Oreste Pardini srl, incontro col sindaco Del Dotto

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CAMAIORE – Questa mattina, 22 aprile 2015, il Sindaco del Comune di Camaiore ha incontrato le rappresentanze sindacali della Alluminio Oreste Pardini srl per un punto della situazione. Il Sindaco ha comunicato l’indisponibilità dell’azienda a tenere un incontro trilaterale. “Chiediamo un incontro in Prefettura per poter scongiurare il rischio della chiusura dell’azienda. Ribadiamo la nostra preoccupazione riguardo le reali motivazioni di questa operazione: sarebbe intollerabile che dietro la crisi vi fossero celati propositi speculativi”, il commento di Nicola Riva rappresentante della Fiom Cgil. Il Sindaco ha dato la propria disponibilità a partecipare all’eventuale tavolo in Prefettura. E’ stato già contattato il presidente del Consiglio Comunale, Massimo Ceragioli, per la convocazione di una seduta aperta sulla crisi della Alluminio Oreste Pardini srl, viste anche le sollecitazioni che sono arrivate dai lavoratori. L’Amministrazione comunale ribadisce che non è disponibile a fare alcun ragionamento che non preveda il mantenimento dell’attuale destinazione a comparto produttivo.

“La scelta di procedere speditamente verso una procedura concorsuale da parte dell’Oreste Pardini srl di Camaiore, con il conseguente licenziamento degli oltre 20 dipendenti, non può essere accettata e non può essere una vertenza limitata a se stessa”. Questa la nota del sindacato Democrazia e Lavoro Cgil: ” Il modo inconsueto con il quale la direzione aziendale ha scelto di ufficializzare la propria decisione, è probabilmente tipico della famiglia che ne detiene la titolarità ma è irrispettoso del sistema delle relazioni industriali e soprattutto verso i venti e più dipendenti che ne compongono oggi l’organico aziendale. Infatti, è inspiegabile perché nei periodi di maggior crisi l’azienda non abbia mai sollevato tali intenzioni e ora, in un periodo in cui il lavoro non manca (da diversi mesi l’azienda non usa più gli ammortizzatori sociali) e i dipendenti sono costantemente sotto pressione, a fronte di una richiesta sindacale per il rinnovo del contratto integrativo, l’azienda si presenta invece con l’annuncio della messa in liquidazione della società.  La Oreste Pardini è parte integrante della storia di Camaiore e non solo sotto il profilo manifatturiero: è una fabbrica che ha dato lavoro a diverse centinaia di cittadini e anche oggi, seppur con un organico ridotto, è impensabile che abbia esaurito il suo ruolo.  Cosa c’è dietro a questa decisione drammatica? C’è forse la speranza di poter beneficiare di un cambio di destinazione all’interno del nuovo piano strutturale che il Comune sta adottando? Con la speranza, di qui a qualche anno, di poterne trarne maggior profitto attraverso una speculazione immobiliare?
E’ rassicurante che il sindaco di Camaiore durante l’incontro coi lavoratori e la Fiom Cgil si sia mostrato fermamente convinto di non permettere tale epilogo, se questa fosse la vera intenzione della società immobiliare che detiene l’area (leggasi la famiglia Pardini); ma può bastare? Visto anche il diniego della direzione aziendale a partecipare ad un tavolo istituzionale, noi crediamo di no e, al riguardo, riteniamo che le convinzioni del primo cittadino debbano essere supportate da una costante e quotidiana presenza che coinvolga tutta l’opinione pubblica camaiorese.
Anche perché prima di “chiudere” devono essere verificate e valutate le soluzioni alternative e, prima di parlare di cambi di destinazione, forse è opportuno verificare la fattibilità di un ricambio imprenditoriale anche attraverso una cessione d’azienda. Camaiore non può perdere la connotazione di territorio in cui il manifatturiero costituisce una parte importante del proprio sviluppo economico. La storia sindacale ci insegna quanto sia necessario non far cadere l’attenzione su temi delicati come questo, e la storia vertenziale della Oreste Pardini ancor di più ci dice che gli operai e le operaie di questa azienda storica e la Fiom provinciale non possono restare soli a gestire la vertenza se questa si protrarrà nel tempo; per cui, qualora si renda necessario, debbono poter contare su un supporto maggiore che vada oltre la necessaria solidarietà da parte di tutta la Confederazione. Noi ci saremo!”.

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