Parco delle Alpi Apuane da mesi senza una guida politica: “Serve un Parco così?”

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STAZZEMA – Il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona ha inviato questa mattina una lettera al Presidente della Comunità di Parco Alpi Apuane, Riccardo Tarabella, Sindaco di Seravezza per chiedere una convocazione urgente della Comunità di Parco per discutere sullo stallo politico in cui vive da mesi il Parco Alpi Apuane dopo l’ennesima proroga di 45 giorni al Commissario Alberto Putamorsi dopo che la Comunità aveva espresso i propri candidati con una procedura eccezionale della lista alla carica di presidente per giungere alla quartina tra cui selezionare.

“E’ necessario riflettere sul ruolo che il Parco Regionale delle Alpi Apuane”, commenta il Sindaco Maurizio Verona, “vuole avere nelle comunità che ricadono all’interno dei confini del Parco. Il 29 aprile scorso la Comunità di Parco composta dai Sindaci dei Comuni e dai Presidenti delle Province e delle Unione dei Comuni, i cui territori sono ricompresi, anche parzialmente, nel Parco e che rappresenta gli  enti locali, si è espressa per la nomina del Presidente e al 2 agosto, ci troviamo di fronte alla ennesima proroga del Commissario per ulteriori 45 giorni. Non è un buon segnale per un Ente che non è più capace di assolvere al ruolo a cui è demandata, ovvero anche “il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali”. Oggi da parte dei cittadini che vogliono recuperare un immobile, dalle attività economiche che vogliono costruire in questi luoghi le ragioni anche lavorative per rimanere e popolare la montagna, dagli agricoltori che vogliono continuare a sviluppare una economia sul territorio, il Parco è percepito come un ostacolo, come un Ente che appone vincoli e non aiuta chi vuole vivere ed abitare la montagna. Se in montagna non siamo in grado di garantire le ragioni economiche per rimanere, siamo destinati allo spopolamento a favore della piana dove oltre tutto è più facile restaurare, trovare un lavoro e tutto il resto. Noi vogliamo che la montagna continui a vivere. Insomma, o il Parco torna ad essere il motore di un percorso strategico di aiuto a chi vuole abitare questi luoghi, oppure bisogna riflettere sulla utilità di un Ente che tutti osteggiano. E’ con delusione e rammarico che constato che dal 2001 quando si aprirono le grotte turistiche nell’Antro del Corchia, accedendo ad un fondo europeo, si è perso quello spirito positivo che caratterizzò quella scelta di intervenire per la valorizzazione con finalità turistiche di una delle più grandi ricchezze del territorio. Ho scritto al Presidente della Comunità di Parco, Riccardo Tarabella, perché quanto prima nell’organo che rappresenta gli Enti e i cittadini che vivono nel perimetro del Parco, si discuta su quale strada il Parco debba prendere e si rompa quella empasse che ha immobilizzato il Parco in questi mesi con una guida politica autorevole”.

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