Pentole, mestole e coperchi: contro la cattiva scuola il corteo rumoroso

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VIAREGGIO – In contemporanea alle tantissime mobilitazioni avvenute in tutta Italia ieri 5 giugno, un corteo “cacerolazo” (rumoroso), ha attraversato le strade di Viareggio. Un corteo pacifico e rumoroso organizzato dal Coordinamento Scuole della Versilia, cui hanno preso insegnanti, personale della scuola, genitori, studenti e cittadini. Dietro a striscioni contro la “Cattiva Scuola” di Renzi hanno manifestato in maniera rumorosa per farsi sentire dal Governo e dal Parlamento, con pentole, mestoli e coperchi. Per ribadire ancora una volta e spiegare alla cittadinanza i motivi della loro contrarietà alla riforma della scuola che il Governo Renzi e il PD vogliono imporre al Parlamento e al paese nonostante la netta contrarietà di tutto il mondo della scuola e di tantissimi cittadini, che hanno scioperato e manifestato in massa un mese fa (era il 5 maggio) e che continuano tutt’oggi a manifestare in mille modi, ancora inascolati.
“Non ci fermiamo qua: la lotta in difesa della scuola andrà avanti, anche con lo sciopero degli scrutini – fanno sapere i lavoratori del Coordinamento – ed è una lotta che riguarda tutti, perchè la Scuola Pubblica è di tutti e dobbiamo difenderla da questa riforma che non risolve alcun problema, ma aggrava la situazione”.
I cittadini devono sapere che “Renzi sulla Scuola li prende in giro: le risorse per la scuola pubblica diminuiscono, mentre si continua a finanziare le scuole private con oltre un miliardo di contributi e detrazioni fiscali di 400 euro per ogni alunno iscritto alle paritarie”. Fondi che potrebbero essere destinati al miglioramento della didattica e alla riduzione degli alunni per classe. Mentre la propaganda governativa parla di assunzioni, “200 mila precari che lavoravano nella scuola da anni ne saranno espulsi, mentre i nuovi assunti andranno a fare supplenze senza avere una classe fissa e su materie mai insegnate, con grave peggioramento della didiattica”. E se passa la “Cattiva Scuola” di Renzi “la libertà di insegnamento sarà messa in discussione con l’introduzione del preside-padrone che deciderà chi viene assunto e chi avrà gli aumenti di stipendio”, mentre con l’introduzione del finanziamento delle imprese e delle famiglie ai singoli istituti, ci sarà la privatizzazione dell’istruzione ed una divisione tra “scuole di seria A con i finanziamenti delle aziende e delle famiglie più abbienti e scuole di serie B – la maggioranza – senza fondi”.
Per fermare tutto questo il mondo della scuola continuerà a mobilitarsi – dichiarano i lavoratori del Coordinamento – e attuerà una forma di protesta forte come lo sciopero degli scrutini. Perchè il Governo e il Parlamento devono ascoltarci: la Scuola è patrimonio comune e difenderla vuol dire schierarsi dalla parte della Costituzione, che ne sancisce il carattere pubblico.

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