Mei: “Se Betti pensa che la fine sia colpa mia e di Zappelli, non ha capito nulla”

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VIAREGGIO – “Se Leonardo Betti crede davvero che la fine della sua esperienza amministrativa sia imputabile a me e David Zappelli, è l’ulteriore conferma che non ha capito nulla di ciò che è successo negli ultimi 15 mesi a Viareggio”. Esce allo scoperto e risponde alle accuse Sandra Mei:”Rimango estremamente convinta della scelta estrema, seppur dolorosa sotto il profilo umano e istituzionale, delle dimissioni di massa del consiglio comunale.
Ad altri lascio la magra consolazione delle accuse di tradimento, slealtà, complotti e falsi contratti. Io ci ho sempre messo la faccia, in trasparenza. Le assurde motivazioni cui allude Leonardo Betti non so cosa siano. Era semplicemente finita la fiducia nel suo operato, come già gli avevo detto in consiglio comunale diversi mesi fa. “Ieri c’è stato il crollo della giunta, è finita una fase che andava immediatamente chiusa, ma non si è parlato di tutto questo, degli errori commessi, dei veri motivi che hanno portato a questo epilogo per l’amministrazione Betti, è stata la giornata della vendetta. Io credo di aver agito secondo coscienza. Ieri, con un’ assemblea convocata all’ultimo momento e partecipata da pochi, l’obiettivo principale, è stato quello di buttarci immediatamente fuori dal partito. C’era bisogno di una maggioranza forte, che la politica desse un segnale alla città. E’ venuto meno il rientro di Sel e questo ha causato la nostra decisione. Lo ribadisco. Betti dice che abbiamo detto una serie di bugie? Perché non aveva altro da dire, non sapeva a cosa aggrapparsi e io rispedisco al mittente le accuse. Perché, come dice Betti, non siamo confluiti nel gruppo misto? Non ne capisco il senso, da parte sua, dal momento che non avrebbe avuto comunque la sua maggioranza. Quel che è successo oggi in quell’assemblea di partito è stato assolutamento fuori luogo perché in un paese civile e democratico è consentito avere opinione diverse. Se sono delusa e porto rancore verso il partito? No, credo ancora nei suoi ideali, e poi quella che si è riunita in assemblea, è stata, fortunatamente, una parte di partito, una minima parte, quella più arrabbiata, che aveva sete di vendetta. Non mi spaventa”.

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