Movida e sanzioni:“Necessario avviare un confronto tra il Parco e le associazioni di categoria”

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VIAREGGIO – Non si placa la polemica dopo la multa al Maki Maki ( leggi anche: Disturbo alla fauna del Parco, multato il Maki Maki ) e al risposta del Parco ( leggi anche: Controlli delle guardie del Parco, sanzioni nelle situazioni più gravi ).

Alla luce degli ultimi provvedimenti emessi nei confronti delle attività commerciali della Darsena, Confcommercio Viareggio torna a ribadire con forza la necessitàdi un tavolo di confronto con il Parco di Massaciuccoli- San Rossore-Migliarino.

Ferma restando la legittimità dei controlli, che non è qui in discussione, è però opportuno ridefinire le regole di convivenza tra i locali e l’Ente Parco ed il relativo Regolamento d’uso, evitando di assistere ogni anno al consueto iter di sanzioni e ricorsi che non porta beneficio ad alcuno.

Da tempo Confcommercio insiste affinché le parti in causa trovino una sede adeguata per discutere le rispettive esigenze e trovare dei punti di incontro che soddisfino le necessità dei soggetti coinvolti.

Una simile concertazione rappresenterebbe un segnale incoraggiante per la risoluzione di problematiche indubbiamente  complesse, che tante ricadute negative ha sul turismo durante la stagione estiva. Non c’è dubbio infatti che l’argomento presenti molti nodi da sciogliere, ma al tempo stesso restiamo fiduciosi del fatto che solo attraverso il dialogo sia possibile cercare e trovare una soluzione condivisa.

Quello dei locali notturni è un turismo di fondamentale importanza per le attivitàdella Darsena e di Torre del Lago e si tratta di una risorsa che non può andare dispersa; parimenti non si possono ovviamente trascurare gli aspetti assolutamente fondamentali della salvaguardia ambientale.

Ecco perché Confcommercio ritiene non più differibile la convocazione di un tavolo di discussione tra Ente Parco ed associazioni di categoria, al fine di affrontare insieme un aggiornamento della normativa e risolvere definitivamente ogni aspetto controverso in materia.

In caso contrario, nell’interesse delle imprese delle Marine e delle centinaia di posti di lavoro che esse garantiscono, rimane pur sempre l’alternativa di uscire dall’ente Parco, soluzione sulla quale sarebbe opportuno cominciare a riflettere.

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