“Morto per gravi traumi al cranio”

0

MASSAROSA – ( di Letizia Tassinari ) – Morto per i gravi traumi al cranio. Questa la risposta degli anatomopatologi, il professor Luigi Papi, nominato dalla Procura di Livorno, e il dottor Giorgio Puntoni, perito di parte per la parte offesa, dopo quattro ore di autopsia. Manuele Iacconi è deceduto a causa del violento pestaggio avvenuto la notte di Halloween in via Coppino, in Darsena a Viareggio. “I traumi riscontrati – ha spiegato l’avvocato Riccardo Carloni che tutela la famiglia di Manù, dopo aver parlato con il proprio medico legale – sono compatibili con quanto accaduto”. Dalle cartelle dell’ospedale era già chiaro il quadro clinico del giovane massacrato a colpi di casco, rimasto in coma per un mese e deceduto domenica scorsa alle 13 dopo 30 giorni di agonia durante i quali ha subito numerosi interventi. Ma l’autopsia è stata necessaria per fugare un qualsiasi dubbio sulle cause della morte. Le fratture, oltre al cranio anche al volto, sono multiple e sono la conferma che Iacconi è stato colpito più volte con pugni e a colpi di casco. Il magistrato, il pm livornese Antonio Di Bugno, ha rilasciato il nulla osta per la restituzione della salma, che domani verrà trasferita all’ospedale unico “Versilia”.

I funerali, probabilmente, saranno celebrati venerdi. La relazione medico legale sarà depositata entro 60 giorni.

Nessun commento da parte dei legali dei quattro indagati, due maggiorenni, Alessio Fialdini difeso dall’avvocato Massimo Landi e Federico Bianchi difeso dall’avvocatessa Laura Maria Bitonte, e due minorenni, difesi dagli avvocati Giorgio Nicoletti e Laura Maria Bitonte, indagati per omicidio, tentato omicidio e favoreggiamento ( leggi anche: Delitto Iacconi, 4 indagati: 2 sono minorenni. Notificato l’incarico al medico legale). Tutti i legali della difesa, che per l’autopsia non si sono avvalsi di un proprio perito di parte. preferiscono attendere gli sviluppi delle indagine. Bocche cucite anche dalle Procure di Lucca e Firenze, anche se le misure cautelari e i provvedimenti restrittivi potrebbero essere questione di ore.

No comments

*