Operazione “Scugnizzo”, Saetta e il genero in cella per spaccio e tentata estorsione

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Operazione “Scugnizzo”, Vincenzo Saetta e il genero Alessandro Ciccone sono finiti in cella per spaccio e estorsione. Il blitz, per mano dei Carabinieri della Compagnia di Viareggio, è avvenuto questa mattina alle prime luci dell’alba, a conclusione di una indagine, iniziata lo scorso gennaio dagli allora comandanti Andrea Pasquali e Grazia Centrone e coordinata dal Pm Aldo Ingangi, quando i militari hanno arrestato i due, in base all’ordinanza di custodia cautelarare a firma del gip Silvia Mugnaini.

Oltre 300 le dosi di cocaina cedute, con prezzi da capogiro: un grammo, da quanto riferito dal neo comandate della Compagnia viareggina, capitano Massimo Amato, e dalla tenente del Nucleo Radiomobile  Tamara Nicolai, veniva venduto a 70/ 80 euro. Lo spaccio era di lusso, e tra i clienti habituè c’erano anche noti professionisti. Il Saetta, detto “Enzo”, e noto alle cronace locali e nazionali per numerosi precedenti arresti per associazione a delinquere di stampo camorristico, è accusato anche di tentata estorsione per aver minacciato e picchiato un acquirente insolvente, che per procurarsi la “bianca” aveva accumulato debiti nei confronti dei venditori. Il volume di affari, elevato, in base ai calcoli fatti dai Carabinieri, si aggirava su diverse decine di migliaia di euro.

La complessa attività di indagine ha smantellato la capillare attività di spaccio: grazie alle conoscenze di Vincenzo Saetta, che per i “cattivi pagatori” interveniva personalmente, come nel caso di un cliente schiaffeggiato e minacciato per strada per non aver pagato alcune dosi di “bianca”, ha spiegato il comandante durante la conferenza stampa, il genero, Alessandro Ciccone, era divenuto in poco tempo il fornitore di moltissimi clienti facoltosi.

Le perquisizioni, a casa e nelle attività commerciali della famiglia, eseguite con il supporto delle unità cinofile dell’Arma, hanno dato esito negativo. Lo spaccio, infatti, avveniva per strada, e sempre in posti diversi, previo appuntamento telefonico.

Tra l’inizio dell’indagine e l’arresto di oggi, sempre per mano dei Carabinieri, lo scorso 18 luglio la famiglia Saetta fu coinvolta in un movimentato episodio ( leggi anche:Spaccia in Darsena, fermato e preso: arrestate anche tre ).

Per i due, questa mattina, si sono aperte le porte del carcere di San Giorgio a Lucca. Difesi dall’avvocato Massimo Landi, entrambi attendono di essere ascoltati dal magistrato.

( Foto di Iacopo Giannini )

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