Moria di pesci nel Fosso Quindici: inquinamento o bracconaggio?

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VIAREGGIO – Moria di pesci questa mattina nel Fosso Quindici a Viareggio. Nel canale che costeggia l’autostrada, e che si immette nel Burlamacca, sono stati trovati morti cefali, spigole, anguille e ciprinidi. Chi li ha notati, ha subito allertato gli enti proposti, tra cui Arpat. Mistero sulle cause della “strage”.  Inquinamento? O, come ipotizzano gli esperti della pesca,  bracconaggio con esplosivo o con corrente elettrica? Alcuni pesci erano a galla, altri sul fondo delle acque.

L’intervento del Settore Versilia-Massaciuccoli di ARPAT per la moria di pesci segnalata nel lago privato di San Rocchino a Massarosa, risale alla fine dello scorso gennaio  Dal sopralluogo era stato misurato l’ossigeno disciolto e il PH e non erano emersi valori anomali. Nessun odore particolare veniva recepito da Arpat. La Polizia Provinciale di Lucca aveva coordinato gli interventi ed aveva effettuato il campionamento di alcuni esemplari di pesci per le successive analisi presso il laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico di Pisa, e i primi risultati delle analisi di laboratorio non avevano evidenziato patologie dovute a virus. Dai test sulle acque era stata evidenziata però una ecotossicità, ma ancora non sono stati resi noti i risultati su quale sia l’origine. Molti i sopralluoghi presso le ditte che gravitano nella zona  Da altri elementi raccolti, una possibile causa della moria sarebbe da imputare ad un improvviso abbassamento del livello dell’acqua insieme ad un abbassamento delle temperature, infatti i pesci moribondi prelevati e messi in un altro bacino si sono ripresi.

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