita e per l’arte. Ed è a lei che oggi ci rivolgiamo con un sentito e forte abbraccio, sapendo quanto inconsolabile sia il suo dolore”.

“Pieraccini ci ha lasciato alla soglia dei cento anni, dopo un’intensa vita pubblica, fatta d’impegno politico costante e di attiva presenza nell’ attualità cittadina. La sua esistenza e la sua cultura politica sono state un tutt’uno con la storia del socialismo italiano del quale è stato sicuramente un influente militante ed animatore seppur spesso critico”, questo il ricordo della senatrice Manuela Granaiola: “E’ stato uomo politico forte, colto appassionato d’arte. Confrontarsi con le sue idee, anche aspramente talvolta è stato sempre per me un notevole arricchimento, anche perché riuscivamo sempre a trovare una sintesi, Credo si possa dire senza retorica che Giovanni Pieraccini è stato un uomo delle Istituzioni di questo paese ed una figura di eccellenza della vita pubblica di Viareggio. Non a caso la sua maggiore preoccupazione era quella della necessità di sprovincializzare la cultura italiana, a partire dalla sua città; infatti tanta parte del suo impegno lo ha rivolto a superare ogni forma di campanilismo della cultura versiliese auspicando quella visione più ampia ed unitaria che ancora oggi fa così tanta fatica a radicarsi. Sarebbero tante le cose da ricordare di lui, sia per la sua operosa attività nazionale che per l’influenza che ha sempre avuto nella sua città; ma lo voglio ricordare, in particolare, per un fatto che forse più di altri rappresenta la sua personalità e la sua attività. Fu il primo, tra i ministri del Governo in carica l’anno della drammatica alluvione di Firenze, quel 4 novembre, a raggiungere la città. La raggiunse grazie a un mezzo anfibio dell’Esercito, e si insediò in Prefettura. Come Ministro fu lui ad adottare i provvedimenti che permisero alle aziende fiorentine ed alla città di rinascere. Politica, arte e cultura sono stati sempre i tre cardini intorno ai quali ha speso una lunga vita intensa, battagliera, generosa ed attiva fino ai suoi ultimi giorni. Le mie più sentite condoglianze alla moglie Vera, dolce figura di donna che lo ha accompagnato con tanto amore, tanta sensibilità e tanta dedizione nel corso della sua lunga , intensa ed operosa vita” .

 

 

 

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