Partecipate in assemblea, Bindocci: “Si respira un clima pesantissimo”

0

VIAREGGIO – “Come era emerso nei giorni scorsi, si è deciso di fare una assemblea unica delle tre le Partecipate nell’occio del ciclone”. A comunicarlo con una nota stampa che pubblichiamo integralmente è il segretario della Camera del Lavoro di Viareggio Massimiliano Bindocci: ” Il clima che si respira è pesantissimo, tra l’altro si moltiplicano le voci e le ipotesi, mentre occorrerebbe chiarezza nelle scelte nel metodo nel merito.
Non è chiaro cosa accadrà alla Porto, come CGIL abbiamo incontrato il Commissario sulla Porto tre giorni fa, ma siamo sempre nel campo delle ipotesi e nelle richieste di rinviare. Alla Viareggio Versilia Congressi non ci piace l’ipotesi del piano di lavoro che ha presentato Cima, che ha il pregio di far decollare la stagione, ma il grand elimite di prevedere dopo Settembre il niente. E’ limitata e contrasta con quanto assertito in prefettura la delibera del Commissario sulla Patrimonio che apre verso la liquidazione ma prevede una società futura solo per le riscossioni, senza chiarire cosa accade dei  servizi ulteriori e del perosnale. Per noi è ovviamente un punto fermo indiscutibilie il mantenimento dei livelli occupaizonali, non può pagare chi lavora. Le respsonabilità del dissesto sono di chi ha gestito non di chi vi era impiegato”.

Si è riunita ieri l’assemblea del personale della Viareggio Patrimonio, della Viareggio Porto, della Viareggio Versilia Congressi alla presenza di Massimiliano Bindocci della CGIL Provinciale con delega alla Versilia, di Andrea Figaia della CISL Toscana nord ovest, di Michele Massari della CGIL  Funzione Pubblica, di  Massimo Petrucci della CISL Funzione Pubblica e di Daniela Ricchetti della Filcams CGIL.
All’assemblea hanno partecipato oltre 50 lavoratori delle tre società partecipate, che notoriamente attraversano un momento difficile.
La Viareggio Congressi è in liquidazione da 5 anni e secondo gli ultimi atti del liquidatore fatta la stagione dovrebbe chiudere licenziando il personale, la Viareggio Porto è in piena procedura fallimentare e le prospettive sono diventate palestra della politica, la Viareggio Patrimonio è in procinto di andare in liquidazione con incerte prospettive.
Dall’assemblea è emersa la volontà di tenere unite la vertenze delle tre società partecipate anche per la presenza di alcuni denominatori comuni, il fatto che le situazioni abbiano origine da precise responsabilità politiche e il fatto  che le risposte le dovrà dare la nuova amministrazione della città.
Si è stigmatizzata una campagna di disinformazione che vede accusare il personale delle partecipate di responsabilità che invece gravano sulla politica e su chi ha amministrato le società, singoli episodi vanno valutati ed eventualmente censurati, ma il personale di queste società è oggettivamente poco per la mole di lavoro ed è la prima vittima di una gestione inefficiente.

L’assembla e le Organizzazioni Sindacali hanno deciso di chiedere un incontro al Commissario Valerio Massimo Romeo  presso la prefettura perchè si ha bisogno di risposte chiare  precise, sulle prospettive , su chi farà i servizi , come e con quale personale.
Tra l’altro la decisione della liquidazione della Viareggio Patrimonio cozza con le dichiarazioni rese dal Commissario nell’incontro tenutosi alcuni giorni prima in prefettura, si tenga conto poi che il personale della Vaireggio patrimonio risulterebbe garantito dello statuto della società che prevede in caso di liquidazione il passaggio del personale in Comune.

L’assemblea ha rimarcato nei vari interventi che si sono susseguiti che tutti i posti di lavoro devono essere salvaguardati,  perché non deve e non può accadere che sia il personale a pagare le colpe di una gestione fallimentare della città e delle società partecipate, il dissesto non può diventare disastro sociale causando anche la perdita  di  decine di posti di lavoro.
La scelta di tenere unire le vertenze delle partecipate serve a tenere alto il profilo del confronto con il Comune di Viareggio, con chi lo dirige oggi e con chi lo amministrerà.
L’assemblea ha quindi proclamato lo stato di agitazione riservandosi di fare iniziative di lotta anche durante la campagna elettorale se non ci saranno le risposte che i dipendenti meritano.

No comments

*