Operazione “verità”: in Comune nessun potere forte

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VIAREGGIO – Nessun potere forte. E’ questa la conclusione delle relazioni della commissione di indagine, sia della maggioranza che della minoranza esposte in Assise. Ergo, di conseguenza, nessun comportamento illegittimo. L’indagine comunale partì all’indomani delle dichiarazioni fatte da i tre assessori “silurati”, Gloria Puccetti, Alessandro Augier e Laura Servetti. “Siamo stati traditi, a Viareggio comandano i poteri forti”, le parole dei tre pesarono come macigni quella mattina del 6 febbraio scorso. Ma la loro fu una verità senza nomi e cognomi. Puccetti, Augier e Servetti dissero chiaramente di essere stati cacciati perché “non si possono toccare le società partecipate con socio privato, Sea e Mover, ovvero sia Del Pistoia, così come non si possono toccare i Lavori Pubblici, e con loro tutta la rete enorme di interessi che ruota attorno al “super-dirigente”, che altri non è che l’ingegner Raffaelli”. E, infine, che tra gli intoccabili ci sarebbero dipendenti “ben protetti” all’interno del comune. Della serie “Chi li tocca muore”. Ma, a quanto risulta dalla commisssione di inchiesta, nulla di tutto ciò è emerso.

“Sulla legittimità dei comportamenti non vogliamo dubitare (anche se mal rientra in questo quadro l’accenno fatto a sermone dirigenziali regolarmente protocollate…in bianco),  ma ci permettiamo di continuare a pensare che i poteri forti esistano – commenta Simone Traina per il Circolo Sel, Libertà è partecipazione – e, come ha detto il consigliere Genick, siamo profondamente incardinati nell’amministrazione. Non si spiegherebbero altrimenti alcuni comportamenti del tutto privi di senso apparente. Come nell’ultima seduta della giunta, quando l’assessore Bertoli, cui rinnoviamo la stima, si è visto mettere in minoranza e il piano dei prepensionamenti è stato ancora una volta bloccato: in questo modo, le parole del segretario del partito democratico pronunciate a riguardo in consiglio comunale sono state prontamente smentite dai suoi assessori. Com’è possibile che a fronte di un debito complessivo che si aggira intorno ai 90 milioni si possa giustificare il blocco di un provvedimento che porterebbe un risparmio di 20000 euro a settimana? Come è possibile quando si preferisce invece aumentare le rette degli asili nido? Il piano dei prepensionamenti riguarda forse qualche dirigente intoccabile, che come la Relazione del Mef ha certificato nero su bianco, ha lavorato in modo quantomeno discutibile? Questo ennesimo provvedimento cestinato da una giunta sempre più affossata nella palude rischia di vanificare il lavoro di trasparenza sui conti fatto da Lorenzo Bertoli. Come si può chiedere ai consiglieri comunali di votare un bilancio quando non vengono attuati quei provvedimenti che porterebbero un immediato risparmio per l’ente, come il piano dei prepensionamenti e il taglio dei contratti di servizio Sea e Mover. Atti questi che, uniti alla modifica della macrostruttura, portarono alla cacciata degli assessori Laura Servetti e Gloria Puccetti: sarà un caso… Su questo, ritardi e stop ormai impossibili da giustificare se non arrampicandosi sugli specchi; su altro, come la Tari, le esenzioni e le rette dei nidi, una sorprendente efficienza. Traiamone le dovute conclusioni”.

Poi, ciliegina sulla torta, la lunga nota, pubblicata sul gruppo Facebook da Rossella Martina: “Altro che rigore e svolta epocale. Le vere intenzioni del sindaco e dell’assessore a tutto Romanini si sono viste  in giunta quando l’assessore al Bilancio Bertoli è stato messo in minoranza: l’ipotesi di votare la delibera per pensionare oltre cento dipendenti tra cui il dirigente Raffaelli è stata ancora una volta respinta. E questo nonostante le gravissime accuse del documento del Mef riguardo ai comportamenti tenuti proprio da Raffaelli in tema di incentivi (e su cui sta indagando la Corte dei Conti e non solo). Se c’è un segnale da dare alla città sulla volontà di fare pulizia e di attuare una politica di rigore, è proprio il pensionamento di dirigenti e dipendenti che porterebbe un risparmio netto di un milione l’anno. Ma il potere di Raffaelli è evidentemente molto forte se ieri sindaco e assessori hanno messo in minoranza l’assessore Bertoli che secondo indiscrezioni starebbe pensando di dimettersi. Il tutto a poche ore da un appassionato intervento del consigliere Genick che mercoledi ha garantito che la maggioranza era decisa a proseguire nella politica di rigore partendo proprio dalla delibera dei pensionamenti. Stesse affermazioni ‘rassicuranti’ da parte della segretaria del Pd Montaresi e dalla consigliera Chiarini. Tutti smentiti nel giro di poche ore. Intanto la richiesta fatta dal sindaco al prefetto di una proroga per l’approvazione del Consuntivo 2013 è stata respinta: si deve andare al voto entro il 18 agosto.”

“Smentisco categoricamente – afferma il sindaco Betti contattato dalla redazione –  “Sono stato tutto il giorno al lavoro sulle ipotesi di risanamento del Comune – questa la dichiarazione del primo cittadino –  e su come riorganizzare la macchina comunale. Lunedì è convocata l’unità di crisi con tutti i dirigenti del Comune, perché è evidente che la relazione del Ministero ci impone di segnare senza indugio una ulteriore differenza col passato in termini di gestione dell’Ente. Mentre siamo alle prese con numeri e organigrammi, mi arrivano voci su presunti dissidi nella giunta di ieri sulla questione dei prepensionamenti, tanto da indurre addirittura un Assessore alle dimissioni. Non ho davvero idea su chi possa mettere in giro queste voci completamente infondate, ma io so che i prepensionamenti del personale del Comune rappresentano un forte risparmio senza andare ad incidere sulle tasche dei cittadini: la delibera verrà quindi portata in Giunta martedì prossimo e coinvolgeranno tutti coloro che ne possono usufruire. Sempre martedì porteremo in Giunta altri importanti atti per la vita del Comune, che inizieranno a dare alcune risposte sulle questioni poste dalla relazione del MEF. Insieme a questo, metteremo a punto una razionalizzazione di tutte le spese, specie quelle relative a contratti di prestazione di servizi, anche nell’ottica di quanto previsto dalla “spending review”: più che incidere sulle tasche dei cittadini con nuove tasse, cercheremo infatti di lavorare sul risparmio.

La verità mori’ fanciulla?

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