“Meno Partecipate, più partecipazione”: le proposte di Repubblica Viareggina

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VIAREGGIO – “Meno partecipate, più partecpazione”. Questo il volantino predisposto da Repubblica Viareggina, e in distribuzione da questa mattina per le vie di Viaregggio.
“Aumentano le rette delle materne, delle mense scolastiche e dei nidi – si legge nel testo -, le tasse comunali schizzano al massimo, così come la tassa di soggiorno, e il costo per l’utilizzo degli impianti sportivi. Chiudono e vengono tagliati servizi fondamentali come lo sport, il sociale e la cultura. E’ sotto gli occhi di tutti che il dissesto non lo sta pagando chi l’ha prodotto, bensì le famiglie viareggine, soprattutto quelle più in difficoltà e sta gravando sulle spalle dei/lle lavoratori/trici, in particolare quelli/e delle partecipate, degli anziani e dei giovani, cioè delle fasce della società più in difficoltà. Il dissesto non si recupera, accettando, passivamente i tagli allo stato sociale e agli enti locali imposti dal governo nazionale”. E poi ancora: “Il sistema partecipate ha fallito.  In questo contesto l’amministrazione del Ghingaro, intenderebbe liberarsi ora dei beni della collettività, vendendoli o affidandoli a gestioni private o “privatistiche”, a scapito dei beni comuni e dei servizi essenziali, con tutto quello che ne consegue, come l’aumento dei costi dei servizi o addirittura il taglio perché troppo costosi per il Comune o poco allettanti per gli investitori esterni. La Viareggio Porto viene salvata dal fallimento cercando di svenderla a cordate “amiche” , con il concreto rischio di perdere il più importante porto a livello regionale, con le concessioni demaniali che sono il vero bene di valore e di reddito per la città”. Ma quali sono le proposte di Repubblica Viareggina? ” Iniziare da subito un percorso amministrativo di uscita dal sistema delle partecipate; Ridurre immediatamente le partecipate, anche accorpandole in relazione al tipo di servizio; Licenziare i dirigenti e i consigli d’amministrazione che si sono solo rivelati inutili o dannosi;Ridurre gli sprechi iniziando dagli stipendi dei dirigenti e dal numero dei consigli d’amministrazione; Mantenere tutti i servizi accessibili a tutti i/le cittadini/e, soprattutto a quelli/e più in difficoltà; Controllare i bilanci : le partecipate devono garantire servizi efficienti ma non fare profitti; Mantenere tutti posti di lavoro, anche quelli dei dipendenti assunti senza concorso; Riassorbire personale idoneo nella pubblica amministrazione, riducendo così incarichi appaltati all’esterno. Iniziare un processo di internalizzazione e ripubblicizzazione, a partire dei servizi essenziali; Creare, per servizi estesi partecipate tra più comuni della Versilia, al fine di ridurre i costi; Esigere che vengano svolti i controlli sulle partecipate previsti dalle stesse norme (controllo analogo), e rendere il sistema più democratico e trasparente, attraverso forme di controllo partecipative dal basso, coinvolgendo i cittadini stessi oltre al Consiglio e alle Commissioni”. 

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