Morì in un’aiuola, un’imputata patteggia la pena per il decesso di Franco Panariello

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – “Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura, dato che le indagini hanno già ampiamente evidenziato palesi responsabilità da parte degli imputati, oltretutto confermate dalla sentenza di patteggiamento emessa oggi nei confronti di uno di essi. Mi auguro che in tempi ragionevoli si riesca ad arrivare ad una sentenza anche nei confronti degli altri soggetti coinvolti nella notte della prematura morte di Franco”. E’ stato questo il commento del legale della famiglia di Giorgio Panariello, avvocato Cristiano Baroni, questa mattina dopo l’udienza al Tribunale di Lucca per la morte del fratello del noto show ma, dove Veronica Boschi, una dei tre imputati per omissione di soccorso, ha patteggiato sei mesi. Per Stefano Simonini, 37enne di Pietrasanta, e Monica Lazzeri, 52enne di Pisa, il processo è invece stato aggiornato a gennaio prossimo. La vicenda, per cui il terzetto è finito alla sbarra, accusato di omissione di soccorso per aver  lasciato morire per strada Franco Panariello, fratello del noto comico, deceduto sulla Terrazza della Repubblica dopo un malore, risale al 26 dicembre del 2011.  “C’è un uomo sdraiato in un aiuola”.  questa la frase, verso mezzanotte,  pronunciata da una voce femminile in una telefonata al 118. Ma quando l’ambulanza arrivò sul posto, ormai per teranco Panariello non c’era più niente da fare. Fu il fratello Giorgio a riconoscelo all’obitorio dell’Ospedale Unico “Versilia”.  Una morte misteriosa, sulla quale, a fare luce, furono gli uomini dell’Anticrimine del Commissariato di Polizia di Viareggio, all’epoca diretti da Leopoldo Laricchia. Tra le prime ipotesi quella che l’uomo si fosse trovato in compagnia di qualcuno che, dopo il malore, lo avrebbero scaricato a terra per poi allontanarsi. Ipotesi, questa, confermata tra l’altro da una telefonata avvenuta poco prima a un giardiniere di Montignoso al quale Franco Panariello avrebbe detto di voler andare a cena con amici. Sul braccio del cadavere il medico legale rinvenne segni di un ago.  L’Ente di volontariato “Movimento per la qualità della vita”,  frequentato da Franco Panariello, si è costituito in giudizio, come parte offesa, rappresentato dall’avvocatessa Debora Ianniello.

 

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