Nasce l’associazione culturale di promozione sociale “Versilcanapa”

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VIAREGGIO – E’ nata a Viareggio l’associazione di promozione culturale e sociale “Versilcanapa”. L’obiettivo è la sensibilizzazione nella comunità versiliese sulla storia e il presente di questa pianta in campo industriale. L’idea portante è di esportare il modello nella comunità versiliese, zona per secoli adibita alla canapicoltura e produzione di derivati, sopratutto nel campo tessile, dei cordami e di attrezzature navali. Saranno divulgati e coinvolti i progetti di filiera esistenti ed in espansione sul territorio regionale (filiera corta) e nazionale. La priorità dell’associazione sarà far conoscere queste realtà realizzando sul tema dibattiti, convegni workshop, show cooking e ulteriori iniziative ad esse correlate. “Versilcanapa” ha aderito alle associazioni ARCI per l’anno 2015 ed inizierà in questi giorni la campagna per il tesseramento dell’anno p.v.

Il progetto ha vinto il bando pubblico “I GO” (Impresa Giovani Occupazione) organizzato da UPI Toscana, in partenariato con Fondazione Sistema Toscana e in collaborazione con CNA Giovani Toscana e Confcooperative Toscana. Tra le 25 startup vincenti, Versilcanapa è stata scelta tra le migliori quattro per l’innovazione all’incontro conclusivo tenutosi a Prato lo scorso 11 Dicembre presso l’ex Chiesa San Giovanni.

Canapa in Italia tra passato e presente.
Una pianta multiuso che sta tornando ad elevato ritmo con un aumento del 150 per cento dei terreni coltivati a canapa nel 2014 rispetto all’anno scorso. Nell’anno corrente – sottolinea la Coldiretti – sono raddoppiate le aziende agricole coinvolte nella semina che dalle 150 del 2013 sono passate a circa 300 quest’anno, con il conseguente aumento degli ettari coltivati in Italia che da circa 400 (nel 2013) sono diventati 1000. Un vero boom spinto dalle molteplici opportunità di mercato che offre questa coltivazione particolarmente versatile e dalla quale si ottengono dai tessuti ai materiali alimentari (farina di semi e olio di semi), edili (a partire da quelli più innovativi come gli eco-mattoni di canapa da utilizzare nella bioedilizia che, oltre a garantire un’alta capacità isolante, sia dal caldo che dal freddo, assorbono anche CO2), ma anche olio, vernici, saponi, cere, cosmetici, detersivi, bioplastiche, carta o imballaggi. Si tratta in realtà di un ritorno per una coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre e altri materiali sintetici.“Il boom della coltivazione della canapa è un’ottima dimostrazione della capacità delle imprese agricole di scoprire e sperimentare nuove frontiere e soddisfare i crescenti bisogni dei nuovi consumatori – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che – “proprio da queste esperienze di green economy si aprono opportunità di lavoro nelle campagne che possono contribuire alla crescita sostenibile e alla ripresa economica ed occupazionale del paese”.

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