“Non chiamatemi Chiara, sono Gian Marco”. Il vice sindaco di Viareggio cambia sesso

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VIAREGGIO – Letizia Tassinari -“Non chiamatemi Chiara, sono un uomo”. La sentenza del Tribunale di Lucca ormai è passata in giudicato è per ogni effetto di legge il vice sindaco di Viareggio è ufficialmente Gian Marco Romanini. Come scritto, oggi, in un’intervista uscita sul Secolo XIX e ribattuto anche dall’Ansa.

Cambia sesso, quindi, il braccio destro del primo cittadino Leonardo Betti e il prossimo settembre affronterà il primo intervento chirurgico, dopo la cura ormonale che già sta facendo da circa un anno. Il tutto, spiega lo stesso vicesindaco alla collega giornalista del Secolo XIX, “per correggere l’errore della natura”. Romanini, 30 anni, avvocato penalista, eletto nelle liste del Pd ed è il vice del sindaco di Leonardo Betti che guida una giunta di centrosinistra, alla vita non chiede “altro che normalità” ed un futuro di “padre e marito”:  capelli corti, di solito in giacca e cravatta o maglione e jeans, “a Viareggio – dice – lo sanno anche gli alberi come sono. Ma accettare è un’altra cosa e le leggi non aiutano. Lavoro da quando avevo 14 anni. D’estate facevo il barista e tutto quanto potessi con un solo obiettivo: mettere da parte i soldi per farmi operare”.

Un’operazione non facile, quella che tecnicamente viene chiamata FtoM, da femmina a maschio. Per prepararsi alla quale tanti sono stati gli step, anche psicologici, affrontati in un lungo e delicato percorso, seguito dal consulutorio Transgender di Regina Satariano a Torre del Lago, e  del quale a Viareggio tutti erano a conoscenza da tempo. “Chiara”, di recente, aveva anche aperto un nuovo profilo su Facebook con la sua nuova identità, e ora  aspetta solo i documenti per poter poi convolare a nozze con la sua fidanzata romana.

A seguire tutti i passaggi legali è stato l’avvocato Stefano Genick, consigliere comunale, tra l’altro, nelle file del Partito Democratico: ” E’ stata un’avvenutura giudiziaria – ha affermato il legale -, il giudice,  dottoressa Silvia Morelli, ha accolto la nostra interpretazione della nuova legge risparmiandoci inconbenti processuali molto piu’ lenti a cui altrimenti saremmo andati incontro”.

“Il mio amico Gianmarco é stato in questi anni sempre al mio fianco prima in Consiglio Comunale, poi nel cammino che mi ha portato alla guida della città di Viareggio ed ho sempre condiviso il suo desiderio di poter essere a tutti gli effetti quello che da sempre sentiva di essere – questo il commento di Leonardo Betti -, le persone le giudico per quello che sono, per i loro pregi ed i loro difetti, per il rapporto che hanno con me, non certo per aspetti che riguardano esclusivamente la loro vita privata ed intima. La mia stima per Gianmarco ed il rapporto di collaborazione e di fiducia che ci lega, cosi come il mio modo di giudicare gli altri, è sempre stato a prescindere dal suo percorso. Come vale per me, Viareggio non scopre oggi la vicenda che riguarda Gianmarco e mi fa piacere sottolineare che i miei concittadini l’abbiano eletto in Consiglio Comunale per ben due volte con numerose preferenze, segno di una comunità che ha vissuto tutto questo con la massima naturalezza, come è giusto che sia. Proprio per l’affetto che provo per lui e per la sua famiglia, mi auguro anche che possa proseguire nel suo percorso con la massima tranquillità e naturalezza.  Sarò quindi contento, come amico e come Sindaco che l’ha nominato suo vice, quando Gianmarco potrà finalmente portare a compimento il suo sogno: essere se stesso.”

“Posso capire lo stupore di alcuni e la rabbia mista ad invidia di altri – è Alessandro Santini che parla, riferendosi al titolo dato da Libero nel dare la notizia -, ma io Gian Marco lo conosco oramai da anni, io di destra e lui di sinistra. Sembrerà strano ma, anche se ha cambiato nome e si veste da uomo,  Gian Marco e’ una persona seria, corretta, onesta, grande lavoratore, per bene e soprattutto, stenterete a crederlo, ma è normale. No, non fa affatto schifo, e assolutamente Viareggio non ha un Vice Sindaco trans. Questa e’ un’ offesa alle persone serie e per bene, e’ un’ offesa inutile e puerile da maschi senza palle. Io apprezzo e giudico Gian Marco per com’ e’ nella sua vita, per come si comporta, per come lavora e per la sua onesta’. Questa storia e’ una sua vicenda privata e personalissima che nessuno di noi si deve permettere di giudicare. Lui ha avuto il coraggio di affrontare questa situazione e ha avuto la forza di riconoscere qualcosa che tanti di destra difficilmente purtroppo riescono a fare. Gian Marco oggi ci da un bell’ esempio di come si deve e si può affrontare la nostra esistenza senza dar noia agli altri ma con grande serietà e serenità ha affrontato un percorso che solo chi ha un grande coraggio sa imboccare”.

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Auguri Gian Marco, da parte di tutta la redazione e da chi, Letizia Tassinari, ti conosce da quando eri uno studente modello alla Facoltà di Giurisprudenza di Pisa. Buona vita…

 

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