“Chi non è antifascista non è degno della comunità democratica”, nel video Matteo Renzi al sacrario di Sant’Anna di Stazzema

SANT’ANNA DI STAZZEMA – (di Matteo Baudone) – Il segretario del Partito Democratico insieme ad alcuni ministri e sottosegretari del governo Gentiloni uscente hanno voluto commemorare l’Eccidio della Seconda Guerra Mondiale e aderire alla Anagrafe antifascista che si è creata nel paese e che sta avendo adesioni da tutto il paese nel mondo della cultura e dello spettacolo oltre che nel mondo della politica ( QUI L’ARTICOLO: Renzi e il Pd a Sant’Anna di Stazzema: “L’anagrafe antifascista un messaggio necessario”  ): “Oggi vorremmo dare un messaggio forte, senza polemica, per dire che troviamo necessario aderire a un elenco di quelli che dicono che il nazifascismo è stato il male assoluto e che se c’è un luogo simbolo quello Sant’Anna di Stazzema, e purtroppo non è il solo”. Sono queste le parole di Matteo Renzi oggi al sacrario delle vittime della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema sottoscrivendo l’adesione all’anagrafe antifascista. Renzi lo ha detto dopo aver ricordato la battuta di Salvini sull’anagrafe canina, senza citare il leader leghista. “Quando il sindaco ci ha proposto l’adesione all’anagrafe antifascista qualcuno ha fatto una polemica giuridica, ha detto che l’anagrafe la fanno i cani.  Certo l’anagrafe la fanno per i cani, e anche i cittadini in Comune, la fanno tutti gli uomini che hanno bisogno di registrarsi in un elenco. I nazisti – ha proseguito il segretario del Pd – non avrebbero potuto fare tutto quello che hanno fatto, arrivare fin quassù, se non fossero stati accompagnati dai fascisti, dagli italiani, il nostro Paese è stato corresponsabile. Non è un film, queste cose sono accadute davvero. Noi abbiamo fiducia nelle nostre istituzioni: non siamo qui perchè temiamo che domani torni la dittatura fascista. Non esiste questo rischio. Siamo qui, a ottanta anni dalle Leggi Razziali, per ricordare che il nostro Paese non è stato innocente ma ha avuto grandi responsabilità. Abbiamo il dovere della memoria: è fondativa per il futuro. Solo tenendo viva l’attenzione verso l’ideale democratici noi possiamo costruire una prospettiva. Il Fascismo appartiene al passato ma sono ideologie che vanno combattute. Chi picchia la forze dell’ordine in nome dell’antifascismo non può ritenersi tale ma è un criminale e basta. Come chi prende una pistola a Macerata e spara a persone di colore compie un crimine e deve essere rinchiuso nelle patrie galere. L’antifascismo è un valore che appartiene a tutti e oggi siamo qua per aderire all’anagrafe di coloro che dicono no al nazifascismo: è il male assoluto”. Il segretario del Pd ha poi concluso il suo intervento con “Viva l’Italia, viva la Resistenza”.

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