Mallegni a Viareggio: “Uniti si può ricominciare”

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Massimo Mallegni a Viareggio, in piazza Mazzini, sotto al Burlamacco. Un incontro marino casuale? Oppure “brame” politiche, visto il caos cosmico nel quale versa la città?

“Il 22 febbraio dello scorso anno dichiarai che candidarsi alle elezioni di Viareggio, senza affrontare prima,  in termini globali, i problemi soprattutto di bilancio, avrebbe significato per il sindaco doversi dimettere a breve. Quando lo dissi, al momento mi presero per matto”. Cosa, questa, che infatti si è avverata, pochi giorni fa.

La questione, spiega Mallegni alla nostra redazione, davanti a una tazzina di caffè al bar Carmencita, con la dichiarazione di dissesto, non è risolta, anche facendo una nuova giunta. “Viareggio – aggiunge l’ex sindaco di Pietrasanta – è la capitale economica della Versilia, e se non si riprende tutti gli altri sei comuni, a effetto domino, ne risentiranno. Per questo voglio, anzi devo, e spero che anche altri seguano il mio esempio, occuparmi della città di Burlamacco. Tutti, per il bene della Versilia intera, si devono sentire responsabilizzati per risolvere il delicato problema di Viareggio”.

Problema finanziario? “Non solo – risponde -, quello è solo uno dei tanti. La vera quaestio è più ampia, la città va ristrutturata nel suo insieme. Riccardo Cima disse bene al Principino all’incontro del fabbraio 2013, occorre un piano industriale che abbracci Viareggio in tutte le sue sfaccettature”.

Le parole, però, come recita un vecchio saggio, le porta via il vento… Quale, nei fatti, la soluzione?

“Illuminiano il nostro futuro, associazione nata ormai da tre anni, aveva indicato la “ricetta”: comune unico, drastico taglio delle spese pubbliche, liquidazione delle società partecipate e assorbimento del personale, reimpiegandolo negli enti locali della Versilia. Altra cosa essenziale, sostegno alle imprese con le quali concordare nei minimi particolari iniziative a costo zero tese a snellire pratiche burocratiche, e sgravi fiscali per chi ancora ha la possibilità di investire e sostegno attraverso accordi tra associazioni di categoria e banche per coloro che tali risorse non hanno più”.  Per Mallegni, a Viareggio, sarebbe necessario costruire un rapporto tra Ente pubblico, imprese e famiglia, condividendo ogni scelta in funzione delle reali esigenze quotidiane e,  anche con scelte impopolari, occorre un piano di emergenza.

Ma di chi è la colpa del dissesto?: “La caccia alle streghe non è compito mio”. Il dissesto lo pagano i cittadini, però: “Purtroppo si, ma continunare a non decidere peggiora la situazione”.

Cosa pensa Mallegni di un Betti bis? “La stessa cosa che pensavo prima del bis, o del ter: era meglio se continuava a fare l’avvocato”

Mallegni si candida a Viareggio? “La città è pronta a sostenere un progetto di tutti, e non di parte come fatto negli ultimi 20 anni?. Io mi candido solo a promuovere un percorso di unificazione di tutti quelli che,  i colori politici non mi interessano, siano disposti ad impegnarsi direttamente per salvare la nostra terra, e con essa le imprese e le famiglie”.  Che tradotto, per chi lo ascolta, è “O comune unico, Viareggio “caput versiliae”, o è la fine”.

“Ognuno di noi – aggiunge l’ex primo cittadino della Piccola Atene – deve rinunciare a qualcosa, io ho la tessera di Forza Italia, ma la metto in un cassetto: la prossima amministrazione, al di la del partito di appartenenza, deve essere un insieme di persone che abbiano un obiettivo unico: salvare il futuro”.

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