“Non ci provare con le maschere”, strappo tra Carnevale e Amministrazione

0

(di Alberto Pardini) VIAREGGIO – “Come può uno scoglio, arginare il mare?” questo si chiedeva Lucio Battisti nel ritornello di un suo celebre brano rassegnandosi all’impossibilità di ostacolare i sentimenti, un po’ quello che è accaduto ieri quando il sindaco Leonardo Betti, accompagnato da alcuni membri di giunta e staff, ha provato a cavalcare quel fiume in piena di orgoglio carnevalesco rappresentato da circa 2000 persone che si sono date appuntamento in Passeggiata per il corteo pro-carnevale. Ebbene, ne è stato travolto.

Un fiume colorato e inarrestabile quello che ha percorso il lungomare per sensibilizzare la politica ad affrontare concretamente e fattivamente le problematiche della manifestazione, un’iniziativa quella di ieri – come ribadito più volte dagli organizzatori – non contro qualcuno o qualcosa, ma semplicemente a favore di quel patrimonio culturale, artistico ed economico che è il Carnevale, e che oggi si trova in ginocchio. Ad aprire il corteo c’erano i carristi con uno striscione con su scritto “Non ci provare con le maschere”, dal titolo del carro di Sergio Baroni del 1988, un chiaro monito verso chi amministra; dietro di loro giovani, anziani, famiglie, carnevalari, maestranze, maschere e non solo, tutti uniti dall’amore per la manifestazione e dalla volontà di difenderla, ma soprattutto da un’idea di un Carnevale finalmente libero.

Il Carnevale è vivo ed in salute, anche se qualche medico improvvisato cerca di farlo passare come moribondo per giustificare errori e scelte di cui non ci si vuole prendere la responsabilità, a dirlo sono i numeri delle ultime edizioni, la 2014 in particolar modo, ed anche la risposta della città di ieri sera. Nell’annunciare su Facebook la sua presenza alla serata per esempio, il vicesindaco Romanini ieri ha spiegato: “ci andrò con un senso ancora più grande che è quello della responsabilità che mi sento forte dentro: quella di sollevare dalle peste una manifestazione”, una frase che non è andata giù al presidente della Fondazione Carnevale Stefano Pasquinucci, che dopo essersi morso tante, troppe volte la lingua, ha risposto a tono.

Una giunta con le spalle al… pennone.  Tutto è filato liscio fino all’arrivo in piazza Mazzini verso le 23, dove era previsto l’alzabandiera da parte dei due presidenti Pasquinucci, per la Fondazione, e Galli, dei carristi. Ad essere issata sul pennone di piazza Mazzini, la bandiera del carnevale estivo, di proprietà dell’ex presidente della Fondazione Alessandro Santini, fino a quel momento rimasto in coda al corteo, e che si stava occupando di controllare i nodi. A questo punto è comparso il sindaco Betti che con veemenza, come emerso anche durante la commissione di stamani, si è fatto largo tra la folla per raggiungere il pennone cercando, in un certo qual modo, di prendersi la scena e cavalcare il fiume. L’inopportunità di tale comportamento gli è stata subito fatta notare da qualche “coraggioso” partecipante, ma soprattutto dal corteo che, di reazione, ha ripreso la sua marcia, dandogli le spalle e non risparmiandogli qualche invettiva. Nel frattempo è arrivata lei, la bionda ragazza che come il bambino del racconto “Il Re è nudo” ha spezzato l’incantesimo dicendo al Sindaco, legittimamente e raccogliendo il pensiero di molti: “non puoi issare la bandiera se non paghi i carristi”. Betti le replica stizzito “non è colpa mia ma della precedente amministrazione, quando sono stato eletto non sapevo che il debito fosse così grande”, come se fosse stata la precedente giunta a promettere il contributo per il 2014 dando il via all’organizzazione, salvo poi fare marcia indietro e scaricando le responsabilità sulla stessa Fondazione, e come se il commissario prefettizio Mannino non avesse reso note le cifre del dissesto prima delle elezioni 2013. Dettagli ovviamente. Santini, uno che zitto non ci sta – quasi – mai è distante solo pochi metri, e risponde piccato al sindaco facendo nascere un alterco – sia chiaro esclusivamente verbale – che ha poi visto la folla sommergere il primo cittadino di fischi e insulti, dal quotatissimo “buffoni” fino all’evergreen “andate a casa”. Santini alla fine è stato portato via da Andrea Palestini, compagno di partito di Betti.  Il fiume quindi ha rigettato chi, impropriamente, ha cercato di cavalcarlo. Più corretto, e decisamente scaltro, il comportamento del vicesindaco Romanini che ha invece preferito rimanere defilato seppur dentro al corteo, a differenza di molti compagni di maggioranza. 

Dieci minuti di follia, definiti dallo stesso presidente Pasquinucci “senza senso” e “in contrapposizione a quello che era e doveva essere”, che oltre a Betti e Santini hanno visto protagonisti i fedelissimi del primo cittadino, il cosiddetto cerchio magico di bossiana memoria per capirsi, dal quale – come riportato pubblicamente da più persone presenti sul posto in quel momento – è partito un bel vaffa con tanto di dito medio alzato nei confronti della folla che contestava il primo cittadino, addirittura esisterebbe anche una foto che immortala l’autore del gesto. Noblesse oblige. 

Lo strappo tra Carnevale e Amministrazione appare oramai insanabile, come emerso palesemente questa mattina in commissione. “Si deve capire che vi è una responsabilità dei ruoli di dire le cose come stanno, da parte nostra non c’è nessuna remora, basta che si faccia qualcosa per il Carnevale”, ha detto il presidente Pasquinucci commentando le intenzioni dell’Amministrazione di eliminare la Fondazione per riportare la gestione del Carnevale sotto diretto controllo del comune, con la delega che finirebbe nelle mani di Strambi, “solo che ad ora non si prendono decisioni, ma soprattutto non si dice quali siano i progetti”. In commissione però, Pasquinucci ha  chiaramente parlato di una rottura del rapporto fiduciario tra la Fondazione, con tutti i suoi membri nominati dallo stesso Betti, e l’Amministrazione, una dichiarazione forte che allontana le parti e che verrà messa nero su bianco e indirizzata allo stesso Sindaco e al suo Vice, Romanini. “Tragica, triste e scioccante commissione Cultura per l’audizione del Presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio Stefano Pasquinucci e del Presidente dell’ Assocostruttori del Carnevale Fabrizio Galli” ha commentato l’ex presidente Santini. Stando a voci di palazzo, da prendere quindi con le molle, a breve potrebbe arrivare un piccolo saldo, mentre per l’edizione 2015 si parla già di un contributo non superiore a 500mila euro.

Sia ben chiaro: nessuno contesta al Sindaco – o ad altri membri della sua giunte – la presenza al corteo, a cui ovviamente poteva partecipare chiunque, bensì il goffo tentativo di prendersi la scena in modo inopportuno, interpretato dai presenti come un tentativo di strumentalizzare e politicizzare un’iniziativa apolitica e colorata solo di nero, bianco e rosso, i colori di Burlamacco, con la conseguente reazione. Da parte di Betti ancora nessun commento sull’accaduto.

Chiudiamo con le parole che Umberto Cinquini ha affidato al proprio profilo social, dove si dimostra capace, con la consueta dose di ironia che non può non scorrere nelle vene di un carrista, di realizzare un’istantanea nitida, secca e pungente della situazione:

“C’è un IDEA….
Fatta di gente seria e genuina, che sta lavorando per far capire alla città tutto il valore e l’utilità di fare Carnevale.
C’è un IDEA che avevo chiesto da tanto tempo ma probabilmente io sono un giullare di corte utile solo in campagna elettorale.
C’è un IDEA fatta di gente che si parla, che si confronta ed arriva a una soluzione.
C’è un IDEA che supera il chiacchiericcio viareggese e guarda al sodo.
C’è un IDEA che RISPETTA i ruoli e nessuno si millanta SAGGIO.
C’è un IDEA che in soli 10 giorni già si tocca con mano…
C’è un IDEA… ed è tutto ciò che volevamo…
P.S.
TRANQUILLI…
l’IDEA prevede l’abolizione dell’ALZA-BANDIERA…(per tutti…)”

 

 

 

No comments

*