Pelagatti: “Ai nastri di partenza i lavori sulla passerella pedonale”

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Ai nastri di partenza i lavori per la ristrutturazione della passerella pedonale che conduce dalla Provinciale alla chiesa di Sant’Agostino Vescovo sormontando il torrente Turrite Secca, e che mette in collegamento la piazza della chiesa stessa con la strada provinciale n.13 Valdarni. Tale passerella è strutturalmente formata da una soletta in cemento armato, sorretta da due travi, priva di pavimentazione con la presenza di residui di guaina bituminosa. I parapetti, realizzati in tubolare d’acciaio, si presentano pesantemente corrosi dalla ruggine, oltre che deformati nella parte a contatto con la via provinciale, a causa di un incidente stradale verificatosi nel recente passato. L’intervento di manutenzione straordinaria ha come obiettivo quello di perseguire sostanzialmente la riqualificazione estetica della passerella. Dopo aver risanato la struttura della passerella, verranno ripristinate le parti distaccate a causa della ruggine dei ferri d’armatura. Si provvederà inoltre ad una nuova pavimentazione sull’estradosso della soletta, formata da due bande laterali in marmo autoctono, dello stesso tipo di cui sono fatti i gradini che portano alla piazza della Chiesa. La fascia centrale, sarà invece pavimentata con asfalto architettonico. Saranno infine rimossi gli attuali parapetti, e ne saranno installati di nuovi, che riportino l’identico disegno ed andamento dei parapetti della piazza della chiesa.

“Si tratta di un piccolo intervento”, commenta l’assessore ai Lavori Pubblici, Egidio Pelagatti, “che però contribuisce a restituire decoro al Paese e all’accesso alla sua Chiesa. Abbiamo avuto in queste ore il nulla osta al progetto da parte della Soprintendenza di Pisa e nei prossimi giorni potremo dare il via ai lavori che saranno di breve durata anche per la semplicità dell’intervento stesso che però va nell’ottica di migliorare l’immagine dei nostri Paesi. L’utilizzo di materiali autoctoni renderà la passerella pienamente inserita nel contesto di Arni”.

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