Parco, Del Ghingaro: “Maggioranza e minoranza insieme: usciamo se le nostre richieste non saranno accolte”

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VIAREGGIO – Ottenere un’adeguata rappresentanza del Comune di Viareggio all’interno degli Organi Direttivi e proporre all’Ente Parco di porre in atto quelle misure che possano garantire regole uguali per tutti i cittadini (fuori e dentro l’area del Parco). Questo quanto richiesto dal sindaco Giorgio Del Ghingaro alla Regione, durante un incontro con l’assessore Federica Fratoni, che si è tenuto a Firenze lunedì pomeriggio e di cui Del Ghingaro ha dato notizia ieri durante il Consiglio comunale.

«L’Assessore si è impegnata ad istituire quanto prima un tavolo – ha detto il primo cittadino – in modo da prendere in esame le nostre richieste. E’ impensabile che Viareggio non abbia voce in capitolo sulla gestione di un parco che occupa il 40% del territorio del Comune».

 

«Invito pertanto due consiglieri, uno di maggioranza ed uno di minoranza, ad accompagnarmi a questa prossima riunione – continua il primo cittadino –. Se le nostre richieste non verranno adeguatamente prese in considerazione inizieremo le procedure di uscita dal parco, come deliberato a larga maggioranza dal Consiglio comunale».

La maggioranza ha protocollato in queste ore una mozione in appoggio alla volontà dell’Amministrazione. L’incontro con l’assessore Fratoni era stato preceduto da una lettera (che riportiamo di seguito per intero) inviata dal sindaco Giorgio Del Ghingaro all’assessore stesso, al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e all’assessore all’Agricoltura Marco Remaschi.

OGGETTO: Analisi e proposte propedeutiche alle problematiche legate al Parco MSRM per le aree di pertinenza del Comune di Viareggio. Dall’analisi della normativa e degli atti amministrativi vigenti, si evince quanto segue:

– più del 35% del territorio di Viareggio risulta all’interno del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli istituito con L.R.T. 24/1994;

– l’Ente Parco, attraverso i suoi organi “…persegue la realizzazione delle finalità indicate dalle leggi istitutive, e la tutela delle caratteristiche ambientali e storiche del litorale Pisano e Lucchese, in funzione dell’uso sociale di tali valori. Esso promuove la ricerca scientifica e la didattica naturalistica, nonché l’educazione e la formazione ambientale, e la valorizzazione delle attività economiche territoriali, con particolare riferimento all’esercizio delle funzioni delegate all’Ente Parco dalla Regione Toscana…”.

Considerato che la L.R.T. 24/1994 istituisce all’art. 7 la “Comunità del Parco” disciplinata specificamente dal Capo III art. 14-17 dello Statuto, che è organo consultivo e propositivo dell’Ente Parco, a cui partecipano tutti i Sindaci dei Comuni compresi nel Parco e anche il Comune di Viareggio;

-la Comunità del Parco, ai sensi dell’art. 16 dello Statuto, adotta il piano di sviluppo economico e sociale del Parco e vigila sulla sua attuazione, esprime parere obbligatorio sulle modifiche allo Statuto, sul regolamento e sul piano del Parco, sui piani di gestione, sul bilancio e sul conto consuntivo;

-la Comunità ha facoltà di proporre programmi, interventi e attività in ogni materia propria dell’Ente Parco ai sensi dell’art. 16 comma 6 dello Statuto del Parco;

-Il territorio di Viareggio compreso nel Parco è disciplinato da due piani di gestione: PIANO DI GESTIONE TENUTA BORBONE – MACCHIA LUCCHESE del 27.04.2009 e PIANO DI GESTIONE PADULE SETTENTRIONALE E LAGO DI MASSACIUCCOLI del 25.10.1999 – Modificato con Variante del 16.02.2004.

Il perseguimento dei valori di tutela ambientale del Parco deve avvenire nel rispetto delle comunità coinvolte che è prioritario per uno sviluppo sostenibile del territorio.

La necessità di un rilancio turistico, economico, ambientale, culturale nel rispetto del principio di uguaglianza tra i cittadini, della legalità e della coesione sociale, non può prescindere dalla revisione degli strumenti urbanistici e del piano economico finanziario riguardante i territori del Comune di Viareggio.

L’assenza di aggiornamento del piano di gestione del Parco, fermo al 2009, ha comportato:

  1. Mancato recepimento delle leggi nazionali: dal 2009 ad oggi sono state introdotte modifiche al testo unico dell’edilizia, DPR 380/2001 e successive modificazioni: Legge 98/2013 (decreto del fare) D.L. 133/2014 (decreto “sblocca-Italia”) ecc.  A titolo esemplificativo: le definizioni degli interventi edilizi ed i titoli autorizzativi (DIA, SCIA, CILA, CIL ecc..).
  2. Mancato recepimento delle leggi regionali: la Regione Toscana ha uniformato i parametri edilizi con il “Regolamento in materia di unificazione dei parametri urbanistici ed edilizi per il governo del territorio” del 13.11.2013 (entrato in vigore dal 15 maggio 2015 e valido su tutto il territorio comunale tranne che nel Parco) nonché la  modulistica relativa agli interventi edilizi.
  3. Mancato recepimento normativa commercio e liberalizzazione delle attività del piccolo trattenimento negli esercizi di somministrazione:  nella fattispecie, la risoluzione del nodo relativo alle problematiche giuridico-amministrative connesse con lo svolgimento di attività di somministrazione ed attività collaterali di intrattenimento,con particolare riferimento a quanto attiene alle problematiche connesse con la disciplina in materia di pubblico spettacolo e trattenimento di cui agli art. 68-69 e 80 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S. R.D. 773/1931). Numerose sentenze sottolineano come l’intrattenimento occasionale che non abbia uno scopo di lucro aggiuntivo a quello proprio dell’esercizio di somministrazione  non sia soggetta alle disposizioni del TULPS ed all’obbligo della licenza ai sensi dell’art. 68.
  4. Mancato recepimento del D.L. 9-2-2012 n. 5 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” (Pubblicato nella Gazz. Uff. 9 febbraio 2012, n. 33, S.O.) che, all’art. 13, contiene “Modifiche al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773”. In particolare il citato articolo va ad abrogare una serie di disposizioni fra cui l’art. 124 comma 2 del R.D. 6-5-1940 n. 635 “Approvazione del regolamento per l’esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773 delle leggi di pubblica sicurezza” (Pubblicato nella Gazz. Uff. 26 giugno 1940, n. 149, S.O.) il quale dispone(va): Art. 124. È richiesta la licenza dell’autorità di pubblica sicurezza, a termine dell’art. 69 della legge, per i piccoli trattenimenti che si dànno al pubblico, anche temporaneamente, in baracche o in locali provvisori, o all’aperto, da commedianti, burattinai, tenitori di giostre, di caroselli, di altalene, bersagli e simili.

L’abrogazione di questa disposizione ha il chiaro ed evidente scopo di eliminare dall’obbligo dell’autorizzazione di pubblico spettacolo e trattenimento di cui all’art. 68 del TULPS tutte quelle attività di piccolo trattenimento (anche a carattere imprenditoriale) svolte dai pubblici esercizi contemplati nell’art. 86 del TULPS (fra cui gli esercizi di somministrazione), esonerandoli da ogni adempimento, prescrizione e limite. Pertanto, mentre rimangono assoggettati alla licenza dell’art. 68 le attività di trattenimento (anche piccolo) svolte al pubblico in forma autonoma (anche temporanea) nei luoghi indicati dal comma 1, ne sono escluse tutte le attività svolte nell’ambito di un esercizio di somministrazione. Del resto la citata abrogazione è parte del Decreto legge di liberalizzazione delle attività economiche facente parte del cosiddetto “Pacchetto Monti” che contiene numerosi analoghi interventi di semplificazione amministrativa a favore delle imprese.

  1. Mancata verifica del carico commerciale ammissibile nelle zone comprese nel Parco: ai sensi dell’art.28 comma 7 delle N.T.A. del Piano di Gestione del 2009, che ha invece riconfermato senza approfondimenti e senza espletazione dei criteri, il numero delle licenze presenti alla data del primo piano di gestione (1996) e ne ha indicato in quel numero la quantità massima ammissibile nel territorio del Parco.
  2. Mancato recepimento normativa ambientale:  presenza di diverse aree del Parco ridotte a discariche a cielo aperto;  problematiche legate alle aree contigue con le zone produttive del Porto; inquinamento del suolo e delle falde acquifere attraverso l’utilizzo di pesticidi in agricoltura e nella manutenzione del verde.
  3. Mancato recepimento della Mobilità sostenibile: assenza di piani e opere infrastrutturali “verdi” legate alla mobilità sostenibile, ciclabili, sentieristica, vie fluviali; verifica delle linee trasporto pubblico, mobilità dolce in collegamento con il resto delle aree del parco e della città di Viareggio e Torre del Lago.
  4. Mancata osservanza della sicurezza: spaccio, prostituzione, insediamenti abusivi, reati ambientali, discariche abusive rappresentano le principali emergenze su cui intervenire sia attraverso strumenti di riqualificazione e riappropriazione del territorio che attraverso la stretta applicazione delle norme in materia di pubblica sicurezza.
  5. Mancato rispetto della normativa sull’accessibilità: il tema dell’accessibilità intesa non solo come accesso da parte di soggetti diversamente abili ma come strumento di conoscenza delle diverse peculiarità paesaggistiche e naturali del territorio per una migliore e completa fruizione  degli spazi verdi urbani, della spiaggia, delle aree urbanizzate e delle zone forestate.
  6. Mancata promozione e comunicazione: nonostante la Regione promuova il prodotto Toscana nel mondo, non esiste un progetto che abbia lo scopo di favorire un modello turistico a valenza naturalistica del Parco MSRM e che coinvolga i portatori di interesse che sono presenti sul territorio.

 

Alla luce delle riflessioni sopra esposte, si chiede di:

Avanzare richiesta all’Ente Parco di una adeguata rappresentanza del Comune di Viareggio all’interno degli Organi Direttivi.

– Proporre all’Ente Parco di porre in atto quelle misure che possano garantire regole uguali per tutti i cittadini (fuori e dentro l’area del Parco) e pertanto a:

 

  1. Promuovere il recepimento delle innovazioni legislative nazionali e regionali volte a semplificare l’apparato normativo autorizzativo attraverso la revisione della normativa urbanistico edilizia dei Piani di Gestione cui è sottoposta l’area ricadente nel Parco e coordinare gli strumenti di pianificazione tra il Comune di Viareggio e il Parco al fine di orientare una gestione urbanistica condivisa del territorio.
  2. Favorire le attività legate all’intrattenimento musicale con varie tipologie di servizi e strutture di supporto anche attraverso la revisione del Piano comunale di Classificazione acustica approvato con Delibera C.C. 7 del 07/02/2006.
  3. Predisporre un piano delle funzioni, sulla base di una verifica del carico commerciale di cui al punto 5 del precedente paragrafo, e possibilità di cambio di destinazione d’uso degli immobili esistenti onde consentire la diversificazione delle licenze commerciali e ricettive in modo da favorire e arricchire l’appetibilità e l’offerta turistica della zona con nuove attività sostenibili, in accordo con la normativa nazionale del settore.
  4. Stipulare protocolli di intesa condivisi con l’Ente Parco e la Regione Toscana atti al finanziamento di azioni di riforestazione e di contrasto alle fitopatologie presenti nelle pinete costiere nonché di straordinaria manutenzione dell’esistente.
  5. Disincentivare l’utilizzo di pesticidi attraverso una revisione dei trattamenti erogati nel verde pubblico ma anche attraverso un tavolo con le aziende del florovivaismo.
  6. Valorizzare il tracciato ciclopedonale esistente tra le due Marine con interventi di ripristino del fondo realizzato in terra battuta o calcestre e con postazioni, piazzole informative e didattiche, zone attrezzate per il parcheggio bici con sistemi anti vandalismo e antifurto.
  7. Manutenere e adeguare la rete sentieristica per consentire l’accesso a tutti i luoghi e alle emergenze.
  8. Promozione turismo equestre attraverso la realizzazione di ippovie e la possibilità di svolgere attività inerenti.
  9. Realizzazione di zone dedicate alla frequentazione con animali domestici, spiagge con accesso ai cani.
  10. Realizzare interventi miranti alla riqualificazione complessiva degli spazi pubblici delle Marine di Torre del Lago e Levante finalizzati ad una fruizione ricreativa, paesaggistica, sportiva, naturalistica.
  11.  Predisporre adeguata cartellonistica informativa con carattere scientifico-divulgativo, compresi gli accessi denominati ”porte del parco”.
  12. Promuovere la pratica del naturismo con la creazione di zone dedicate e regolamentate.
  13. Incentivare  attività turistiche “fuori stagione” (congressi, attività culturali-ricreative, gite scolastiche, turismo ambientale, “terza età”) per distribuire nel tempo la pressione antropica sulle risorse naturali e sull’ambiente geomorfologico: ad esempio attraverso la creazione di un parco letterario/artistico con itinerari che coinvolgono la città nei luoghi di Puccini e della Villa Borbone.
  14.  Realizzare progetti pilota miranti a stabilire criteri di tassazione di maggiore equità per la raccolta differenziata dei rifiuti al fine di incentivare le attività economiche delle marine di Torre del Lago e Levante.

In considerazione  del forte degrado delle aree in questione e dei tempi necessari per la modifica degli strumenti urbanistici (piani di gestione), si suggerisce di stipulare, nelle more, una convenzione con l’Ente Parco che delimiti diverse aree di riqualificazione paesaggistico- ambientale su cui agire anche con interventi organici di ristrutturazione urbanistico edilizia dei manufatti esistenti, come già messo in atto in aree del Parco ubicate in altri comuni.

Qualora quanto sopra indicato non sia recepito entro 60 giorni dalla data di ricevimento della presente, anche attraverso l’istituzione di un tavolo di confronto sulle tematiche proposte, il Comune di Viareggio inizierà le pratiche per l’uscita dal Parco e solleciterà una riperimetrazione del Parco stesso che escluda tutto o in parte il territorio del Comune di Viareggio”.

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