“Mungai infame, almeno i neri ti violentassero la moglie”: il sindaco offeso sui muri

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MASSAROSA – Colpi bassi, a Massarosa. All’indomani della polemica sulla manifestazione di piazza dopo lo stupro della ragazzina minorenne per mano di uno straniero, alla quale ha partecipato il centrodestra, questa mattina, sui muri di alcuni edifici in pieno centro, zona Sterpeti, sono apparse scritte vergognose nei confronti del sindaco Franco Mungai: “Infame”, Pezzo di merda”, “Dimettti”, queste le frasi degli imbrattatori, per ora ignoti, che hanno pure aggiunto un augurio al primo cittadino che la moglie venga violentata dai neri.

“Totale solidarietà al Sindaco di Massarosa Mungai per il vile e volgare attacco ricevuto da idioti”: il primo a commentare il grave episodio è Alessandro Santini, coordinatore di Forza Italia di Viareggio. Poi il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona e l’ex primo cittadino di Massarosa Fabrizio Larini.

“Anche se rappresentiamo idee diametralmente opposte e contrastanti esprimo la piena solidarietà al Sindaco Franco Mungai e alla sua famiglia. La vita privata e gli affetti devono sempre essere lasciati al di fuori del dibattito politico, che può sì essere aspro, ma non deve superare mai il limite del rispetto umano”, afferma Elisa Montemagni, Consigliere regionale Lega Nord.

Il sindaco di Pietrasanta: “Nessuna giustificazione. Atto vergognoso”. Massimo Mallegni condanna le scritte contro il Sindaco di Massarosa, Franco Mungai. “Il clima è esasperato e la situazione è diventata insostenibile. Il livello di tolleranza è finito anche per chi, fino a poco tempo fa, lo utilizzava come scudo. Ma quello che è successo non trova nessuna giustificazione. Le scritte contro Mungai sono un episodio vergognoso da cui mi dissocio come sindaco e come esponente del movimento di Forza Italia. L’ingiuria e l’offesa non sono mai una soluzione. – spiega ancora –, ma la politica deve dare risposte perché i cittadini hanno paura e non si sentono più al sicuro”. E’ la presa di posizione di Mallegni a poche ore della comparsa di alcune scritte offensive che hanno avuto come protagonista il primo cittadino di Massarosa dopo la manifestazione, davanti al Municipio di Massarosa, per rivendicare più sicurezza dopo l’episodio dello stupro di una ragazza. “Il tema della sicurezza e quello dell’immigrazione vanno purtroppo di pari passo. Temi che sono stati presi sottogamba dai vari governi che si sono avvicendati. Oggi scoprono che le frontiere vanno chiuse e che bisogna pattugliare le coste libiche. E’ da tre anni che lo vado dicendo. Non ci sono giustificazioni per la politica che ha portato la comunità a guardare all’immigrato con gli occhi dell’invasore fuori controllo. L’errore è stato fatto a monte. Il risultato è questo: intolleranza e rabbia. Avrebbero dovuto mettere la navi davanti a Lampedusa già tre anni fa, ora che ce le ha messe il Ministro Minniti, è un’azione giusta. Ma non ho mai visto nessuno dei sindaci del Pd della Versilia protestare perché costretti ad accogliere migranti quando hanno concittadini messi forse anche peggio. Tutto ciò, ripeto – conclude Mallegni – non giustifica ingiurie ed offese ne minacce”.

“Solidarieta’ al Sindaco Mungai per le frasi stupide ed offensive che sono state scritte ai danni suoi e della sua famiglia”, lo scrive Massimiliano Baldini del Movimento Cittadini di Viareggio:”Ribadita fermezza delle nostre posizioni politiche in tema di sicurezza ed accoglienza, espresse nel corso della manifestazione di venerdi’ scorso e del tutto distinte da quelle del PD e della Giunta di Massarosa”.

“Esprimo a nome mio personale e della mia Amministrazione la più fraterna solidarietà al collega Franco Mungai, sindaco di Massarosa, fatto oggetto in queste ore di un insensato quanto violento attacco sul piano personale e familiare – commenta il sindaco di Seravezza Riccardo Tarabella:” Ingiurie e minacce servono solo ad esasperare gli animi e ad acuire i problemi, non certo a risolverli. Impensabile poi che qualcuno pensi di ergersi a difensore della libertà e della sicurezza della comunità usando le armi della violenza, ancorché verbale. Mi auguro che tutti i cittadini di Massarosa e della Versilia facciano quadrato con i loro amministratori e con le istituzioni che essi rappresentano opponendo la forza del civismo, della solidarietà e della partecipazione democratica ad ogni tipo di sopruso e ad ogni tentativo di seminare odio”.

“Quanto accaduto a Massarosa non può passare inosservato. Le scritte offensive nei confronti del Sindaco Franco Mungai  e della sua famiglia sono un atto deplorevole, oltre che un atto vandalico – commenta il PD Versilia –  che non solo offendono una persona per bene che lavora e si impegna quotidianamente per la sua comunità ma, a nostro parere, risultano gravemente offensive per l’intera cittadinanza. Esprimiamo, dunque, piena solidarietà a Mungai e cogliamo l’occasione anche per ribadire la nostra stima nei suoi confronti e in quelli di tutta l’Amministrazione Comunale di Massarosa. Questo gesto non è solo un’espressione di grande idiozia umana ma è anche un pericoloso sintomo di un odio e una rabbia che, nonostante tutto, continueremo a combattere con la ragione, senza mai piegarci a chi ci vorrebbe altrettanto violenti e offensivi. Come PD e Giovani Democratici Versilia, continueremo a chiedere e lavorare per la massima attenzione e la vigilanza continua affinché la Versilia sia sicura e perché quelle scritte minacciose siano le ultime. A Franco Mungai ribadiamo il nostro sostegno e la nostra vicinanza”.

“Il sindaco, la sua famiglia e chi è stato oggetto delle scritte infami apparse sui muri di Massarosa, hanno la mia piena solidarietà. Da almeno due giorni infatti, ho condannato il clima troppo teso che si era venuto a creare”, commenta Marzia Lucchesi, organizzatrice della manifestazione:” Vorrei chiarire una volta per tutte alcuni aspetti fondamentali della vicenda “corteo”. Io sono una delle firmatarie dei permessi e non sono mai uscita a mezzo stampa riguardo questo evento. Ma è bastato pubblicarne online la sede con data e orario perché esso diventasse terreno di un acerrimo scontro politico. Nessuno di coloro che si sono espressi a mezzo stampa, mi ha contattata per chiedere informazioni e tanto meno per chiedere la ragione che ha dato vita all’iniziativa. Non solo, il tema alla base del corteo, i partiti se lo sono inventato da soli. Bastava infatti leggere i permessi, regolarmente inviati anche all’Amministrazione, per vedere che l’oggetto centrale non era lo stupro della minorenne, bensì tutti gli avvenimenti di violenta criminalità accaduti sul territorio ( scippi ai danni di anziane signore, furti ripetuti nelle case) che, naturalmente, comprendevano anche, ma non come nucleo essenziale, il fatto di cronaca che tutti conosciamo. Il secondo argomento che ha dato vita all’iniziativa, era la richiesta di maggior sicurezza sul territorio e la consegna di richieste da parte dei cittadini.Il corteo non aveva bandiere di nessun genere se non il tricolore, e non ci sono stati cori razzisti e xenofobi come invece è stato detto. Abbiamo foto e filmati che documentano quanto sto scrivendo, C’è anche un servizio televisivo andato in onda e visibile su youtube e le forze dell’ordine che erano lì presenti lo possono confermare. Hanno sfilato con noi famiglie con bambini e portatori di handicap, nonché due persone vicine alla famiglia della ragazza vittima dello stupro. Questo non è bastato a risparmiare menzogne su come si era svolto il corteo e parole pesanti verso la mia persona, visto che, in questi articoli si definivano gli organizzatori “peggiore destra massarosese”, “mascalzone che non esita a fare danni alla comunità” e altro ancora. Questa guerra linguistica che fa solo del male alla politica vera, che non dovrebbe essere quella delle parolacce e degli insulti, è sfociata nel vile gesto di chi non ci mette mai la faccia, ma è bravo a scrivere offese. Rinnovo la mia solidarietà a coloro che sono stati vittime di questo gesto infame”.

“La sicurezza è un problema di tutta la Versilia, come il Pd di Viareggio ha evidenziato , organizzando lo scorso anno una manifestazione alla stazione di Viareggio, con amministratori, esponenti politici e delle forze dell’ordine. Ma la strumentalizzazione della condanna di un fatto gravissimo come uno stupro, a fini di propaganda politica , o peggio, per dare voce a istanze razziste e xenofobe è inaccettabile in una società civile. Come sono inaccettabili gli insulti personali espressi dalla scritte apparse nel comune di Massarosa rivolti a Mungai, come da condannare sono i commenti ad una opinione personale espressa dal giornalista Pomella, oltre tutto in un profilo facebook privato”, scrive il Partito democratico che “respinge nettamente queste modalità  di espressione e pensa che il disagio dei cittadini di fronte ai problemi di sicurezza del territorio non si possa affrontare con toni beceri e modalità semplificatorie, ma con il dialogo, il confronto, la richiesta lecita di maggior controllo, la conciliazione, non sempre facile ma doverosa, tra accoglienza di chi fugge da situazioni disperate e rispetto delle esigenze del territorio stesso”.

“Da sempre in Senato ho collaborato, insieme a tante colleghe e colleghi, a tutte le iniziative legislative e di sensibilizzazione per il contrasto alla violenza contro le donne, i bambini e comunque i soggetti più deboli. Mi dispiace dunque che drammi come quello accaduto Massarosa siano anche usati strumentalmente a fini ben poco nobili e con toni vergognosi”, commenta la senatrice Manuela Granaiola: “Basta andare a leggere i terribili proclami su faceook ricchi di odio, paura, irrazionalità ed egoismo; temi che a loro volta vengono amplificati e rilanciati dagli stessi social network generando un girone infernale che alimenta se stesso. Se questo odio transita vigliaccamente da FB ai muri delle nostre care città e va a colpire persone pubbliche e i loro familiari vuol dire che abbiamo abbondantemente superato il limite della decenza. Esprimo dunque tutta la mia solidarietà al Sindaco Mungai ed alla sua famiglia e condanno senza se e senza ma l’autore o gli autori (che auspico siano al più presto individuati e perseguiti) di un gesto che si qualifica da se per la sua stupida volgarità”.

 

 

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