Per non dimenticare mai, a Sant’Anna il 70mo anniversario della strage

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STAZZEMA – Giorno di celebrazioni, oggi, per il 70mo anniversario dell’eccidio nazista di Sant’Anna. Ed è il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella ricorrenza, il primo ad inviare al Sindaco, Maurizio Verona, un messaggio, reso noto dal Quirinale: “Desidero non far mancare in questa dolorosa e solenne giornata il mio memore, sempre solidale saluto alla popolazione di Sant’Anna di Stazzema insieme con la mia ammirazione per quanti continuano instancabilmente ad operare per la causa della verita’ e della giustizia nel 70 anniversario di una strage che ha inorridito il mondo. Ricordo con intensa commozione l’abbraccio del marzo dello scorso anno con il Presidente Gauck e il nostro cosi’ significativo incontro con i famigliari delle vittime e con tutti i cittadini di Sant’Anna. E saluto con speranza il riaprirsi di uno spiraglio per la ricerca delle responsabilita’ in sede giudiziaria nell’amica Germania.Un abbraccio a tutti i partecipanti alla manifestazione”.

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“La verità è il superamento della dimenticanza, la memoria è cercare la verità ad ogni costo”. Nella sua orazione il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, si rivolge soprattutto ai 27 giovani che siedono sul basamento del Monumento Ossario. Indossano magliette colorate, che riprendono l’arcobaleno della bandiera della pace. Provengono dall’ Istituto Superiore Cine-Tv Rossellini di Roma, dal Liceo Galilei di Catania, dal Liceo Ariosto-Spallanzani di Reggio Emilia e dal Liceo Innocenzo XII di Anzio e hanno partecipato ad un workshop di una settimana a Sant’Anna di Stazzema, selezionati tra gli studenti delle scuole superiori di tutta Italia proprio dal Ministero che insieme a Comune di Stazzema, Anpi, Insmli ha indetto il concorso nazionale “Sant’Anna di Stazzema”. Durante il corso del workshop i ragazzi hanno aperto un blog con il nome del progetto, www.oraioso.wordpress.com, che in pochi giorni ha registrato migliaia di visualizzazioni, collegato alla pagina Facebook ufficiale del Parco Nazionale della Pace, www.facebook.com/SantAnnadiStazzema, al profilo Twitter @SAnnaStazzema. Sul blog i ragazzi hanno postato riflessioni, foto dei loro giorni di workshop a Sant’Anna, video e anticipazioni dei loro lavori, riprendendo gli incontri con i superstiti, partigiani e familiari delle vittime. E’ stato creato l’hashtag dedicato #nowiknow e sul canale Youtube sono stati caricati tutti i video. Il web 2.0 come straordinario veicolo di diffusione della memoria, tra i giovani ma non solo, che consente di portare il messaggio di Sant’Anna oltre ogni confine; non a caso sono tantissimi i collegamenti e le visite al blog dall’estero.  La mostra, allestita nei locali del Centro di accoglienza a Sant’Anna di Stazzema, è il compimento del percorso: una storia del 1944  raccontata oggi attraverso gli occhi di 27 giovani studenti, con forme comunicative e linguaggi contemporanei. Un punto di vista  diverso, una prospettiva nuova con cui proseguire un racconto lungo 70 anni. “Questo lavoro è un atto innovativo”- aggiunge il Ministro – “e i ragazzi sono riusciti a ricondurre i fondamenti del ricordo alla dimensione etica della memoria collettiva. Non abbiamo paura del passato ma deve esserci consapevolezza di queste tragedie perché queste ferite, che ancora oggi sono aperte in tante parti del mondo, fanno parte della storia dell’Umanità”. Il Ministro ha tagliato il nastro alla mostra “Now I Know- Ora so” allestita con i lavori realizzati dai ragazzi ed ha lasciato un post sulla pagina Facebook del Parco Nazionale della Pace: “#NowIKnow A S.Anna oggi ha vinto la memoria. Quindi la speranza. Grazie ragazzi a voi, a Tutti Voi”. Intensa e toccante la cerimonia, che ha visto la partecipazione del Consolato tedesco e della Confederazione Generale della Renania-LVR, realtà da tempo vicine a Sant’Anna di Stazzema con progetti che proseguono da diversi anni, incentrati soprattutto sui giovani.

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Il Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, ha definito Sant’Anna una vera e propria “fabbrica di pace”.

“In questa settimana abbiamo avuto la conferma che le nuove generazioni vogliono conoscere queste storie e farle proprie, vogliono  loro stessi cercare nuovi linguaggi con cui trasferire ai loro coetanei la storia attraverso i nuovi mezzi di comunicazione attualizzando così il messaggio  che viene da Sant’Anna di Stazzema. Oggi è un giorno di riflessione e di ricordo sugli orrori della guerra , ma grazie a questi giovani è un giorno di speranza: la speranza che è cresciuta in questa settimana visto l’entusiasmo di questi studenti e dei bambini che ieri hanno rievocato la storia dei Martiri di  Mulina di Stazzema. Abbiamo voluto che questo 12 agosto 2014 , 70esimo anniversario della strage di Sant’Anna fosse un momento che guardasse più al futuro che alla rievocazione e si compisse il passaggio del testimone tra superstiti e  giovani. Mi piace, con una metafora, pensare al nostro Parco come ad una fabbrica della pace in cui ciascuno di noi è un operaio che mette il suo mattone per il mondo che verrà, in cui speriamo di non dover assistere di nuovo alle scene di violenza e di morte a cui rischiamo di assuefarci. Allora, come oggi  in Medio Oriente, vediamo scene in cui a morire sono ancora bambini, donne e vecchi, e ancora una volta come allora, la violenza seminerà altra violenza. Per questo chiedo a tutti di acquisire la consapevolezza  che il prodotto da realizzare, la Pace, è costoso e faticoso, ma non impossibile, spesso le conquiste passano attraverso immani sofferenze. La testimonianza più chiara è la nostra Costituzione Repubblicana, che è figlia di questi luoghi e delle altre località martiri disseminate su tutto il territorio nazionale in cui  diritti degli uomini, delle donne e dei bambini, furono orribilmente spazzati via da un vento malvagio e criminale che in poche ore portò via con sé vite innocenti. Ne è testimonianza l’Europa che fu un enorme campo di battaglia in cui alla fine si contarono oltre 50 milioni di morti, e che oggi è un luogo di pace e che vorremmo ancora più impegnata come mediatore dei conflitti. Dopo l’Europa economica è necessario pensare ad una Europa dei popoli protagonista di un salto di qualità innanzi tutto culturale nella diplomazia mondiale”. Una speranza che viene rafforzata dalla recente decisione della Corte Federale di Karlsruhe che ha annullato la decisione della procura generale di Stoccarda relativamente al processo sulla strage di Sant’Anna, “ravvivando la speranza che almeno l’ultima SS condannata dal Tribunale Militare della Spezia sempre in vita, e dichiarato capace di affrontare un processo, Gherard Sommer, possa rispondere delle sue azioni di fronte  ad un tribunale del suo paese ed essere sottoposto ad un giudizio”. Verona ha ringraziato il Ministro Stefania Giannini. “Ha già manifestato la volontà di rinnovare nei prossimi anni questo appuntamento  in collaborazione con il MIUR: ha superato le aspettative e colmato il desiderio che la memoria sia viva e consegnata a ragazzi che l’hanno trasformata in materia di riflessione su attualità che è una speranza per il futuro”.  Con grande commozione, il presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna, Enrico Pieri ha ringraziato tutti i presenti. “Sono un ragazzo che 70 anni fa era qua: quella mattina fu terribile, persi tutta la mia famiglia”. Pieri aveva solo 10 anni il 12 agosto 1944. “Spero in un futuro migliore: vedo a Sant’Anna tanti giovani, gli amici di Stoccarda che sono venuti a darci una mano in questi giorni e sono sempre vicini a noi. Purtroppo nel mondo ci sono tante Sant’Anna ma bisogna impegnarci tutti, con umiltà, perché non ci siano più guerre”.

Dopo la cerimonia al Monumento Ossario è stata inaugurata la mostra “Now I Know”, presso il Centro d’accoglienza, con intervento del coro delle voci bianche del Festival Puccini e saluti istituzionali del Presidente INSMLI prof. Valerio Onida, Vice Presidente ANPI Marisa Ombra, del Presidente UCEI Renzo Gattegna e del Console generale di Germania Peter Dettmar. Il Console ha rilasciato una dichiarazione importante che evidenzia lo stretto legame tra istituzioni tedesche e Sant’Anna di Stazzema, rinsaldato profondamente il 24 marzo 2013 con la storica visita di Gauck insieme a Napolitano. “Il Governo tedesco ha previsto uno stanziamento di risorse per la ristrutturazione della cappellina in Piazza Anna Pardini”- ha dichiarato Dettmar- “come segno di riconciliazione ed amicizia”. Un gesto profondo e significativo.

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“Mi unisco oggi nel ricordo delle 560 vittime innocenti barbaramente trucidate nell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema il 12 agosto di sessant’anni fa, una delle pagine piu’ buie della storia d’Italia”, aggiunge il Presidente del Senato, Pietro Grasso, in una nota. “Donne, vecchi e bambini rimasti nelle proprie case, certi che nulla sarebbe potuto accadere a civili inermi. Il loro sacrificio, come emerso dalle indagini della Procura militare di La Spezia, non fu l’esito di rappresaglia, bensi’ di un atto premeditato e curato in ogni dettaglio per sterminare la popolazione ed interrompere i collegamenti fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti in zona”, prosegue,  “La strage di Sant’Anna di Stazzema, quelle che la precedettero e quelle che la seguirono, hanno lasciato nel nostro Paese cicatrici indelebili. In attesa che la Corte federale di Karlsruhe concluda le proprie indagini e renda giustizia a questo tragico episodio della nostra storia, mi rivolgo soprattutto alle nuove generazioni affinche’ mantengano vivo il ricordo di questi eventi. In un momento in cui nel mondo assistiamo a simili, terribili stragi, solo la memoria storica, la cultura della tolleranza, della democrazia, della liberta’ e della giustizia, puo’ preservarci dal ripetersi di tali atrocità”.

“E’ per me un grande onore essere qui con voi per partecipare a questo importante anniversario. Oggi celebriamo la memoria solenne di un evento drammatico e traumatico per questa terra, per S. Anna di Stazzema e per tutto il nostro Paese. Una ferita che ha lacerato l’Alta Versilia il 12 agosto del 1944, strappandole decine di cittadini inermi, uomini, donne e bambini – questo il discorso del ministro Giannino –  Sono trascorsi 70 anni, più di 25 mila giorni, da quel 12 agosto del ’44. Quindi due generazioni fa, rispetto a quella degli studenti che, per la prima volta, hanno passato qualche giorno qui sul posto, per vedere con i loro occhi e capire con la loro sensibilità le tracce ancora vive e la testimonianza diretta di un dolore insanabile. I giorni che Voi ragazzi avete trascorso qui sono stati dedicati a saperne di più, sono serviti (lo si vede dai contenuti del vostro blog, chiaro, semplice e bello) a  ricondurre i frammenti del ricordo soggettivo che la città vi ha messo a disposizione a quella dimensione etica e collettiva della memoria che soprattutto la scuola ha il compito di custodire e aggiornare. La storia è nata proprio contro le deformazioni della memoria. È il concetto stesso di verità in greco, racchiuso come spesso accade nell’etimologia della parola che in greco indica la Verità: aletheia – Lete è il fiume delle dimenticanza -, la memoria è il non dimenticare. La verità in Grecia coincideva inizialmente col non dimenticare quello che è successo. Erodoto scrive appunto la sua Storia per dire che vuol ricordare le gesta tanto dei Greci quanto dei Barbari. Noi facciamo altrettanto  come chiaramente annuncia il titolo della rassegna che fra poco vedremo “Now I know. Ora io so”. Si tratta di un sapere aggiornato al corso della storia. Perché il mondo è cambiato, profondamente cambiato, da quel 12 agosto del ’44. È un mondo diverso, in cui noi siamo diversi. L’Italia e la Germania sono due paesi amici, fondatori e parti integranti della nuova Europa. Ma ciò non dà spazio all’oblio, o peggio alla rimozione. Credo che questa sia la nostra sfida più importante, qui come altrove: non permettere che, in una società veloce e indifferente come la nostra, la memoria lasci spazio alla dimenticanza. Per questa ragione sono orgogliosa che il Ministero dell’Istruzione abbia ratificato due protocolli importanti nei mesi scorsi: con l’associazione nazionale Partigiani d’Italia e con l’Unione delle Comunità ebraiche italiane. In questo impegno reciproco abbiamo espresso due concetti semplici che voglio ricordare alla presenza dei due Presidenti: noi non abbiamo paura del passato, noi guardiamo al futuro consapevoli che le tragedie di settanta anni fa, la Shoah, la violenza nazista, gli eccidi come quello di sant’Anna di Stazzema, faranno sempre parte anche della storia del nostro Paese. Ma essere qui oggi, essere consapevoli di ciò che accadde ci rende più forte, tremendamente più forti di qualsiasi negazionismo e di qualsiasi revisionismo. Essere qui oggi è una forma di giustizia: non quella dei tribunali che auspichiamo a gran voce. È il tributo doveroso alla memoria delle donne, degli uomini, dei bambini che vennero trucidati. Al Comune di Stazzema (e con esso a tutti i comuni della Versilia) e alle famiglie dei parenti e dei sopravvissuti della strage di S. Anna che hanno ospitato i nostri studenti nelle loro case e hanno raccontato le loro storie personali va il mio particolare ringraziamento. Insieme a tutte quelle istituzioni che collaborano con la scuola italiana perché non si dimentichi. Questa è la grande novità di questo 70esimo anniversario: il coinvolgimento diretto dei nostri studenti nella ricostruzione della memoria sofferta e necessaria dell’eccidio di S. Anna. La scuola aperta a nuove e antiche responsabilità è il modello che il nostro governo sta disegnando in questi giorni, è quella la scuola madre di tutte le battaglie, di cui parla il Presidente Renzi e che porta il suo impegno anche fuori dalle classi. In queste ore, Cari ragazzi, avrete certamente ascoltato i racconti di chi si impegnò in prima persona contro la violenza nazi-fascista, di chi si oppose dando in sacrificio la propria gioventù e rischiando ogni giorno. A loro dovete essere riconoscenti per sempre perché è grazie al valore di uomini e donne che non si risparmiarono se voi oggi potete vivere un’esistenza libera. Sant’Anna non dimentica, ma sia chiaro che nessuno di noi cerca vendetta: la memoria collettiva è il principale motore di ricerca della verità. La ricorrenza di quest’anno coincide anche con un nuovo importante sviluppo giudiziario, che riapre una ferita mai risarcita e che rende giustizia a quanti, e sono tanti, hanno incessantemente ricercato la verità e lottato, ogni giorno, perché i responsabili del massacro fossero individuati e processati. In questi giorni, cari ragazzi, avrete certamente ascoltato i racconti di chi si impegnò in prima persona contro la violenza nazi-fascista, di chi si oppose dando in sacrificio la propria gioventù e rischiando ogni giorno. A loro dovete essere riconoscenti per sempre perché è grazie al valore di uomini e donne che non si risparmiarono se voi oggi potete vivere un’esistenza libera. Ma a voi sta la grande responsabilità di far vivere quella memoria attraverso lo studio e la ricerca. Non dobbiamo pensare che gli eventi tragici della guerra di Liberazione siano solo echi lontani di un passato che non tornerà: al contrario le stesse dinamiche sono vive anche oggi e per questo dobbiamo avere occhi e strumenti per combatterli. Mi è particolarmente gradito ricordare una frase che proprio qui il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, pronunciò i il 24 marzo del 2013, in un’altra storica occasione che vide la partecipazione del presidente tedesco Gauck. “La verità è che ci tocca farci entrambi carico delle responsabilità delle generazioni che ci hanno preceduto. Così come se ne fece carico Willy Brandt che combattè contro il nazismo da tedesco, ma che da Cancelliere della Germania Federale si inginocchiò dinanzi al monumento delle vittime del Ghetto di Varsavia”. Noi ci faremo carico delle nostre responsabilità. Ogni giorno più forti e consapevoli”.

Per non dimenticare, mai, quelli che furono gli orrori di tutte le guerre. A Sant’Anna di Stazzema la mattina del lontano 12 agosto del ‘44 avvenne uno dei più terribili crimini mai commessi ai danni della popolazione civile nel secondo dopoguerra in Italia. In un attimo la furia omicida dei nazi fascisti provocò la morte di centinaia di persone, tra donne, bambini e vecchi. Anna, di soli 20 giorni, e Evelina, con le doglie del parto, ne sono le icone.

Il 12 agosto 1944 alcuni reparti delle SS tedesche si resero responsabili a S. Anna di uno degli eccidi più efferati della storia della seconda guerra mondiale in Italia. 560 persone, prevalentemente vecchi donne e bambini, furono  barbaramente trucidati. Fu un disegno criminale per spargere terrore tra la popolazione civile. Una strategia dell’orrore confermata da altre stragi ed altri eccidi compiuti in quei giorni in altre località. Fu un crimine contro l’umanità. Quanto accaduto non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo dimenticarlo mai. La civilissima Europa – patria di alcuni dei più grandi studiosi, artisti, musicisti e letterati dell’umanità – ha visto costruire sulle sue terre i campi di sterminio e perpetuare inumane stragi: sofferenze inaudite e morte per milioni e milioni di uomini, donne e bambini. Proprio questa considerazione ci ricorda che abbiamo la responsabilità di trasmettere alle nuove generazioni questa “Memoria” non solo di fatti storici, ma soprattutto come educazione morale e civile.  Abbiamo il dovere di ricordare ai giovani che tutt’ oggi, ricordando quei fatti e quanto purtroppo continua ad accadere nel mondo ed in terre a noi vicine, niente ci può assolutamente garantire che tali eventi non si ripetano più. Oggi leggo del dramma umano di un discendente di uno dei responsabili dell’eccidio ed i ricordi – commenta la senatrice del Pd Manuela Granaiola – e le riflessioni di un superstite che ha deciso, dopo tantissimi anni, di tornare in Italia per rivisitare quei luoghi. Quella del ritorno è una decisione difficile ed umanamente penosa; forse anche un ripensamento, una scelta: quella giusta di non dover dimenticare. Loris Navarri, allora bambino scampato all’eccidio, al termine della sua drammatica testimonianza si augura che il processo ai responsabili della strage sia riaperto non per vendetta ma per giustizia. Tutti noi non possiamo che auspicarlo, se non altro per un semplice sentimento di civiltà”.

E anche il Santo Padre – come riporta l’Ansa nella nota a firma del Cardinale Pietro Parolin, segretario di stato di Papa Francesco – ha ricordato i martiri di Sant’Anna di Stazzema:  “In occasione della celebrazione commemorativa del settantesimo anniversario dell’eccidio del 12 agosto 1944 che si tiene nel Parco Nazionale della Pace nel comune di Stazzema, in ricordo delle 560 vittime tra le quali Don Innocenzo Lazzeri e Don Fiore Menguzzo che vollero essere a fianco dei loro fedeli condividendone l’atroce destino, Sua Santità Papa Francesco unendosi spiritualmente alla preghiera di cristiano suffragio per i defunti, invoca il principe della pace affinché rinsaldi il comune impegno per una solidale convivenza dei popoli e delle nazioni  Il Santo Padre affida al materno conforto della Vergine Maria i familiari delle vittime e tutti gli abitanti di codesti luoghi così duramente provati e, mentre chiede una preghiera per Lui e per il Suo servizio alla Chiesa, invia di cuore a Vostra Eccellenza, al reverendo parroco e al signor sindaco, alle autorità intervenute e a tutti i presenti l’implorata benedizione apostolica”.

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