Pesca, in 30 anni a Viareggio persa una barca su due

VIAREGGIO – Mentre sta per scattare il fermo pesca (si fermeranno dal 2 al 31 ottobre), per il mondo dei pescatori professionali una buona notizia viene dal via libera al Testo unico sulla pesca, approvato alla Camera, adesso passera al Senato, che rappresenta una boccata d’ossigeno per un settore che negli ultimi anni in toscana ha visto scomparire un peschereccio su due passando da 1200 a 600 imbarcazioni registrate. Un contraccolpo che non ha risparmiato la marineria viareggina che oggi conta circa 100 pescherecci. Ad affermarlo è la Coldiretti Impresapesca in occasione dell’approvazione alla Camera della proposta di legge che contiene interventi per il settore ittico, oltre alle deleghe al Governo per il riordino normativo, per la semplificazione amministrativa per un settore importante anche che solo a Viareggio significa tra i 4 ed i 5 milioni di euro di fatturato e 2.500 occupati tra diretti ed indiretti. “La norma – spiega Maurizio Fantini, Direttore Coldiretti Lucca – va a regolare molti aspetti del comparto ittico, con deleghe che lasciano al Governo ed al confronto con il sistema associativo spazi importanti di definizione della riforma. Completa inoltre la norma delle sanzioni, che accoglie in parte la rivisitazione richiesta dal comparto”. Dopo anni di tempesta, all’orizzonte si inizia ad intravedere un po’ di sereno. “Uno dei problemi del settore – continua Fantini – è la concorrenza sleale del prodotto proveniente dall’estero e spacciato per italiano soprattutto nella ristorazione ma anche a causa dell’eccessiva burocrazia, oltre che all’introduzione di regole eccessivamente penalizzanti per le imprese ittiche”.

Nel 2017 gli arrivi di pesce fresco e congelato dall’estero hanno fatto un balzo in avanti del 10% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2016, secondo un’elaborazione Coldiretti Impresapesca su dati Istat. Il risultato è che ben tre pesci su quattro venduti nel nostro Paese provengono dall’estero, pronti per essere serviti come tricolori nella ristorazione, dove non c’è l’obbligo dell’indicazione d’origine. “La pesca – prosegue Fantini – è un settore importante che alimenta un giro d’affari che coinvolge un indotto significativo che ruota intorno ai tre mercati principali di Viareggio, Monte Argentario e Livorno. Coldiretti Impresapesca  – continua – è impegnata per garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori dal mare alla tavola anche con progetti che riguardano la ristorazione, dove si sta diffondendo la “carta del pesce” per distinguere il prodotto made in Italy mentre enormi passi in avanti sono stati fatti sull’etichettatura nei banchi di vendita”.

Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma si può anche rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica.

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