Mallegni a Sant’Anna per la Liberazione: “Meglio tardi che mai, ma non c’è traccia di pentimento per il busto di Mussolini”

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PIETRASANTA – “Come è noto il nostro Sindaco ha portato i saluti dei Comuni della Versilia nella tradizionale celebrazione tenutasi a Sant’Anna nel giorno in cui si festeggia la Liberazione dal nazifascismo. La notizia ci ha piacevolmente sorpreso. Non è affatto un problema che il nostro Sindaco partecipi oggi alle celebrazioni, quanto che durante i precedenti mandati della giunta Mallegni, sia lui che gli assessori risultassero essere piuttosto latitanti, forse per tenere buoni alcuni membri delle maggioranze a suo sostegno piuttosto “allergici” ideologicamente alla Festa della Liberazione”.

La nota arriva da Antonio Orsucci, segretario comunale del Pd:

“Certo, vogliamo credere con tutte le forze che oggi il nostro Sindaco nutra un sincero sentimento antifascista; ci duole, però, constatare che nel suo discorso non vi sia stata traccia alcuna di pentimento per aver esposto in passato un busto di Mussolini nel suo ufficio comunale. Ma sicuramente anche quella sarà declassata dall’autore del gesto al rango di semplice goliardata, una mera provocazione, o una rievocazione storica della comune militanza nel Partito Socialista prima di virare a destra.

Sarà forse l’aria dei palazzi romani ad avergli fatto cambiare idea, forse un sincero ravvedimento. Qualunque sia il vero motivo, possiamo solo dire: meglio tardi che mai!

Non si può invece soprassedere sul fatto che il capogruppo della maggioranza di centrodestra in Consiglio comunale a Pietrasanta tenga esposta la bandiera della X MAS sopra la sua attività commerciale. Auspichiamo che il nostro Sindaco, alle parole dette a Sant’Anna, ora faccia seguire i fatti: provveda a far rimuovere quel vergognoso vessillo, esposto su pubblica via in spregio al reato di apologia di fascismo; e se ricapiterà a Sant’Anna, si impegni ad accompagnarci qualche suo sostenitore, diciamo così, un po’ sopra le righe, per spiegargli il vero valore della Resistenza.

Il 25 aprile non è un giorno qualunque, né una data in cui mettersi in vetrina per farsi pubblicità, bensì una fondamentale Festa nazionale, patriottica, patrimonio comune di tutti gli italiani, anche di chi continua a rinnegarla. Se queste persone oggi possono ancora permettersi di assumere certi comportamenti a dir poco bizzarri, che almeno siano consapevoli che possono farlo grazie alla Resistenza e ai partigiani morti per la libertà. Di tutti”.

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