Nella serra si coltivava Marija

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MASSAROSA – Nella serata di ieri i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Viareggio nell’ambito di un’attività indirizzata al contrasto della coltivazione, produzione e spaccio di sostanza stupefacente hanno proceduto all’arresto di tre cittadini italiani incensurati, di 23, 29 e 50 anni. A seguito di un’attività info investigativa i militari hanno individuato una serra adibita a piantagione di marijuana nel territorio del Comune di Massarosa. La prolungata attività di osservazione dava esito positivo in quanto portava all’individuazione all’interno della serra di tre soggetti che si stavano occupando della cura e della raccolta dello stupefacente. Alla vista dei militari uno dei “coltivatori” riusciva a dileguarsi ma a seguito delle immediate ricerche intraprese veniva rintracciato e arrestato. L’attività ha consentito il sequestro di 72 piante di marijuana di un’altezza compresa tra un metro e mezzo e i tre metri per un peso approssimativo di oltre 120 chili.

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A seguito delle perquisizioni domiciliari eseguite veniva rinvenuto e sequestrato il ateriale per il confezionamento dello stupefacente un bilancino di precisione, un panetto di marija e denaro, 240 euro, verosimilmente provento dello spaccio.

avvocato prisco umberto

Nella mattinata odierna  e’ stato celebrato il processo per direttissima presso il Tribunale di Lucca. I legali Umberto Prisco e Andrea Brazzini hanno chiesto termini a difesa, e il processo è stato rinviato al prossimo 29 settembre. “Chiederemo il patteggiamento e la sospensione della pena – ha affermato all’uscita dall’aula l’avvocato Umberto Prisco, con accanto il collega Andrea Brazzini -, e di questo abbiamo giaà parlato con il pubblico ministero Aldo Ingangi. Questo è uno dei tipici reati “figli” della crisi. I nostri assistiti, tutti e tre incesurati, sono agricoltori, Rossano e Marco Marcucci, padre e figlio, e l’altro, Thomas Simonini  fa l’imbianchino”.

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