Mallegni “libero”: prescrizione e estinzione dei reati, oggi la sentenza in Corte d’Appello

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PIETRASANTA – ( di Letizia Tassinari ) – Libero da ogni accusa, per prescrizione dei reati –  i tre rimasti: abuso d’ufficio, violenza privata e corruzione impropria – e conseguentemente anche delle pene. Questa la sentenza della Corte d’Appello di Firenze, oggi, per Massimo Mallegni. Fine di un incubo per il primo cittadino della Piccola Atene: “Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e nella magistratura”, questo il commento a caldo. Mesi addietro, era il 3 luglio scorso, Massimo Mallegni, appena eletto Sindaco, venne sospeso dalla carica. Il provvedimeno, Legge Severino docet, era arrivato direttamente dalla Prefettura di Lucca come conseguenza della condanna in primo grado per il reato di abuso di ufficio, e nonostante l’assoluzione per altri capi di imputazione che lo avevano portato in carcere durante i suoi precedenti mandati nella Piccola Atene l dal 2000 al 2005 e dal 2005 al 2010. Una tegola in testa, quella della sospensione, arrivata a meno di un mese dall’elezione a sindaco, dopo la vittoria al ballottaggio del 14 giugno scorso contro Rossano Forassiepi ( LEGGI ANCHE: Massimo Mallegni “espugna” Pietrasanta ). “Pensavo di aver già pagato abbastanza”, aveva affermato Mallegni.  E oggi la “liberazione”.  Il maxi processo, durato circa sei anni, lo aveva visto alla sbarra con una serie di altri imputati, tra cui il padre Mario ed imprenditori della Versilia. Mallegni fu arrestato il 31 gennaio del 2006, e rimase in carcere a San Giorgio per 40 giorni. Oltre ad ulteriori 117 giorni ai domiciliari. La foto, scattata mentre stava per varcare il portone dell’istituto penitenziario di Lucca, aveva  fatto “storia”: usata dallo stesso Mallegni nel suo manifesto elettorale quando, nel 2010, si candidò al consiglio comunale: “Lo feci perchè non ho mai nascosto niente del mio passato, tra l’altro la Cassazione dichiarò illegittimo il mio arresto”. La battaglia processuale era iniziata alla fine di gennaio del 2006, E di udienza in udienza si era arrivati all’ estate 2012, con le richieste di pene, pesantissime, avanzate dal pubblico ministero Salvatore Giannino per i sei imputati finiti nell’inchiesta della procura di Lucca dove, secondo l’accusa, Mario Mallegni, il padre del sindaco della Piccola Atene, sarebbe stato la “mente”, il primo cittadino l“esecutore”, e il “palazzo” usato per portare vantaggi economici al padre e a una cerchia di imprenditori a lui legati. La requisitoria al Tribunale di Lucca, con la richiesta di 8 anni per Mario Mallegni, 7 per il sindaco Massimo Mallegni, 5 e mezzo per l’ex assessore ai lavori pubblici Alfredo Benedetti, 2 anni e 9 mesi per Giuseppe Coluccini, per Marco e Franco Fantechi, durò quasi due ore e mezzo.  Oltre ad altre richieste di condanna per i 20 imputati che, sotto vari aspetti, erano finiti nella maxi indagine. Centinaia le intercettazioni telefoniche e tre pubblici ministeri cambiati durante i tanti anni di udienze: l’indagine era infatti stata iniziata da Domenico Manzione, al quale era subentrato Sergio Garofalo, sostituito poi da Salvatore Giannino. Ricostruire il puzzle non fu facile. Per l’accusa era certo che si trattasse di “un’organizzazione che controllava la vita politica ed economica di Pietrasanta, con vessazioni, controlli, pressioni”. Secondo la Procura il controllo era quasi totale: dai divieti di sosta per avvantaggiare l’albergo del padre del sindaco ad altri fatti, ben più gravi, elencati uno per uno dal Pm.  Poi, il 3 aprile del 2012 la sentenza di assoluzione per Mallegni perchè il fatto non sussiste. Restava  in piedi la condanna in primo grado per abuso di ufficio, e il processo da discutersi in Appello, e da oggi, la parola fine ha segnato la giornata, con tanto di festeggiamenti. Probabile che Mallegni, difeso dall’avvocato Sandro Guerra, rinunciando alla prescrizione, decida di andare in Cassazione.

12241282_551360941680328_1333959004857319776_n“Finalmente oggi possiamo festeggiare. Dopo dieci lunghi anni di un processo-bufala che ha messo in ginocchio l’intera comunità di Pietrasanta per anni, me e la mia famiglia, sputtanando amministratori e  dirigenti. Abbiamo posto la parola fine con una sentenza di riforma della sentenza di primo grado che ha dichiarato estinti i tre reati. L’incubo è finito!”, commenta Massimo Mallegni -: “La Severino è evaporata ed i carichi pendenti definitivamente scomparsi. Sono felice per me e per l’amico Buratti. Sono sconcertato – spiega – dai tempi enormi della giustizia italiana ma estremamente soddisfatto di una magistratura giudicante che sentenze alla mano non ha mai creduto alla mia colpevolezza. Entro 90 giorni avremo il deposito della sentenza. Dopo dieci anni l’incubo è finito”. Rigettato il ricorso delle parti civili per maltrattamenti così come la liquidazione perdanni richiesti dai Vigili Urbani. “Sono quasi quindici anni che difendo Mallegni – questo invece il commento dell’avvocato Guerra -: “Abituato ad accuse incredibili, quando fu arrestato abbiamo da subito compreso l’insussistenza delle accuse. In tutto Mallegni ha subito 5 processi penali, scaturiti più o meno dallo stesso filone, dai quali è uscito sempre assolto. Sono molto soddisfatto per lui, l’unico cruccio averlo dovuto far attenderecosì tanti anni. Comunque, adesso, potrà essere un testimone diretto di ciò che può accadere ad ogni cittadino onesto”.

 

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