Morì in un’aiuola, nuova udienza per il caso Panariello

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VIAREGGIO – La morte di Franco Panariello, fratello del noto show man, trovato cadavere in un’aiuola a Città Giardino, è tornata in aula questa mattina. All’udienza odierna e’ stata sentita quale testimone una della originarie indagate, Monica Lazzari, che ha confermato “l’utilizzo di sostanze stupefacenti la sera del decesso di Franco Panariello e l’acquisto e la cessione allo stesso da parte dell’imputato Simoncini”. Accusa, questa, che la difesa respinge. Mistero quindi, sull’acquisto dello stupefacente, cosi come sui tempi del malore, e del decesso, e se i soccorsi, se avvenuti prima, avrebbero potuto salvare dalla morte il giovane. Una morte misteriosa, quella del giovane, avvenuta il 26 dicembre 2011, sulla quale, a fare luce, furono gli uomini dell’Anticrimine del Commissariato di Polizia di Viareggio, all’epoca diretti da Leopoldo Laricchia. Tra le prime ipotesi quella che l’uomo si fosse trovato in compagnia di qualcuno che, dopo il malore, lo avrebbero scaricato a terra per poi allontanarsi. Ipotesi, questa, confermata tra l’altro da una telefonata avvenuta poco prima a un giardiniere di Montignoso al quale Franco Panariello avrebbe detto di voler andare a cena con amici. Sul braccio del cadavere il medico legale rinvenne segni di un ago. Acquisite anche le dichiarazioni del teste Martini su richiesta della parte civile, tutelata dall’avvocato Cristiano Baroni, il processo è stato rinviato al prossimo 18 settembre.

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