Omicidio di Halloween, bocche cucite in Procura: misure cautelari in arrivo?

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Indagine chiusa, per la Polizia, sull’omicidio di Manuele Iacconi, morto ieri ( leggi anche:Il pestaggio di Halloween finisce in tragedia: Manuele Iacconi è morto ). Le informative di reato sono state depositate, e si attendono, dalla Procura di Lucca, pm Sara Polino, e quella del Tribunale per i Minorenni di Firenze, pm Benedetta Parducci, le richieste di eventuali misure cautelari, che il gip deciderà se accordare o meno. Quattro gli indagati, tra cui il 17enne reo confesso, che accompagnato dall’avvocato Giacomo Ciardelli pochi giorni dopo la brutale aggressione della notte di Halloween ( leggi anche: Pestaggio in Darsena: “Sono stato io”, un 17enne confessa) si era presentato in Commissariato per verbalizzare la sua versione di quanto accaduto in via Coppino alle 2 di notte, sostenendo di essere l’unico colpevole. “Ho agito da solo – aveva raccontanto ai poliziotti, aggiungendo che stava tornando a piedi da un locale del vialone e una volta in via Coppino, nei pressi della piadineria, di aver chiesto una sigaretta a Iacconi che era in auto fermo in coda al semaforo. Gesto, questo, frainteso da Manuele Iacconi che sarebbe sceso, lo avrebbe preso per il bavero e schiaffeggiato. “Mi sono difeso – aveva aggiunto il minorenne -, ho raccattato un casco che era in terra e ho iniziato a colpirlo”. Fino a mandarlo in coma. Poi la fuga. Ma la versione del minorenne non ha mai convinto gli inquirenti, forti delle varie testimonianze, in primis quella di Gandi Brijami, il paninaro kossovaro che per primo ha tentato di fermare la mattanza,  e delle immagini delle tetelacamere che confermerebbero, in quella notte di sangue, di violenza inaudita, culminata, ieri, con il decesso di Manù, la presenza di un “branco”.  Bocche cucite, in Procura a Lucca e a Firenze. Anche se, da quel poco che trapela, le misure restrittive sarebbero vicine. Omicidio volontario con dolo eventuale, aggravato dai futili motivi, per l’omicida e favoreggiamento e concorso per gli altri  sarebbero le ipotesi accusatorie. Al vaglio della Procura, oltre ai quattro ragazzini coinvolti direttamente nel pestaggio a colpi di casco del 34enne residente a Piano di Mommio che da anni lavorava col padre in una azienda meccanica a Porcari, anche la posizione di un quarto giovane, assisito, da quanto emerso, dall’avvocato Massimo Landi. Gli inquirenti devono capire se nei suoi confronti si configuri una qualche responsabilità nell’aggresssione mortale. L’indagine, infatti, riguarda anche le lesioni procurate Marco Lasurdi, l’amico di Iacconi, che era a bordo dell’auto, insieme ad altri tre amici, e che e’ rimasto anche lui coinvolto nell’aggressione. Ricoverato prima all’ospedale della Versilia e poi all’ospedale di Pisa dove e’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico per la frattura della mandibola, l’uomo e’ ancora convalescente senza avere ripreso il lavoro.

La salma di Iacconi è ancora a disposizione dell’autorità giudziaria, e l’autopsia di Manuele Iacconi, disposta dalla Procura, sarà eseguita all’ospedale di Livorno, dove era ricoverato e dove, ieèri,  deceduto. La data non è ancora stata decisa. Dopo l’esame autoptico, per determinare’ le cause che hanno portato al decesso di Manuele, verranno fissati i funerali a Piano di Mommio, paese dove la vittima ha vissuto prima di trasferirsi a Massarosa.

La voglia di giustizia, e non di vendetta, sale e tutti chiedono a gran voce, anche sui social network, di sapere chi sono i responsabili. “Nel testimoniare la propria vicinanza alla famiglia, chiedo agli organi inquirenti che le indagini sul brutale omicidio del giovane Manuele Iacconi possano consegnare piu’ rapidamente possibile alla giustizia i responsabili di questa ingiusta, tremendamente ingiusta, tragedia e si augura che le pene previste dal codice siano applicate senza alcuna indulgenza e fatte eseguire fino in fondo e senza il solito eccessivo ricorso ad istituti premiali che, in tale situazione, non sarebbero certo compresi da parte di una comunità profondamente scossa da quanto e’ successo – commenta l’avvocato Massimiliano Baldini -: “Sollecitiamo altresi’ a portare avanti, tutti insieme, la lotta contro le dipendenze ed in particolare quelle da abuso di alcool e stupefacente che stanno distruggendo le nostre giovani generazioni. Viareggio, complice una presenza intollerabile di immigrati clandestini che gestisce Il mercato della droga, e’ diventata una città pericolosa anche a causa dello sballo del fine settimana e quanto e’ successo in Darsena per Halloween e’ solo la punta di un iceberg molto, troppo diffuso. La sicurezza delle persone, delle famiglie, delle imprese, la sicurezza nelle proprie case come nei locali pubblici e nei luoghi pubblici,  la sicurezza sulle strade, e’ diventata la priorità assoluta da affrontare con urgente decisione e durezza in tutto il Paese, e Viareggio non vi fa certo eccezione. I cittadini chiedono a gran voce che le Istituzioni approntino strumenti adatti a riaffermare il rispetto e l’applicazione della legge e a riprendere il controllo del territorio. Deve essere organizzata un’attività di contrasto preventivo nei confronti di tutti coloro, italiani e stranieri non fa differenza, che sono coinvolti nei giri malavitosi, dediti allo spaccio, al furto ed alla rapina, mettendo a disposizione delle Forze dell’Ordine risorse e uomini in numero maggiore per garantire il pattugliamento di zone come la Darsena, la Stazione, le Pinete, Torre del Lago. E chi ricopre incarichi pubblici dia l’esempio evitando (come invece ha fatto il Governatore Rossi sbagliando) di comunicare inutili messaggi di integrazione ideologica fine a se stessa. La nostra sicurezza non ha colore ne’ fisico ne’ politico, e’ solo un diritto assoluto dell’intera comunità e va garantita ad ogni costo e nei confronti di chicchessia senza false tolleranze o finti buonismi, incomprensibili ai cittadini, inascoltati da chi delinque”.

Sabato prossimo la squadra dilettantistica di calcio di Piano di Mommio, dove Manuele Iacconi e’ stato calciatore e poi direttore sportivo, disputera’ la partita con il San Lorenzo con il lutto al braccio e prima della gara verra’ osservato un minuto di silenzio.

 

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