Madama Butterfly, sotto qualche goccia di pioggia, apre l’estate del Festival Puccini

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TORRE DEL LAGO – Letizia Tassinari – Pucciniano bagnato, Pucciniano fortunato. La fitta pioggia ha ritardato di una mezz’ora l’inizio della stagione del 60mo Festival. Ma Giove Pluvio è stato clemente, e dopo la consegna da parte di Sua Eccellenza il Prefetto di Lucca Giovanna Cagliostro e del Sindaco di Viareggio Leonardo Betti della targa del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al più giovane artista del Festival Puccini 2014 , targa questa che sarà apposta nel foyer del Gran Teatro a memoria di questa edizione,  la prima di Madame Butterfly ha segnato l’inizio di quella che si preannuncia una grande stagione lirica sul Lago tanto caro al Maestro.

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Ospiti di rilievo alla rappresentazione della tragedia giapponese, per la quale Giacomo Puccini si documento’ per tre lunghi anni studiando minuziosamente usi e costumi del Giappone: dalla regista e sceneggiatrice Lina Wertmüller all’europarlamentare del Pd Simona Bonafè, che intervistata ai microfono di 50 canale ha assicurato di star lavorando per cercare fondi per il Pucciniano.

Tra i presenti, oltre alla dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio Rosaria Gallucci e il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Mariano Tusa, anche il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini. “Puccini – ha commentato il primo cittadino delle città delle Mura – è un patrimonio culturale che unisce Lucca e Viareggio”.

Madama Butterfly, questa eroina che a 110 anni dalla sua prima rappresentazione conserva ancora intatto il suo fascino,  questa donna di altri tempi che per tre lunghi anni attende, accanto al figlio nato dal breve matrimonio, il ritorno dall’America di Pinkerton, ufficiale della Marina, innamorata a tal punto di rinnegare sia la fede che la famiglia, nel nuovo allestimento, minimalista, ha raccolto nel Gran Teatro sul Lago applausi a scena aperta. “Un bel di’ vedremo… levarsi un fil di fumo”. Puccini è sempre una grande emozione, e le note, al chiaror delle stelle che si rispecchiano sulle acque del Lago, hanno intriso l’aria e gli animi della platea.  Fino alla scena finale: il colpo di cannone, l’arrivo in porto della nave di Pinkerton, che con la moglie è tornato a portarle via il figlio, il rimorso dell’ufficiale, il tentativo di chiederle perdono e la morte di Butterfly, che per il dolore dell’illusione ha scelto di trafiggersi il petto con un pugnale.

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Una stagione lirica,  anno domini 2014,  che si è aperta sotto i migliori auspici. Con grande soddisfazione della presidente Adalgisa Mazza, omaggiata dal presidente del Consiglio Provinciale Andrea Palestini e gentil consorte di uno splendido bouchet di rose.

“Bellissima la regia del grande Renzo Giacchieri che cura anche scene, costumi e luci.  – commenta Rossella Martina, in platea . Con una essenzialità davvero ‘giapponese’ è riuscito a rendere con rarefazione emozionante l’atmosfera della Madama Butterfly. Poche le scene, ampio il gioco dei costumi e dei colori specialmente nelle scene di massa (il matrimonio nel primo atto e l’incantevole coro muto eseguito in scena), il tutto impreziosito dalla cesellatura fatta Hal Yamanouchi, assistente alla regia dei movimenti mimici che ha ‘addestrato’ le comparse alle posture e alle movenze del Sol Levante contribuendo notevolmente a creare l’ambiente in cui si muove Cio Cio San.  Note meno entusiastiche sul fronte musicale. Dire che si è sentita la mancanza di Daniel Oren è ovviamente un eufemismo. Il grande direttore avrebbe infatti dovuto dirigere e non è stato ancora chiarito per quale motivo sia stato sostituito. Voci di corridoio dicono che ha trovato inaccettabile alcune figure del cast dei cantanti (e vedremo quanto ciò sia plausibile), la presidenza della Fondazione, in via non ufficiale, ha dichiarato che non c’erano abbastanza soldi per pagarlo ma non spiega come se ne siano accorti all’ultimo momento quando il suo nome era già stato speso e… comprato dagli spettatori.  Il direttore che sostituisce Oren è Josè Miguel Perez Sierra, giovane emergente (ma emergerà?) che se l’è cavato a volte in modo sbrigativo. Così come sono stati più che dignitosi i comprimari tra i cantanti, più che buona la prestazione di MIcaela Carosi nel ruolo di Butterfly solo a tratti in difficoltà con le note più basse. Invece decisamente deludente è stato Rame Lahaj nel ruolo di Pinkerton: buona impostazione ma scarsità di voce imbarazzante. Non pareggia i conti la prestanza fisica che pare abbia giocato nel fargli avere il ruolo”.

Il cartellone straordinario, per lo  speciale  anno pucciniano e i 3   significativi  anniversari – la 60ma edizione  dell’unico Festival al mondo dedicato al compositore toscano, i 90 anni dalla scomparsa del Maestro e 110 anni dalla prima rappresentazione di Madama Butterfly – prosegue questa sera con la prima di Boheme, con la regia di Ettore Scola.

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