Mario Navari espulso da Rifondazione Comunista

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VERSILIA – “Siamo arrivati alla mia espulsione da Rifondazione Comunista”. La lunga lettera sfogo, che pubblichiamo integralmente, è di Mario Navari: “Dopo il commissariamento della federazione della Versilia, dopo avermi cancellato dagli organismi dirigenti adesso si procede con l’allontanamento. Parola ipocrita la quale prevede che non possa neppure più essere un semplice iscritto al partito. Con tale decisione, solo di Monica Sgherri, non posso essere re-iscritto prima dei due anni (fine aprile 2017) dal provvedimento di allontanamento. Tale espulsione nasce dai miei ultimi comunicati che secondo la commissaria avrebbero danneggiato l’ immagine del partito, mentre erano soltanto un resoconto della sua gestione, del suo operare e dei suoi primi danni prodotti. L’ allontanamento “in ogni caso, è escluso per il dissenso politico, comunque espresso, nello svolgimento della vita democratica del partito, così come previsto dallo statuto”, ma quest’ultimo per coloro che la pensano diversamente dal manovratore diventa carta straccia. Cosa ancor più grave in un partito che si è sempre vantato di essere contro il pensiero unico poichè quando perdiamo il diritto di essere diversi, perdiamo il diritto di essere liberi. Temo che la mia esclusione anticipi l’ espulsione di un pezzo di Rifondazione versiliese (licenziamenti collettivi stile Marchionne-Renzi), pezzo che non è andato alla ricerca di un potente protettore politico da servire. L’ agire della Sgherri è la migliore prova della fondatezza delle critiche che le sono state mosse anche perchè nelle sue dichiarazioni e comportamenti vedo un ossessivo bisogno di affermare una supremazia. Ma contemporaneamente anche il segno di una debolezza, cioè la possibilità di imporsi solo attraverso continue forzature, senza le quali non è in grado di costruire un consenso. Non dimentichiamoci che a breve la consigliera regionale dovrà riportare il Prc della Versilia a congresso e dopo tutte le esclusioni in corso viene in mente la celebre battuta di Bertolt Brecht: “Il comitato centrale ha deciso: poichè il popolo non è d’ accordo, bisogna nominare un nuovo popolo”. Ringrazio tutti i militanti, conosciuti in venti anni di attività, con i quali ho fatto questo pezzo di strada in Rifondazione”.

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