Operazione “Gate”, droga a fiumi in Versilia: sgominata la banda

indexVERSILIA – Operazione Gate. Droga a fiumi. L’indagine della Squadra Mobile di Lucca, diretta dalla dottoressa Silvia Cascino, e coordinata dalla Dda di Firenze e dallo Sco, servizio centrale operativo, si è conclusa questa mattina con arresti e sequestri.

L’inchiesta, iniziata nel 2014, è partita da piccole dosi, il “microspaccio”, come lo ha definito la dirigente della Mobile lucchese, per poi allargarsi a dove gli spacciatori si approvigionavano. Due anni di attività anche sotto copertura quella degli uomini della Polizia, con droga nascosta nella boscaglia, in “covi impensabili”. La sostanza stupefacente arrivava dal nord, soprattutto da Milano. Inseguimenti, camion fermati carichi di droga provenienti anche dalla Spagna, con chili “roba” tolta dal “mercato”. Due i sodalizi in mano a due extracomunitari, che gestivano hashish e cocaina. Più un terzo gruppo. Un fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti ben radicato nella Versilia, che ha portato all’arresto di 24 persone in flagrante, altri 10 in carcere, mentre 5 sono ancora ricercati, ma che si estendeva anche in altre parti d’Italia.

I pusher consultavano gli sciamani e gli stregoni dei loro villaggi di origine per avere dalla sabbia o dalle interiora degli animali il responso sul momento propizio per agire o per evocare diavoli in modo da tenere lontana la Polizia, hann spiegato la dirigente Silvia Cascino e il questore Vincenzo Ciarambino. Oracoli africani che però non hanno tenuto conto della Mobile di Lucca che non è stata fermata da “amuleti” per contrastare il grosso spacciao che oltre alla Versilia ha riguardato anche Massa.  Oltre 100 le utenze telefoniche cambiate, e intestate a cinesi,  dai trafficanti che avevano messo in piedi una capillare organizzazione sulla costa, e in particolare in Pineta a Viareggio, con un centinaio di “addetti” alla vendita, senza scupoli, e capaci di “accogliere” i poliziotti a suon di mazzate, con bastoni, quando questi si apprestavano ai blitz.  Abdezzarrak Zraidi, Alarbi Asadiki e Abdessamad Aboussad, tutti del Marocco, avevano “ereditato” il timone di una banda smantellata prima ancora del 2013. La svolta lo scorso agosto, quando la Polizia ha sequestrato un grosso quantitativo di droga nascosto tra i pancali in un camion, con i malviventi che per fuggire hanno addirittura speronato le pattuglie della Squadra Mobile in autostrada, facendo inversione a U e provocando un incidente.  Droga, questa, che era destinata al mercato della Versilia e a quello di Lucca, il cui scambio avveninva in luoghi nascosti tra la vegetazione della Pineta. Ogni mossa, con le telecamre a infrarossi, sono state riprese dagli agenti.

La Squadra Mobile di Lucca ha dato esecuzione all’ordinanza del Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Firenze, che ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere a carico di 10 cittadini marocchini per il reato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente, previsto e punito dall’art. 74 D.P.R. del ’90 nr. 309.

Sono stati sottoposti alla misura della custodia in carcere:
1. Abderrazzak Zraidi nato a Old Abdellah (Marocco) il 02/12/1984, irregolare sul territorio nazionale, senza fissa dimora, rintracciato a Milano e ivi ristretto presso la Casa Circondariale San Vittore;
2.  Said Jarmouni, nato a Settat (Marocco) il 05/06/1987, in Italia senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale, ristretto presso la Casa Circondariale di Lucca;
3. Alarbi Asadiki, nato in Marocco l’1/1/1983, irregolare sul territorio nazionale, in Italia senza fissa, ristretto presso la Casa Circondariale di Lucca;
4. Mohamed El Halbi, nato in Marocco l’1/1/1985, residente a La Spezia, ristretto presso la Casa Circondariale di Massa;
5. Abdessamad Aboussad, nato in Marocco il 10.061983, domiciliato a Viareggio, sottoposto a misura cautelare in carcere presso la Casa Circondariale di Lucca.
In esecuzione del provvedimento cautelare sono state eseguite, tra le province di Lucca e Massa, nr. 8 perquisizioni domiciliari a carico di indagati in procedimenti connessi o collegati, tutte con esito negativo, fatta eccezione per la perquisizione operata a carico di Mohamed El Halbi, già sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere e tratto in arresto anche in flagranza del reato di cui all’art. 73 D.P.R. 309/90, perché trovato nella disponibilità di gr. 730,28 di sostanza stupefacente del tipo cocaina, celata nel garage di pertinenza del domicilio, a Massa.
L’ indagine, nota come Operazione Gate diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze e coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha permesso di disarticolare ben tre associazioni a delinquere composte da cittadini prevalentemente di origine marocchina dediti allo spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish e cocaina destinata alle piazze di spaccio della Versilia.
L’indagine ha avuto inizio nell’ottobre del 2013. In prima battuta diretta dalla Procura della Repubblica di Lucca, l’attività tecnica ha da subito permesso di individuare una molteplicità di piazze di spaccio facenti capo a diversi soggetti di nazionalità marocchina, articolati in due distinti gruppi. Conseguentemente, essendosi profilata l’ipotesi di strutture associative dedite allo spaccio di cocaina ed hashish, il procedimento penale si è incardinato presso la Direzione Distrettuale Antimafia fiorentina.
Nel corso del tempo l’attività investigativa, anche sottocopertura, è riuscita a scalare i vertice dei due sodalizi criminali ed approdare ad un livello superiore, in corrispondenza del quale i principali indagati della presente indagine rifornivano i livelli immediatamente inferiori approvvigionandosi, a loro volta, da fornitori stranieri, frequentemente spagnoli.
Caratteristica comune ai predetti sodalizi, ex plurimis, l’utilizzo di centinaia di schede telefoniche, che venivano cambiate con notevole frequenza, la maggior parte delle quali sottoposte ad intercettazione diretta. Peculiare la riconducibilità delle utenze in questione al medesimo operatore telefonico, nonché il fatto di essere intestate a cittadini cinesi e attivate in un ristretto arco temporale, tanto da presentare una numerazione progressiva, presso dealer marchigiano, un esercizio commerciale intestato a cinesi con sede a Firenze, e una ditta individuale, sempre cinese, ubicata nel fermano.
I tre sodalizi criminali, il primo operativo fino ad aprile 2014 nei territori di Viareggio e Camaiore, il secondo operativo fino al 2015 nel territorio di Viareggio, e il terzo tra le province di Lucca, Massa e Pistoia sino al 2016, nei due anni dell’indagine, sono stati colpiti da diversi sequestri di stupefacente per complessivi 300 Kg di hashish e 2 Kg di cocaina.

Nello specifico:
• oltre 3 kg di hashish fino alla metà del mese di gennaio 2015;
• kg. 94 di hashish il 15 gennaio 2015 in Melegnano (LO);
• kg. 15 di hashish il 19 febbraio 2015 in Genova;
• kg. 1,250 di cocaina il 4 aprile 2015 in Milano;
• Kg. 158,2 di hashish in data 8 agosto 2015, in Massa;
• Kg. 0,078 di cocaina il 17 dicembre 2015, in Montecatini (PT),
• Kg. 13,214 di hashish l’11 gennaio 2016, in Pontremoli (MS.
Tutti i predetti sequestri sono stati operati anche grazie alla collaborazione delle competenti articolazioni della Polizia Stradale, della Squadra Mobile della Questura di Milano, Torino, Massa e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Montecatini.
24 i soggetti, di cui due di nazionalità italiana, tratti in arresto in occasione dei sequestri operati.
Al momento risultano irreperibili i restanti cinque indagati sottoposti dal provvedimento cautelare alla misura restrittiva della custodia in carcere.

 

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