“Oggi è un anno che siamo stati licenziati, e ancora aspettiamo la liquidazione”

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – “Oggi è un anno che siamo stati licenziati, e ancora attendiamo che ci venga pagata la liquidazione. Questa è l’Italia”. La frase, con tanto di foto di quel 24 settembre 2013, è sulla pagina Facebook di Claudio Romani, ex dipendente di Rete Versilia.  Quella mattina dello scorso anno furono ben cinque ad essere licenziati: oltre a Romani, Gabriele Altemura, Patrick Poini, Andrea Montaresi e Lara Lazzeri, ricevettero, brevi manum le lettere di licenziamento in tronco, dopo una  vertenza, quella tra i lavoratori – non pagati da cinque mesi e in sciopero da diversi giorni – e la dirigenza della nota emittente di patron Roberto Monciatti che si era inasprita, con la messa in ferie forzate e, oggi, con il licenziamento per motivi di riorganizzazione dell’azienda. “Siamo spiacenti comunicarle – si leggeva nella lettera – che la scrivente società in ragione della gravissima crisi finanziaria, di liquidità e di bilancio, di cui ormai si dibatte da tempo, è costretta ad avviare un profondo riassetto organizzativo avente lo scopo primario e strutturale di ridurre gli ormai sempre maggiori costi aziendali sostenuti per il personale”. Un provvedimento, ad effetto immediato, questo, che era nell’aria, forse, ma che aveva colto di sorpresa i dipendenti vista la vertenza in corso e i tentativi, mediati, oltre che dal sindacato, anche da Assostampa, di arrivare ad una soluzione. Altre lettere analoghe, poi, arrivarono anche ad altri collabortori, e la causa di lavoro, al tribunale di Lucca va avanti.

“Il 24 settembre sarà trascorso esattamente un anno da quando 7 dipendenti di ReteVersilia vennero licenziati in tronco dopo uno sciopero contro il mancato pagamento di cinque mensilità. Una vicenda che, a suo tempo, il sindacato dei giornalisti definì una delle pagine più nere nella storia dell’emittenza televisiva toscana e una gravissima violazione di ogni diritto del lavoro – questo il comunicato di Assostampa -: “A quei licenziamenti inaccettabili hanno fatto seguito altre violazioni da parte dell’azienda che, mentre continua le sue trasmissioni (pur con un palinsesto ridotto e con un giornalista pensionato in video) non ha ottemperato nemmeno agli obblighi previsti dalla legge e dai contratti in caso di risoluzione del rapporto di lavoro. Infatti a parte due ex dipendenti che hanno conciliato con l’azienda, rinunciando alla causa contro la stessa per il licenziamento, tutti gli altri sono ancora in attesa del Tfr. L’Associazione Stampa Toscana, da parte sua, continua a stare al fianco di quei lavoratori, in questa vicenda che, tra l’altro, acquista un  significato particolare in questa fase di grande discussione sull’articolo 18 (peraltro non applicabile a questa emittente) e alla libertà di licenziamento. Ancora una volta il sindacato dei giornalisti si rivolge al mondo della politica, delle istituzioni e dell’imprenditoria, perché fino a che tutte le irregolarità non siano sanate, non venga sostenuta in alcun modo questa emittente, per mezzo di contributi, di partecipazione a format e di pubblicità”.

 

 

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