Orge con i cani: “Perversioni, il lato oscuro dei comportamenti sessuali”, nel libro ne parla il professor Di Fiorino

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VERSILIA – Festini nell’aretino, sesso con i cani. Il fatto, ormai, è noto alle cronache. Saranno le indagini, dopo le denunce presentate da Aidaa, a fare luce sulla vicenda. Ma per fare chiarezza su cosa sia la zoofilia, o zoerestia, è utile senz’altro leggere il libro scritto dal professer Mario Di Fiorino, primario di psichiatria all’ospedale Versilia, e da Giorgio Corretti, dal titolo “Perversioni. Il lato oscuro dei comportamenti sessuali” (2004) e del quale pubblichiamo qualche passo:

“La zoofilia si traduce in attività comportamentali o ideative sessualmente eccitanti con animali come partners sessuali.
Pratiche sessuali umane con animali si riscontrano in rappresentazioni vasarie, talora in frontoni, quale ad esempio la festa del cavallo rappresentata nel tempio di Lakshman. Ve ne è traccia nella mitologia greca: la regina di Creta Pasifae, moglie di Minosse, si innamorò perdutamente di un toro, cui si unì sessualmente, con la complicità di Dedalo, partorendo il Minotauro.
 
Tosto che parton l’accoglienza amica,
prima che ìl primo passo li trascorra,
sopragridar ciascuna s’affatica:
La nova gente: “Sodomia e Gomorra”;
e l’altra: “Nella vacca entra Paisfae, perché ‘l torello
a sua lussuria corra.”
 
Purgatorio, Canto XXVI vv. 37-42
 
Da un punto di vista scientifico dobbiamo a von Krafft-Ebing i primi report:
 
Il signor X, di ventuno anni, proviene da una famiglia con tare neuropatiche ed è egli stesso costituzionalmente un neuropatico. Già da piccolo provava la coazione a compiere non importa quale atto per la paura che, altrimenti, gliene sarebbe venuto un male… Già da ragazzo aveva la predilezione per gli animali domestici, particolarmente per cani e gatti, poiché, accarezzandoli, provava una sensazione voluttuosa di eccitamento. Per anni praticò innocentemente questo piacevole gioco con tali animali. Giunto alla pubertà, si accorse che tutto ciò era disdicevole e si costrinse a rinunciarvi. Vi riuscì, se non che ora gli capitava di vivere tali situazioni in sogno e ben presto vi si accompagnarono delle polluzioni, ciò che porto il ragazzo, sessualmente eccitabile, all’onanismo. Riferisce di essersi soddisfatto, dapprincipio, manualmente, di regola immaginando di accarezzare un animale e strofinarsi contro il suo corpo… Quanto alle donne, afferma di essere attratto solo da quelle slanciate e dal passo solenne e maestoso…per paura di contagi, sino a quell’epoca, non aveva mai avuto modo di praticare il coito.
Questo paziente con fantasie zoofile ha le caratteristiche tipiche degli altri quadri parafilici : l’età d’esordio si colloca infatti in età adolescenziale, lo stimolo parafilico è vissuto con una ideazione tendenzialmente egodistonica, con caratteristiche di impulsività-compulsività proprie di queste condotte. A questi si associa una sintomatologia ossessivo-compulsiva caratterizzata per lo più da ideazione di contaminazione (incentrata sui genitali e presumibilmente sui secreti vaginali), con condotte inibitorie di esitamento e pensiero magico con coazione a ripetere. Non sono state evidenziate caratteristiche di spettro dell’umore o socialfobico dalla descrizione dell’autore, sebbene non possa essere per questo motivo escludibile la loro presenza.
Kinsey (Kinsey et al. 1948) rilevarono un’alta incidenza di zoofilia tra i maschi adolescenti cresciuti nelle fattoria.
Per Gebhard et al (1965) i rapporti tra uomo ed animali (animal contacts), sono patologici quando finalizzati al piacere ed alla soddisfazione sessuale. Sarebbero pertanto da escludere quegli atti come la masturbazione di un cane da parte di adolescenti motivati da curiosità od umorismo, attività di frequente riscontro secondo l’autore. Deve inoltre ancor più essere esclusa una erezione accidentale, occorsa durante l’accarezzamento di un animale domestico. Gli animali che più frequentemente rappresentano il partner degli zoofili sono cane, gatto, pecora, cavallo e maiale. Il rapporto può limitarsi alla masturbazione, talora con lo strofinamento di specifiche parti corporee, come pure essere costituito da un rapporto orogenitale (sia uomo-animale che animale-uomo), fino a veri e propri rapporti penetrativi.
Sembrava che il sesso tra uomini e animali fosse relativamente non comune negli Stati Uniti e legato alla mancanza di un partner umano (Hunt, 1974). Alcuni testi psichiatrico forensi impiegano il termine bestialità per descrivere gli atti di crudeltà nei confronti di animali (zoosadismo ) presenti, ad esempio, nella anamnesi di casi di serial killers (Holmes e Holmes, 2002).
Recentemente, come scrivevamo nell’introduzione, il clamore destato dal successo di pubblicazioni che esaltano la zoofilia, ha aumentato la consapevolezza della diffusione di tali comportamenti.
William e Weinberg (2003) hanno proposto, con la collaborazione di un sito internet per zoofili, uno studio ad una comunità zoofila. La ricerca sui desideri, sulle fantasie e sui comportamenti sessuali è stata effettuata attraverso la spedizione postale di un questionario. Il focus era sul significato che gli zoofili davano al loro coinvolgimento in attività sessuali con gli animali. . La ricerca ha interessato 114 uomini, il 91% dei quali viventi negli Stati Uniti, bianchi, giovani (di età media 27 anni con un range 18- 70), celibi (per il 64% ) e con un buon livello di educazione (83% diplomati). Solo il 34 % viveva in aree rurali.
Il 93% si definisce zoofilo e non accetta il termine bestialità, il cui significato indica un interesse sessuale con gli animali che coinvolge solo la gratificazione fisica umana. Internet, ponendo in contatto persone che vivono socialmente isolate, è stato decisivo nel costruire questa identità condivisa.
Il 25% si classifica eterosessuale, il 17% omosessuale e il 58 % bisessuale. (il 79% non aveva mai avuto un partner umano). La scelta dell’animale riguarda, tra quelli che fanno correntemente sesso con animali, nel 51% cani e nel 37 % equini (per lo più mantengono un ruolo passivo con i cani e attivo con gli equini). L’inizio della attività viene fatta risalire all’adolescenza.
Tra i fattori favorenti l’inizio e la continuazione dell’interesse sessuale per gli animali vengono valutati: avere un pet in casa, o un animale da allevamento, non essere “popolari”, non essere fisicamente attraenti, mancanza di opportunità sessuali con persone, l’influenza esercitata da altre persone, la paura dell’AIDS o di contrarre altre malattie, la mancanza di interesse sessuale per un partner umano, l’essere ubriaco o eccitato, un desiderio di affetto, l’aver provato piacevole l’esperienza sessuale con animali e l’esperienza non piacevole del sesso con persone.
Il punteggio maggiore è attribuito allla piacevolezza del sesso anche se questo aspetto riguarda la continuazione più che l’inizio e il desiderio di affetto Quest’ultimo elemento lascia intuire un elemento di solitudine.
Giocano un ruolo fattori situazionali (riguardanti la disponibilità dell’animale: avere un pet in casa, un animale da allevamento e, e la non disponibilità del partner umano), o fattori suggestivi di elementi di fobia sociale (non essere “popolari”, non essere fisicamente attraenti)
Un’altra ricerca di Miletski (2002) sempre svolta su un campione reclutato attraverso Internet, ba dato risultati analoghi per la razza, la religiosità. All’età maggiore del campione corrisponde un numero maggiore di persone coniugate. La scelta degli animali si indirizzava verso cani e equini.
William e Weinberg concludono che le ricompense offerte dal sesso con gli animali possono essere immediate, facili e intense, e soprattutto in pubertà, avere un effetto di rinforzo. La scelta del sesso dell’animale è in linea con gli orientamenti sessuali.
 
Tra i sottotipi di zoofilia viene descritta la formicofilia, in cui le forme animali centro dell’interesse erotico sono rappresentate da piccoli animali da formiche, chiocciole, rane o comunque insetti che permettono di raggiungere un’intensa eccitazione sessuale attraverso il contatto con i genitali, la regione perianale od il seno”. 
“La zooerastia – spiega poi lo psichiatra viareggino dottor Vinicio Paoletti, in forza all’ospedale di Lucca – rientra nelle cosiddette “parafilie”, anomalie del comportamento per cui la soddisfazione dell’istinto sessuale può essere raggiunta solo attraverso atti eccentrici e/o perversi. E’ un comportamento già presente nell’antichità e che fa parte anche di alcuni miti (vedi minotauro) e viene nominato anche in più libri della Bibbia. Come ogni perversione sessuale, molto raramente giunge all’osservazione di psichiatri e psicologi: per quanto mi riguarda è accaduto che familiari di colui che aveva questi comportamenti abnormi si sia rivolto al sottoscritto. E’ comunque raro che un soggetto affetto da zooerastia aderisca ad un percorso terapeutico. Esiste una forma cosiddetta “rurale” dove la persona ha rapporti con animali conseguentemente ad un isolamento sociale (vedi ad es. pastori sardi che si accoppiano con pecore o con mule). Nella società odierna, anche conseguentemente alla banalizzazione del sesso che diventa fruibile attraverso la rete a persone sempre più giovani,esiste la tendenza a ricercare, sempre più, emozioni e sensazioni estreme fino ad arrivare a comportamenti violenti, sia verso altre persone (che spesso sono consenzienti) sia verso i poveri animali che subiscono atroci sevizie”.

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