Migranti, Manzione: “Chi arriva fugge dalla disperazione”

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Sala gremita, molti gli avvocati presenti, ma anche le più alte cariche delle Forze dell’Ordine, oltre a un dirigente della Prefettura, ieri sera al Plaza di Viareggio per assistere al convegno, organizzato dai Lions, sull’immigrazione.  Un relatore di rilievo, Domenico Manzione, magistrato inquirente della Procura di Lucca, prima, Procuratore Capo ad Alba poi, e, oggi, Sottosegretario agli Interni, per un tema, quello dei migranti, di grande attualità. Ad aprire il dibattito è stato l’ex sindaco Luca Lunardini, nelle vesti di presidente dei Lions Versilia, che ha snocciolato i dati, secondo fonti Istat, sul fenomeno: circa 1000 gli immigrati che entrano in Italia, portando il numero annuo a oltre 350.000. Gli immigrati registrati (extra-clandestini, ovviamente) sono 5.735.000, cioè circa il 10% della popolazione residente. La maggior parte di essi, circa il 50%, proviene dall’Europa: la comunità più numerosa è quella romena, quasi un milione di persone, gli albanesi sono circa la metà, gli ucraini oltre 200.000. Gli africani costituiscono il 22,1 % degli immigrati in Italia: quasi 800.000 Arabi Nord-Sahariani, mentre i provenienti dall’Africa equatoriale si aggirano attorno ai 200.000. Si distribuiscono in maniera disomogenea nel Paese attirati dalla forza di gravità dell’economia dei territori: al Nord si concentra il numero più consistente di immigrati, il 63, 4%. Nelle regioni centrali del paese vive il 23,8% dei cittadini stranieri, solo il 12,8% si è trattenuto al Sud.  Si stima che 2.500.000 siano inseriti nel circuito produttivo italiano, il 10% della forza lavoro nazionale. Per l’anno scolastico 2011/2012 gli iscritti di origine non italiana erano 755.939, l’8,4% della popolazione scolastica. Una nota particolare: i cosiddetti respingimenti italiani riguardano il 36% dei casi rispetto all’83% della Francia. Noi accogliamo il 64% dei richiedenti e, tra il 2005 e il 2012, abbiamo speso 1,6 miliardi dei quali solo 281 milioni provenienti dalla Unione Europea.

“L’immigrazione è un argomento che non porta voti – ha esordito Manzione -, e c’è anche chi strumentalizza mediaticamente i numeri. Facendo “terrorismo” con lo spauracchio del diverso”. Finita, con ieri, la missione “Mare Nostrum”, operazione, questa, voluta dal Governo all’indomani della strage di Lampedusa del 3 ottobre dello scorso anno, con oggi, 1 novembre, parte “Triton”, più contenuta in quanto a mezzi impiegati e raggio d’azione, con una fase di passaggio di consegne che, questa la previsione, durerà due mesi e avrà un costo complessivo di 3 milioni e mezzo di euro. Le navi intercettate, come spiegato da Manzione, saranno portate in Italia, cosi come previsto dalla normativa europea. Dal 1 gennaio 2014, a fine Mare Nostrum, ha spiegato il Sottosegretario agli Interni, sono state 153mila le persone sbarcate, di varia nazionalità, sulle coste italiane, di cui 36mila dalla Siria. Viaggi della speranza, come ha ricordato Manzione, con 3mila vittime e il Mediterraneo come cimitero d’Europa. Mentre tre milioni di profughi dalla Siria,  dopo aver attraversato il deserto, sono ancora ammassati sulla costa, in attesa di un “passaggio” sul barcone, al costo di 5mila euro. “Chi parte, lo fa per disperazione – ha aggiunto il magistrato Manzione -, fugge da scenari di guerra e di mancanza di diritti civili, e la maggior parte sono richiedenti asilo politico”.  Ma la questione, per i cittadini di molte città, Viareggio inclusa, è vissuta con ben diverse visioni: problemi sanitari, di legalità e di sicurezza. Chi arriva, spesso, delinque. Per sopravvivere, in una Italia, che colpa la crisi, poco offre anche agli italiani. Accoglienza o respingimenti, quindi? Il diritto internazionale, e l’umanità, obbligano alla prima opzione. “All’estero – aggiunge Manzione – il 90/ 95% degli immigrati si integra”. Perchè in Italia no? Una cosa è certa, secondo il sottosegratario con la delega all’immigrazione: “L’accoglienza va calibrata sul territorio, sulla popolazione e sulla capacità economica del Paese”.

 

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