“No mattatoio”, da Viareggio gli attivisti abbracciano il Movimento

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VIAREGGIO – “Nomattatoio nasce per mettere in luce la pratiche di violenza istituzionalizzate, e per questo normalizzate e accettate dalla collettività, che trasformano gli animali in cibo e ne rinnegano l’individualità considerandoli solo mere risorse rinnovabili”.  La campagna consiste in presidi mensili nei pressi o di fronte i mattatoi, da cui prende, per negazione, il nome. “Sin dall’inizio – spiegano gli attivisti – abbiamo stabilito modalità e regole di partecipazione ben precise al fine di rendere chiaro il contenuto e messaggio di queste iniziative; poiché
Ognuno di noi sarà lì per dare un volto agli animali dimenticati e uccisi nell’invisibilità totale – saremo, in altre parole, corpi animali che lottano per difendere il diritto alla vita di altri animali – preferiamo che a testimoniare ci siano persone non sostenute da sigle di associazioni varie. Questo non vuol dire che non possano venire persone iscritte ad associazioni, e che quindi per quel giorno si presentino come semplici attivisti e persone comuni.
Il messaggio che vorremmo mandare è che la questione animale non riguarda solo le associazioni cosiddette animaliste, ma la collettività tutta. Allo stesso modo non vogliamo bandiere di partiti politici perché siamo contrari al sistema istituzionale che si tramanda il potere e siamo contro ogni genere di gerarchia, sfruttamento e discriminazione di individui senzienti. Abbiamo poi sempre invitato altri attivisti di altre città ad aderire alla campagna – così da formare una rete sempre più ampia e da suscitare l’attenzione dei media per avviare un serio dibattito pubblico sulla liceità o meno dello sfruttamento animale. Ed è così che un piccolo gruppo di attivisti di Viareggio hanno abbracciato questo Movimento e con scadenza mensile, partendo dalla propria città hanno cominciato, proseguendo per Pisa, Firenze, Cecina proprio di fronte al Mattatoio e si prefiggono di continuare in ogni città in ogni posto dove vi è un mattatoio dove c’è sfruttamento e morte”

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