Perini navi, presidio di 40 lavoratori “Le difficoltà non si risolvono con scelte inutili”

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“Diversi incontri si sono svolti tra dirigenza aziendale e sindacato, molte dichiarazioni di intenti sono state fatte, ma ad oggi non possiamo registrare opzioni utili intese a riattivare e riorganizzare produzioni e attività di pregio presenti nel sito viareggino”.

La nota stampa congiunta, a firma della Fiom e della Fim, è  relativa allo sciopero di due ore indetto oggi pomeriggio dalla Rsu aziendale di Perini Navi di Viareggio.

“In particolare  – proseguono i due sindacati –  la scelta dello smantellamento della falegnameria, attività di prestigio onore e vanto dell’arredamento navale mondiale del cantiere lascia il segno tra i lavoratori, scelti e selezionati nei primi anni 90, uno ad uno dal patron Perini Fabio che per decine di anni con dedizione e grande maestria hanno realizzato gli arredi più belli di sempre. Purtroppo nel tempo nessun investimento e nessuna innovazione è stata introdotta dalla proprietà ed oggi, salvo rare eccezioni i falegnami sono tutti in cassa integrazione, da lungo periodo, con poche possibilità di rientrare anche per possibili lavorazioni di refitting, che potrebbero essere, una buona base per la ripresa del lavoro. La stessa sorte potrebbe toccare ai lavoratori del reparto alberi, fiore all’occhiello per le innovazioni introdotte da Perini, quel reparto oggi ci dicono verrà riorganizzato, ma come? Smantellando i due terzi delle macchine utensili? E riverniciando un tornio vecchio? E come si può pensare che ciò possa essere compreso come un rilancio qualitativo e produttivo? I lavoratori non ci stanno e oggi ritengono che se la riorganizzazione che viene annunciata vuole avere un orizzonte concreto non si può prescindere da investimenti seri in macchinari, strumenti e formazione atti a rendere davvero competitiva l’azienda. Per svolgere una produzione o una sperimentazione vera, non si può partire dal rottamare la storia ed il valore delle esperienze delle professionalità dei lavoratori, questo l’azienda lo deve comprendere per prima e vincere le resistenze interne per consegnare un futuro alla nautica che non sia di puro trasferimento delle competenze, ma che sia di crescita nella qualità vero volano per la creazione di lavoro e distribuzione della ricchezza, nei nuovi prodotti che non possono per il grande contenuto tecnologico essere realizzati da terzi. Lo stesso vale per la riorganizzazione degli uffici in particolare quello tecnico che per chi vi opera ad oggi non trova più riscontro tra le funzioni strategiche dell’azienda, fatto questo che viene denunciato con particolare forza e senso di attaccamento al lavoro da molti impiegati, lavoro fin qui svolto con grande perizia e passione, mentre l’azienda con le proprie risposte continua a non convincerci di come si voglia attrezzare per fare l’innovazione delle barche del futuro. Noi non ci rassegnamo a veder scomparire un giorno dopo l’altro pezzi di azienda, soprattutto perchè la mancanza di competitività che ci viene dichiarata, dipende quasi esclusivamente dall’assenza di investimenti dell’azienda, che per troppo tempo non ha investito e ha regalato a Spagnoli (manufatti in carbonio) e Arabi (refitting) attività e prodotti che si dovevano fare a Viareggio. Oggi serve chiarezza di intenti e una strategia industriale comprensibile se si vuole affrontare il futuro”.

“Futuro  – concludono che oggi appare particolarmente complicato dalle condizioni di un mercato che ha subito una contrazione vicina al 50% e dove Perini se vorrà continuare a primeggiare avrà bisogno del coraggio di innovare partendo dalle risorse presenti in azienda consapevoli che l’impegno da parte dei lavoratori c’è e ci sarà finchè ci sarà la voglia di fare impresa, nella trasparenza e nel rispetto dei ruoli e della dignità di ciascuno. Viceversa è bene si sappia che noi non ci rassegnamo ad una strategia atta allo svuotamento delle competenze aziendali, vera ricchezza di Perini navi, che appartiene ai lavoratori, alla città di Viareggio agli abitanti della provincia di Lucca e della Toscana. Noi questi concetti li abbiamo ben presenti e rappresentati con determinazione alla Dirigenza aziendale e per questo li difenderemo in ogni sede e in ogni modo nell’interesse dei lavoratori e dell’occupazione, ma anche e soprattutto della città e della tradizione della nautica viareggina”

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