Morì in un’aiuola, patteggia anche il secondo imputato per la morte del fratello di Panariello

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VIAREGGIO – All’udienza tenutasi questa mattina innanzi alla dottoressa Nidia Genovese, giudice monocratico del Tribunale di Lucca, per la morte  di Franco Panariello, fratello di Giorgio Panierello, l’imputato Monica Lazzari, 52enne di Pisa, ha patteggiato una pena di mesi 8 di reclusione (secondo patteggiamento dopo quello dell’altra imputata Boschi Veronica Boschi all’udienza precedente, leggi anche: Morì in un’aiuola, un’imputata patteggia la pena per il … ). È stata invece respinta, su richiesta del pubblico ministero e della parte civile, tutelata dall’avvocato Cristiano Baroni,  la richiesta di messa alla prova avanzata dal terzo imputato Stefano Simoncini, 37enne di Pietrasanta, per l’inesistenza di qualsivoglia offerta risarcitoria e riparatoria nei confronti della persona offesa. Il processo è’ stato quindi aggiornato all’udienza del 3 marzo, per l’audizione dei testi dell’accusa. La vicenda, per cui il terzetto è finito alla sbarra, accusato di omissione di soccorso per aver  lasciato morire per strada Franco Panariello, fratello del noto comico, deceduto sulla Terrazza della Repubblica dopo un malore, risale al 26 dicembre del 2011.  “C’è un uomo sdraiato in un aiuola”.  questa la frase, verso mezzanotte,  pronunciata da una voce femminile in una telefonata al 118. Ma quando l’ambulanza arrivò sul posto, ormai per teranco Panariello non c’era più niente da fare. Fu il fratello Giorgio a riconoscelo all’obitorio dell’Ospedale Unico “Versilia”.  Una morte misteriosa, sulla quale, a fare luce, furono gli uomini dell’Anticrimine del Commissariato di Polizia di Viareggio, all’epoca diretti da Leopoldo Laricchia. Tra le prime ipotesi quella che l’uomo si fosse trovato in compagnia di qualcuno che, dopo il malore, lo avrebbero scaricato a terra per poi allontanarsi. Ipotesi, questa, confermata tra l’altro da una telefonata avvenuta poco prima a un giardiniere di Montignoso al quale Franco Panariello avrebbe detto di voler andare a cena con amici. Sul braccio del cadavere il medico legale rinvenne segni di un ago.

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