Martini (PD): “Sulla querelle Petruzzi-Priore, il sindaco aveva ragione”

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Stefano Piccolomini – “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”.  Sembra cascare a pennello quest’adagio di Karl Marx tratta dal “18 Brumaio”.nel dipingere la vicenda del interscambio, continuo, tra i due segretari generali del comune di Viareggio.

Il ticket Priore – Petruzzi, oltre a scatenare l’ironia del web ha prodotto, l’ennesima, polemica politica in città.  A rispondere alle accuse d’incompetenza amministrativa delle opposizioni è il capogruppo democratico Matteo Martini: “Ringraziando la dott.ssa Priore per l’egregio lavoro svolto nel suo ruolo di segretario comunale e ferma restando la stima personale che nutro nei suoi confronti, credo che la sentenza del Tribunale di Lucca vada letta con grande attenzione anche alla luce delle ‘accuse’,  molto pesanti e senza un minimo di criterio, che furono mosse su sindaco e su giunta nel gennaio scorso, quando l’ordinanza di primo grado sembrò dar torto all’interpretazione dell’articolo 99 del TUEL”.
Il Giudice del Lavoro ha ritenuto infatti che l’articolo 99 del TUEL fosse finalizzato a regolare la posizione e la procedura a favore dell’interesse pubblico per la nomina del Segretario. “Conseguentemente il sindaco – continua il consigliere del PD –  nel primo decorso dei sessanta giorni dal proprio insediamento, non ha alcun potere di scelta, revoca o conferma del segretario; da ciò emerge dunque che la procedura svolta dal sindaco nei termini dal sessantunesimo al centoventesimo giorno, che ha portato come noto alla nomina del dott. Fabrizio Petruzzi, fosse legittima e corretta.

Con la massima fiducia e rispetto che ripongo nella magistratura anche alla luce di possibili giudizi di merito, credo che tutti debbano prendere atto che, per quanto riguarda il procedimento cautelare, il tribunale di Lucca abbia confermato la tesi dell’amministrazione comunale per la quale il primo atto di conferma della Dott.ssa Priore fosse addirittura inesistente, essendo intervenuto prima dei sessanta giorni dall’insediamento del Sindaco. Quindi, appare evidente che il Sindaco non avesse poi così  torto e credo sia doveroso un atto di umiltà da parte di chi allora lanciò strali contro l’amministrazione”.

“Riguardo alle varie prese di posizione – conclude Martini – da parte di alcuni autorevoli membri dell’opposizione circa l’annullamento del consiglio comunale, queste si possono definire ridicole e pretestuose: la legge prevede l’obbligatoria presenza del segretario comunale per il regolare svolgimento delle sedute consiliari, ed è evidente che ciò sia venuto meno con la pronuncia dell’autorità giudiziaria. Ma detto questo, fanno sorridere ancora di più i consiglieri di opposizione, che non più di dieci giorni fa, in una roboante conferenza stampa, affermavano che non avrebbero più preso parte ai lavori del consiglio comunale e oggi, a leggere alcune dichiarazioni, sembrerebbero di tutto punto avere cambiato idea. Una domanda sorge spontanea: tentennano?”.

 

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