Omicidio in Pineta, il killer condannato a 8 anni

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VIAREGGIO – Condannato a 8 anni per l’omicidio in Pineta di Ponente del ferragosto della scorsa estate. L’assassino di Mohamed Hamdi, fu fermato a Firenze dai militari dell’Arma, ed era stato consegnato alla Giustizia.

Carabinieri alla conferenza stampa

Carabinieri alla conferenza stampa

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lucca, diretti dal maggiore Paolo Floris, con la collaborazione dei colleghi del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Firenze e della Compagnia di Signa, avevano sottoposto a fermo d’indiziato di delitto un marocchino,  responsabile dell’omicidio del connazionale avvenuto nella Pineta di Viareggio nella notte tra il 15 e il 16 agosto, intorno alle 3.30 ( LEGGI ANCHE Notte di sangue in Pineta: muore accoltellato su una panchina ) . Il fermo era  stato eseguito a Firenze  dopo che erano stati raccolti gravi indizi nei confronti del nordafricano in merito al delitto, che era maturato, per futili motivi, nel corso di una lite finita con il mortale ferimento del 46enne, colpito da una coltellata al cuore su una panchina vicino al laghetto dei cigni.

Mostapha Essami

Mostapha Essami

Il killer, Mostapha Essami,  un 36enne del Marocco, aveva svariati precedenti alle spalle per reati di ogni tipo e con la propensione a rendersi protagonista di risse e  atti di violenza in genere. L’uomo, senza fissa dimora e nullafacente, avevano spiegato i vertici dell’Arma durante la conferenza stampa in Cortile degli Svizzeri a Lucca, era stato rintracciato in una baracca di lamiere alla periferia di Campi Bisenzio, in compagnia di una donna moldava di 35 anni, anche lei senza fissa dimora, che era insieme a lui anche al momento del delitto e che probabilmente era stata all’origine della contesa tra i due marocchini, Mostapha e Mohamed, la notte dell’omicidio. Le indagini si erano strette attorno all’omicida  dopo che i Carabinieri avevano sentito decine di persone nell’ambiente dei senza tetto dell’area metropolitana di Firenze, ambiente da cui proveniva la vittima che appariva, fin da subito, del tutto decontestualizzata rispetto alla Pineta di Viareggio, tristemente nota come luogo di spaccio di sostanze stupefacenti, proprio ad opera di numerosi magrebini. Secondo le indagini  svolte dai militari del Nucleo Investigativo di Lucca, l’omicidio era maturato proprio in seno ad un gruppo di marocchini, provenienti da Firenze, recatisi a Viareggio per trascorrere il Ferragosto. Un gruppo, appunto, composto da clochard fiorentini partiti con l’intento di condividere un momento di “vacanza” tra la spiaggia e la pineta della Versilia, dove risultò che si siano trattenuti per qualche giorno. Le informazioni via via raccolte dai militari del Comando Provinciale di Lucca, con il prezioso contributo dei colleghi di Firenze, in pochissimo tempo avevano portato a concentrare le attenzioni investigative su Mostapha Essami, che una volta rintracciato non aveva inteso fornire agli inquirenti dichiarazioni sull’accaduto. In ogni caso, le numerose e concordanti testimonianze acquisite, e non solo, lo indicarono come autore dell’omicidio avvenuto al culmine di una lite nata da un banale alterco verbale e poi degenerata. Nel corso della perquisizione della baracca in cui era stato reperito il Mostapha erano stati rinvenuti alcuni coltelli compatibili con quello utilizzato dall’omicida e altre tracce furono esaminate dal RIS di Roma. Dopo le conseuete formalità il fermato era stato associato alla Casa Circondariale di Firenze, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria

Ieri la condanna.

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