Metti un giorno in spiaggia libera…: “Ci sono fittaombrelloni abusivi?”

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MARINA DI TORRE DEL LAGO – “Ma che ci sono sulle nostre spiagge anche i fittaombrelloni abusivi e prepotenti?”

Metti un giorno alla spiaggia (più o meno) libera di Torre del Lago…

Lo scrive Enrico Santambrogio, precisando che si tratta di una mail  arrivata al Movimento Cinque Stelle, mentre il comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio, capitano di fregata David Oddone, ha confermato di avere avuto diverse, e analoghe, segnalazioni e che domani provvederanno a verificare:

“Arrivi in fondo al viale Europa, lato Viareggio. Cammini verso il mare sulla passerella. La passerella che è stata prolungata verso la spiaggia proprio per agevolare l’attività dei soccorsi in caso di necessità.
In fondo, la passerella è occupata da un carrello portapacchi carico di sedie a sdraio blu che impedisce il passaggio. Forse sono lettini e non sedie a sdraio, ma la sostanza non cambia.
Chiedi ai due venditori di ombrelloni appostati accanto se le sdraio siano di loro proprietà. Negano.
Noti che qualche metro più avanti ci sono alcuni soggetti accampati con attrezzature varie, tra cui alcune sedie a sdraio simili a quelle che, con il carrello, occupavano il vialetto.
Ti rivolgi agli accampati chiedendo se le sdraio abbandonate sulla passerella appartengano a loro.

Nessuno rivendica le sdraio.

Replichi che, perciò, nessuno di loro se ne avrà a male se qualcuno rimuove l’ingombro dalla passerella.
Un soggetto a te ignoto, dalle sembianze latinoamericane, si leva da un lettino blu e ti viene incontro con fare poco amichevole. Sulla schiena si è fatto tatuare il nome di una località dell’America latina. Il pensiero va ai personaggi che infestano i peggiori bar di Caracas. E’ circondato da diversi soggetti che bazzicano in zona anche di notte.
L’individuo ti dice anzitutto che la passerella l’ha posata lui e che tu sei un prepotente.
Gli fai presente che l’area demaniale e ricade pure sotto l’autorità di un parco naturale, il che ti fa dubitare che la rivendicazione di proprietà possa essere presa sul serio.

Aggiungi che prepotenza è proprio occupare una proprietà demaniale impedendone il godimento agli altri, senza peraltro pagare nemmeno una concessione allo Stato.
Il tizio ti si avvicina sempre di più, come se si trovasse su un ring di fronte all’avversario. I suoi sodali assistono alla scena senza intervenire. Lui continua a rivendicare pretese sulle proprietà demaniali e ti dice di farti gli affari tuoi, sennò te la fa vedere lui.

Ti chiedi nel tuo interiore chi te l’abbia fatto fare tanta strada per trovarti in una situazione da Far West, ma purtroppo senza sceriffi nei dintorni.
Ti chiedi quindi ad alta voce se ti stiano minacciando e il tizio fa per avventarsi contro di te, ma una tizia lo trattiene fisicamente.

Cerchi di goderti il mare al di là delle circostanze e del vicinato. Neanche due ore dopo ti avvii verso casa e incontri il solito tizio che, carrello alla mano, va a riporre le sdraie.

Ti tornano in mente le salsicce cotte sulla brace nottetempo, da cuochi improvvisati, sul marciapiede davanti a un locale vicino, con grande rilascio di fumi nell’ambiente, come se niente fosse.
Fai due passi e ti trovi davanti alle rovine di un locale storico che ha fatto la fine della passeggiata di legno asciutto cantata da Egisto Malfatti.
L’odore acre di bruciato ti invade i polmoni e ti viene l’aonco, ma non solo per il sito..”

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