Notte di sangue in Pineta: muore accoltellato su una panchina

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VIAREGGIO – ( di Letizia tassinari ) –  Notte di sangue, a Viareggio nel cuore della notte. L’uomo, un marocchino sui 50 anni, era riverso su una panchina in Pineta di Ponente. Morto accoltellato. Lo hanno trovato cosi, in una pozza di sangue intorno alle 3 e mezzo e i soccorritori, quando sono arrivati sul posto,allertati da una telefonata, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Sulla vicenda, i cui contorni non sono ancora chiari, stanno indagando i militari dell’Arma del nucleo investigativo del reparto operativo di Lucca.

unnamedIl cadavere di Mohamed Hamdi, piccoli precedenti per reati contro il patrimonio, era vicino al laghetto dei cigni, e da quanto emerso è stato colpito da una serie di fendenti oltre a un colpo mortale, inferto all’altezza del cuore. I Carabinieri stanno scavando sul passato dello straniero. L’arma del delitto, per ora, non è stata ritrovata, nonostante la Pineta sia stata passata al setaccio. Un omicidio, inquietante, nel parco cittadino, avvenuto a distanza di pochi mesi da quello in Passeggiata, difronte all’Odeon.

“La pineta di ponente di notte continua ad essere campo di battaglia della delinquenza cittadina. A dimostrare che la situazione sembra divenire ogni giorno più seria e nonostante l’apprezzabile, continuo impegno profuso dalle forze dell’ordine, è di oggi la drammatica notizia di una vittima per accoltellamento” – commenta la senatrice del Pd Manuela Granaiola:” A me pare evidente una cosa: la questione della sicurezza, di un adeguato presidio dei territori più a rischio della città,  dipende in gran parte da una questione di risorse: risorse finanziarie, strumentali ed umane. E’ evidente che le risorse disponibili per presidiare la città sono insufficienti. Un efficace coordinamento delle risorse disponibili può, almeno in parte, sopperire a questi limiti. Il coinvolgimento dell’associazionismo civile rappresenta sicuramente una risorsa in più; ma senza adeguate risorse economiche ed istituzionali sarà difficile contrastare ciò che ormai si presenta come una vera e propria emergenza per una città a vocazione turistica come la nostra. Dispiace prendere atto che le numerose sollecitazioni da me fatte presso il ministero degli interni abbiano, fin qui, prodotto scarsi risultati. Comprendo che le situazioni a rischio (anche ben più gravi di Viareggio) in Italia siano molte; ma sarebbe un peccato non intervenire adeguatamente prima che la situazione precipiti verso l’ingestibilità. La situazione dell’ordine pubblico a Viareggio richiede quindi fatti: bisogna che tutti i responsabili (ognuno per le proprie competenze e responsabilità) abbiano ben chiaro che ogni nuovo episodio di delinquenza infonde nei cittadini nuove paure e sfiducia nelle istituzioni, favorisce l’imbarbarimento delle relazioni sociali (i segni son ben evidenti leggendo i post  sui social networks) e danneggiano economicamente la città rendendo ancora più difficile ogni concreto percorso di ripresa”.

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