Massimo Mallegni “a giro” con la Protezione Civile, ed è subito polemica

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PIETRASANTA – Massimo Mallegni “a giro” su un’auto della Protezione Civile, il day after il ciclone, ed è subito polemica. “Mi ritrovo un’ennesima volta – fa sapere l’assessore, e candidato a sindaco, Rossano Forassiepi – a dover precisare su uno spiacevole fatto. Tengo a ribadire che la mia priorità in questi giorni è riportare alla normalità tutte le famiglie di Pietrasanta. Nei giorni scorsi  il signor Massimo Mallegni è stato visto su un mezzo della Protezione Civile, il fatto era già stato segnalato da alcuni cittadini di Pietrasanta e tutto ciò non può essere travisato da ridicole argomentazioni portate a giustificazione dallo stesso. Trovo assurdo, sentire  Mallegni giustificarsi di una presunta  “richiesta cartacea” da parte del  Presidente di un’Associazione di volontariato, tra l’altro noto esponente del centrodestra  versiliese, che voleva essere accompagnato da lui per fare delle foto per un archivio.  E’ impensabile supporre che  nell’emergenza la Protezione Civile possa aver trovato il tempo per fare una domanda scritta ad un singolo cittadino privato, anche se come lui afferma, amici da lunga data. Pare necessario sottolineare che un mezzo, utilizzato per compiti specifici dalla Protezione Civile è stato distolto da compiti ben più importanti per essere utilizzato a scopi politici.  E di tutto questo il Centro di Protezione Civile di Pietrasanta  non era stato minimamente avvisato”. Ma che la lettera di “invito” ci sia stato è cosa certa, e l’ex primo cittadino Massimo Mallegni l’ha inviata anche alla stampa: “Che Forassiepi si vergogni – commenta Mallegni -, questi amministratori sono terrorizzati da me. Seguono i miei movimenti anziché concentrarsi sulla gente. Sono 5 anni che fanno cosi. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Anche in questa emergenza hanno agito come al solito. Se poi il Forassiepi ha tempo da dedicare ai comunicati stampa significa che ha del tempo libero. Che ci venga ad aiutare a Marina o in altre frazioni colpite a sistemare i danni che abbiamo subito. Capisco che essendo gente che nella vita non ha mai lavorato pensare di farlo adesso li spaventa ma noi cittadini comuni se non si lavora si muore di fame”.

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