“Non portateci via la nostra casa”: i ragazzi della Tirrenica Nuoto contro la chiusura della Piscina Comunale di Viareggio

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VIAREGGIO (LUCCA) – “Non chiudete la nostra casa”. E’ un coro unanime quello dei ragazzi della Tirrenica Nuoto, società sportiva con cui si allenano nella Piscina Comunale di Viareggio. Quella piscina di cui tutti in questi giorni stanno parlando, perché è una di quelle realtà che dopo decenni di attività, a causa della grave situazione finanziaria della città, nuovamente commissariata, potrebbe, nel giro di pochi giorni, sparire. Una realtà che, come questi stessi ragazzi scrivono, “rappresenta una parte importante della crescita”, della vita di questi giovani atleti. Quello che viene fuori dalle parole scritte da Sara B., Eleonora S., Elena G., Ilaria D.P, Linda V., Nicole S., Gabriele V., Lucrezia P. e arrivate alla nostra redazione è l’importanza dell’aspetto sociale che per loro, che praticano nuoto sin da bambini, ricopre la piscina.

Tristezza, incredulità, sdegno. Sono queste parole il comune denominatore delle lettere.

“Che schifo! E’ tutto uno schifo, non pensavo che si arrivasse fino a questo punto. La mia famiglia, la mia casa… Tutto lì dentro, l’acqua è il nostro ossigeno”, scrive Sara. “Come ci sareste rimasti se vi avessero cacciato di casa? Ma non vi rendete conto di quello che fate? Viareggio fa schifo, è una città meravigliosa che non viene gestita come si deve”. E ancora: “Che razza di persone sono queste, che non pensano alla felicità dei cittadini? Noi della Tirrenica Nuoto vogliamo difendere la nostra famiglia”.

Come Sara anche Linda parla di una “famiglia”. E poi pone l’attenzione su un altro importante aspetto: con la chiusura, prevista lunedì prossimo, “tante persone perderebbero il lavoro”. “Cosa faranno – scrive Linda – le persone anziane, incinta, o quelle a cui il medico ha consigliato il nuoto? Prima di chiudere la piscina pensateci, e poi, perché solo quella? Il Palazzetto? Il Carnevale? Se non ci sono più soldi chiudete tutto perché ormai Viareggio è fallita”.

“Lasciare questo impianto significa per noi abbandonare un tratto importante della nostra crescita”: queste sono le parole di Gabriele V. “Vi prego non provateci di ciò che ci rappresenta”.

“Il mio, il nostro, è solo l’appello dei ragazzi del nuoto che da tanto tempo si impegnano in questo fantastico sport, l’appello per tutte quelle persone che rimarranno senza lavoro e per una struttura che, senza manutenzione, presto diventerà solo uno scheletro di cemento. Tutto questo – si legge nelle parole scritte da Lucrezia – a noi fa male, perché abbiamo fatto tanti sacrifici per portare avanti la squadra”.

Di squadra parla anche Linda: “Ogni sport ci insegna cose che sono basilari nella vita: l’educazione, il rispetto verso gli altri. Ci insegna a comportarci come i nostri allenatori ci hanno insegnato fin dal primo giorno. Siamo tutti dispiaciuti, non sappiamo cosa fare, siamo senza parole. Ci state rovinando. Noi siamo una squadra che purtroppo fra pochi giorni sicuramente verrà divisa e la colpa è solo vostra”.

AC

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