Perequazioni più leggere e puntuali a Seravezza per stimolare gli investimenti privati sul territorio

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SERAVEZZA – Perequazioni più leggere e puntuali a Seravezza per stimolare gli investimenti privati sul territorio. È il senso della Variante al Regolamento Urbanistico approvata due settimane fa dal Consiglio Comunale: un nuovo punto di equilibrio fra le legittime attese dei proprietari di lotti liberi per l’edificazione e la volontà dell’Amministrazione Comunale di migliorare gli standard territoriali a vantaggio della comunità. La Variante interessa poco più di quattro ettari di territorio, prevalentemente in aree urbanizzate, un quarto dei quali costituito da superfici in perequazione – che saranno cioè acquisite al patrimonio comunale – da destinare a verde pubblico attrezzato, parcheggi, ampliamenti stradali, piccole migliorie alla viabilità. «Il coronamento di un percorso lungo e complesso, che negli ultimi due anni ci ha portato ad incontrare tutti i proprietari dei lotti interessati dalla Variante», commenta il vicesindaco con delega all’urbanistica Valentina Salvatori. «Un iter partecipato e condiviso che da un lato porta ad un alleggerimento del carico perequativo sui privati, ma che al contempo consente all’ente pubblico di continuare ad acquisire aree e – grazie anche all’introduzione di meccanismi sperimentati di recente e che potranno essere ripetuti nel futuro Piano Operativo – di far realizzare al privato opere di riqualificazione e arredo urbano, per innalzare l’efficienza e la qualità complessiva del territorio». Ultimo passaggio tecnico per la Variante, prima della definitiva pubblicazione, è quello in sede di Conferenza Paesaggistica in Regione.

 
Il percorso della Variante inizia nel 2014 su impulso dell’Amministrazione Comunale, partendo da due presupposti: da un lato l’allora imminente scadenza del Regolamento urbanistico (primavera 2015) e la prospettiva a lungo termine di redigere i due principali strumenti di governo del territorio, il Piano Strutturale e il Piano Operativo; dall’altra la chiara evidenza che la crisi economica, abbinata a previsioni perequative molto rigorose, aveva prodotto una stagnazione delle attività edilizie. «Per superare la situazione di stallo abbiamo pensato quindi di mettere mano a una Variante che anticipasse il futuro Piano Operativo, intervenendo in modo molto puntuale sui lotti liberi per l’edificazione, le cosiddette BL, per intercettare l’interesse o meno dei proprietari a confermare le previsioni del Regolamento urbanistico», spiega Salvatori. «Dato che l’esigenza non era più quella di frenare e regolare la spinta edilizia, fino a qualche anno fa molto forte, ma al contrario quello di stimolarne la ripresa, abbiamo rimodulato le precedenti previsioni allentando i meccanismi perequativi. Le superfici da cedere al Comune si sono ridotte in tal modo di circa un quarto. Nei casi in cui i proprietari si sono dichiarati comunque non interessati ad attuare le previsioni del Regolamento urbanistico abbiamo ripristinato la destinazione agricola».
 
Una trentina le BL interessate dalla Variante su tutto il territorio comunale, per una superficie complessiva di oltre quarantamila metri quadrati. Circa tre quarti saranno destinati a nuova edificazione, con la previsione di trentaquattro alloggi residenziali ed alcuni volumi a destinazione commerciale, direzionale e artigianale. Circa un quarto delle superfici, come già accennato, sarà invece acquisito al patrimonio pubblico e destinato a piccole migliorie del tessuto urbano. Tra gli interventi previsti in perequazione, ad esempio, la riqualificazione del parcheggio di via del Campo, nei pressi dello stadio comunale a Pozzi, e la cessione di un’area a verde e parcheggio in via Mordure a Querceta. «Tanti interventi, alcuni anche di minima entità, ma utilissimi perché mirati a risolvere specifiche situazioni critiche, come l’allargamento di una strada o la creazione di un’area per la sosta», dice ancora l’assessore Salvatori. «Nell’occasione abbiamo reso più flessibile lo strumento perequativo, rinunciando in alcuni casi all’acquisizione tout court di terreni che sarebbero risultati inutili preferendo ottenere invece dai privati equivalenti opere di arredo urbano o di riqualificazione di altre aree».


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