Movida, Stefano Noto spara a zero: “Un peso e due misure?”

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Letizia Tassinari – “Un peso e due misure? Come mai al Maki Maki la Questura ha impedito ai titolari una serata con dj e musica, e giustamente aggiungo, visto che non hanno la licenza di pubblico spettacolo e di discoteca, mentre sulla Marina di Torre del Lago nessuno dice, e fa, niente quando certi  locali, ristoranti e pub, organizzano serate di discoteca sulle loro terrazze, con tanto di impianti stereo e luci,  fanno pagare un biglietto di ingresso, pur essendo pubblici esercizi, e fanno ballare, senza licenza e senza permessi, migliaia di persone in strada, occupando abusivamente il suolo pubblico?”

A chiederselo, oggi durante una conferenza stampa, è Stefano Noto,  dopo il sequestro della discoteca Frau di Marina di Torre del Lago, convalidato dal giudice Michele Fornaciari a suo favore, dopo la querelle giudiziaria con la Fabuloso srl, di Cristian Panicucci e Alessio De Giorgi ,”colpevoli” di non aver pagato quanto stabilito nel contratto di cessione della licenza del noto locale a sud della rotonda della Marina di Torre del Lago.  La causa,  nel merito, dopo il provedimento di sequestro, è ora in corso.

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“La licenza del Frau è mia – aggiunge Stefano Noto mostrando l’atto della convalida del sequestro -, ridatami dal giudice, ma non posso lavorare. Il Comune ha infatti deliberato il gradimento a una società appena costituita per riaprire al mio posto. Qualcuno mi dovrà spiegare, dagli uffici comunali, come sia stato possibile tutto questo, a contenzioso ancora in corso”.

“La Fabuloso srl è del tutto estranea alla gestione del nuovo Frau Marlene e resisterà nella causa giudiziaria contro il signor Noto fanno sapere  dalla società – convinta delle sue buone ragioni ad aver voluto sospendere i pagamenti, per ragioni valide e già esposte mesi fa: Noto dovrebbe comprendere che i processi si sviluppano nei tribunali, e non sulle pagine dei quotidiani”.

Ma c’è di più: a giorni, a quanto affermato da Noto, dovrebbe partire anche una denuncia penale: “Quando con l’ufficiale giudiziario e il mio avvocato siamo entrati dentro il Frau l’ho trovato distrutto, e da indagini private, abbiamo appurato che alcuni miei beni personali si  trovano a Lucca alle aste giudiziarie mentre alcune attrezzature, banconi e divani, come riferitomi da testimoni, sono in un magazzino”.

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